Partite iva, torna la sanatoria fiscale per il passato
- 25 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel dibattito parlamentare si intensifica la pressione per introdurre un meccanismo di ravvedimento speciale collegato a chi aderirà al concordato preventivo nel biennio 2026-2027. Tra gli emendamenti depositati al terzo decreto sulle accise, ora all’esame del Senato, è emersa una proposta di Forza Italia a prima firma di Claudio Lotito che mira a prevedere una sanatoria fiscale per il periodo 2020-2024.
Il meccanismo proposto
Lo schema dell’emendamento ricalca soluzioni già adottate in passato: si prevede un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali calcolata su una base determinata dalla differenza fra il reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato e un valore incrementato secondo una percentuale variabile. Tale incremento è parametrato sulla base delle pagelle fiscali, con scaglioni che vanno dal 50% per i contribuenti con punteggio più basso al 5% per quelli valutati con massima affidabilità.
Le aliquote previste dall’emendamento per il triennio 2022-2024 sarebbero del 15% per i voti inferiori a 6, del 12% per i voti compresi tra 6 e 8 e del 10% per i voti superiori a 8. Per gli anni 2020 e 2021, caratterizzati dalle restrizioni dovute alla pandemia, è invece previsto uno sconto del 30% sull’aliquota applicabile.
Il trattamento dell’IRAP
Per quanto riguarda l’IRAP, il meccanismo di determinazione della base imponibile rimane analogo a quello dell’imposta sostitutiva sui redditi, ma con l’applicazione di un’aliquota unica pari al 3,9%. Anche in questo caso è previsto un abbattimento del 30% per le annualità 2020 e 2021.
Modalità e scadenze di versamento
La proposta contempla la possibilità di versare l’importo complessivo in un’unica soluzione oppure di avvalersi di una rateizzazione fino a 10 rate mensili di pari importo. La prima (o unica) rata dovrebbe essere versata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027. È inoltre previsto un importo minimo per annualità: l’imposta sostitutiva dovuta non può essere inferiore a 1.000 euro per ciascun anno oggetto dell’opzione.
Estensione del divieto di telemarketing
All’interno degli emendamenti è tornata anche una proposta, già circolata in passato, per estendere il divieto di telemarketing nel settore delle telecomunicazioni. L’iniziativa, presentata dalla Lega con primo firmatario Massimo Garavaglia, intende estendere alle telecomunicazioni lo stesso divieto già previsto per l’energia elettrica e il gas, vietando le sollecitazioni commerciali telefoniche e gli invii di messaggi promozionali non sollecitati.
Sono previste alcune eccezioni: il professionista potrà contattare telefonicamente il consumatore, anche mediante messaggi, se quest’ultimo ha effettuato una richiesta diretta tramite le interfacce informatiche del professionista stesso oppure se il contatto riguarda clienti già forniti di energia elettrica o gas che abbiano espresso consenso specifico a ricevere proposte commerciali relative a quelle forniture.
Impatto e scenari
La misura di emersione proposta punta a favorire la regolarizzazione e a generare gettito immediato, ma comporta scelte delicate in termini di equità e selettività: collegare l’onere a indicatori di affidabilità fiscale come le pagelle fiscali introduce una discriminante che può penalizzare chi ha punteggi più bassi, pur offrendo una via d’uscita dalla contenziosità.
L’estensione del divieto di telemarketing impone invece ai gestori di servizi di comunicazione una revisione delle pratiche commerciali e una maggiore attenzione al consenso informato dei clienti, con possibili ricadute sui budget destinati alle attività promozionali e sulla canalizzazione degli investimenti pubblicitari verso canali digitali alternativi.
Prossime tappe
Al momento si tratta di proposte parlamentari: la loro trasformazione in norma dipenderà dai negoziati durante l’esame in commissione Finanze al Senato, con un primo appuntamento utile per definire il destino degli emendamenti nella ripresa dei lavori prevista per il pomeriggio di martedì 26 maggio. Occorrerà monitorare l’evoluzione delle versioni finali per valutare effetti concreti su imprese e contribuenti.
In sintesi
- Una sanatoria calibrata sulle pagelle fiscali potrebbe portare liquidità aggiuntiva nel breve termine, ma rischia di alterare gli indicatori di rischio fiscale utili agli investitori per valutare la qualità della gestione aziendale.
- La possibilità di rateizzare i pagamenti fino a 10 mesi può ridurre lo shock di cassa per le imprese, ma gli investitori dovranno valutare l’effetto sul profilo di rischio-paese e sulla sostenibilità fiscale delle aziende coinvolte.
- L’estensione del divieto di telemarketing spingerà gli operatori delle telecomunicazioni a riallocare gli investimenti di marketing verso canali digitali e basati su consenso esplicito, con impatti sui costi di acquisizione cliente e sulle strategie di fidelizzazione.