In Lombardia l’industria cresce, ma cala la fiducia nel futuro
- 25 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
I numeri del primo trimestre mostrano segnali positivi sul fronte produttivo, ma le aspettative degli imprenditori peggiorano per effetto delle incertezze geopolitiche. I rischi principali segnalati dalle imprese riguardano la tenuta delle catene di fornitura, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e il possibile ampliamento delle tensioni tariffarie sul commercio internazionale.
Nel dettaglio del comparto industriale, i saldi delle attese tra crescita e diminuzione risultano negativi per produzione, fatturato e domanda: produzione a -4,7%, fatturato a -3,1%, domanda estera a -9,0% e domanda interna a -11,4%. Resta invece positivo il saldo sull’occupazione, con un +2,9%.
Il quadro si fa più critico nell’artigianato, dove i saldi negativi superano il 20% per produzione, fatturato e domanda interna. Anche la domanda estera e l’occupazione mostrano aspettative negative, seppure meno marcate rispetto agli altri indicatori.
Reazioni dei rappresentanti istituzionali e di categoria
Gian Domenico Auricchio ha sottolineato:
“I dati del trimestre confermano la resilienza del nostro sistema produttivo, ma non possiamo ignorare la preoccupazione degli imprenditori di fronte alle persistenti tensioni geopolitiche. In uno scenario così incerto è fondamentale che le istituzioni, il sistema camerale e tutti gli stakeholder territoriali agiscano in modo coordinato per sostenere le imprese. Occorre puntare sulla competitività, rafforzare l’export e mitigare l’impatto dell’aumento dei costi energetici e dei fattori produttivi, favorendo al contempo l’adozione di competenze e strumenti per migliorare produttività e innovazione.”
Giuseppe Pasini ha aggiunto:
“Con il quadro internazionale così incerto, il 2026 si profila come un anno complesso per le imprese. I segnali di rallentamento, pur in presenza di crescita, riflettono il peso di crisi e conflitti che impattano sui prezzi delle materie prime, in particolare delle commodity energetiche. L’elevata dipendenza da forniture esterne espone l’economia a rischi significativi: chi controlla energia e materie prime condiziona la capacità di crescita. Serve che i decisori nazionali ed europei adottino misure coraggiose per favorire un’autonomia strategica che permetta alle imprese italiane di competere in condizioni paritarie.”
Guido Guidesi ha affermato:
“La situazione richiede una svolta: o si interviene con coraggio sui vincoli europei e si rafforza il ruolo dei territori, oppure rischiamo di perdere competitività. La concorrenza internazionale, soprattutto da Paesi con costi e vincoli inferiori, mette sotto pressione tutte le filiere. È indispensabile un cambio di paradigma a livello istituzionale per difendere il lavoro e la capacità produttiva del nostro tessuto economico.”
Stefano Fugazza ha dichiarato:
“Gli artigiani sono oggi maggiormente preoccupati per l’impennata dei costi energetici e delle materie prime. Per questo sono fondamentali interventi che incentivino l’efficientamento e l’autoproduzione energetica, tematiche che già orientano i piani d’investimento del settore. Al contempo, la stretta sul credito tradizionale penalizza molte micro e piccole imprese, mentre persiste la difficoltà di ricambio generazionale: l’età media dei titolari è in crescita e serve promuovere, con scuole e istituzioni, l’artigianato come opportunità concreta per i giovani.”
Implicazioni politiche e strumenti di intervento
Le dichiarazioni dei rappresentanti mettono in luce alcune linee d’intervento ricorrenti: politiche per la riduzione dell’esposizione energetica (incentivi all’efficienza e all’autoproduzione), misure per sostenere l’export e strumenti finanziari più accessibili per le micro e piccole imprese, compreso il rafforzamento dei meccanismi di garanzia come quelli offerti dai Confidi. A livello nazionale ed europeo, la discussione sull’autonomia strategica richiama la necessità di combinare diplomazia commerciale, politiche industriali e investimenti in infrastrutture energetiche.
Per il sistema produttivo lombardo, dove le esportazioni rappresentano una componente rilevante del valore aggiunto, la capacità di reagire a shock esterni dipenderà anche dalla rapidità con cui verranno attuate politiche di sostegno agli investimenti, formazione professionale e transizione energetica. Il rafforzamento dei collegamenti tra imprese, sistema formativo e istituzioni locali appare cruciale per superare la carenza di manodopera qualificata e favorire il ricambio generazionale nelle imprese artigiane.
Azioni pratiche auspicabili
Tra le azioni operative più urgenti emergono: l’ampliamento dei bandi e degli incentivi per l’efficienza energetica e la digitalizzazione delle imprese, strumenti finanziari dedicati alle microimprese e meccanismi di garanzia rafforzati per facilitare l’accesso al credito, nonché programmi di formazione e alternanza scuola-lavoro pensati per attrarre i giovani verso l’artigianato e le professioni tecniche.
Parallelamente, servono strategie a medio-lungo termine per diversificare le catene di fornitura e ridurre la dipendenza da mercati e forniture strategiche esterni, con investimenti pubblici e privati su infrastrutture energetiche rinnovabili e reti logistiche resilienti.
In sintesi
- Le incertezze geopolitiche e l’aumento dei costi energetici stanno comprimendo le aspettative delle imprese: per gli investitori italiani è prioritario valutare il rischio energetico nella pianificazione dei portafogli industriali.
- Il rafforzamento di strumenti finanziari mirati e garanzie per le micro e piccole imprese potrebbe contenere il rischio di credito e favorire investimenti in efficienza e transizione, con effetti positivi sulla produttività regionale.
- Politiche volte all’autonomia strategica e alla diversificazione delle catene di fornitura hanno un impatto diretto sulla stabilità dei prezzi delle materie prime e sulla competitività delle esportazioni italiane nel medio termine.
- Investire in formazione tecnica e percorsi per il ricambio generazionale nelle imprese artigiane rappresenta una leva fondamentale per preservare competenze produttive e sostenere la ripresa economica territoriale.