L’intelligenza artificiale accelera la minaccia quantistica e mette a rischio le criptovalute, avvertono gli esperti di sicurezza
- 24 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Per anni il settore delle criptovalute ha discusso se il computing quantistico possa rappresentare una minaccia esistenziale per le blockchain come Bitcoin e Ethereum. Oggi ricercatori e sviluppatori ritengono che l’avanzamento dell’intelligenza artificiale stia probabilmente accelerando tale orizzonte temporale e costringendo a ripensare in modo più ampio le fondamenta della sicurezza digitale.
Alex Pruden, amministratore delegato di Project Eleven, un’azienda che si occupa di infrastrutture resistenti al quantum per il mondo crypto, ha dichiarato:
“Il panorama della sicurezza del futuro sarà diverso.”
Pruden ha aggiunto:
“Tra quantum e IA, ci avventureremo in un mondo in cui la sicurezza — e questo riguarda molto più della sola cripto — non potrà più basarsi sulle prassi consolidate.”
Convergenza tra intelligenza artificiale e computing quantistico
La convergenza tra IA e computing quantistico ha assunto maggiore urgenza dopo gli avvertimenti di grandi realtà tecnologiche e di gruppi di ricerca che indicano una possibile anticipazione dell’arrivo di computer quantistici con capacità crittografiche rilevanti. Sebbene permanga il dibattito su quando esattamente un dispositivo quantistico in grado di violare gli schemi crittografici odierni comparirà, molti esperti ritengono che l’IA possa comprimere significativamente i tempi di sviluppo.
Nel concreto, i ricercatori stanno già impiegando sistemi di machine learning per ottimizzare la correzione degli errori quantistici, uno dei principali colli di bottiglia ingegneristici nel settore.
Illia Polosukhin, cofondatore di NEAR Protocol e ricercatore AI in passato presso Google, ha affermato:
“L’IA sta da tempo accelerando la scoperta scientifica. La velocità della ricerca aumenterà ulteriormente e abbiamo già visto progressi che molti non si aspettavano così presto.”
Polosukhin ha ricordato come, già nel 2016, sistemi di apprendimento automatico venissero utilizzati per individuare nuovi materiali, suggerendo che la prossima generazione di computer quantistici potrebbe essere progettata con il contributo dell’IA stessa.
La minaccia concreta: raccolta dati e decriptazione futura
Per gli analisti della sicurezza la minaccia non è più puramente teorica. Preoccupa l’ipotesi che governi o attori sofisticati stiano già raccogliendo oggi traffico internet cifrato con l’aspettativa che futuri computer quantistici possano decriptarlo: una strategia comunemente sintetizzata come raccogli ora, decripta dopo.
Polosukhin ha puntualizzato:
“Se so che i computer quantistici arriveranno tra qualche anno, comincerò a catturare tutti i dati possibili che circolano.”
Ha aggiunto:
“Tutto ciò che mettiamo in rete, se siete identificabili come persone d’interesse, potrà essere presumibilmente decriptato tra due anni. È molto probabile che questo stia già accadendo.”
Impatto sulle blockchain e fragilità crittografiche
Le ripercussioni per le criptovalute sono particolarmente rilevanti perché molte reti si basano sugli stessi schemi crittografici a curva ellittica (elliptic curve cryptography) utilizzati su Internet. Un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe, in teoria, ricavare chiavi private da chiavi pubbliche, consentendo ad attaccanti di compromettere portafogli e sistemi vulnerabili.
Tuttavia, diversi ricercatori sottolineano che la vera dinamica in atto è una corsa agli armamenti: l’accoppiamento tra quantum e IA alimenta un ciclo in cui entrambe le tecnologie potenziano sia le offensive sia le difese.
Pruden ha osservato:
“Mi aspetto che l’avvento dell’IA acceleri… ancora di più gli attacchi. Ci sono modelli in grado di trovare bug di implementazione nella crittografia sottostante o, sempre più, di compromettere la crittografia stessa.”
In parallelo, gli sviluppatori impiegano l’IA in modo difensivo per la revisione del codice, il testing e la verifica formale, tecniche matematiche che cercano di dimostrare il comportamento corretto di un software.
Pruden ha aggiunto:
“L’IA può aiutare con la verifica formale dei sistemi post-quantum. Questo, in teoria, li rende più sicuri.”
Azioni intraprese dalle reti e limiti tecnici
Il cambiamento sta già inducendo diverse comunità blockchain a rivedere la propria capacità di evolvere rapidamente. Ecosistemi come Ethereum, Zcash, Solana, Ripple e NEAR stanno studiando o implementando strategie di migrazione verso soluzioni post-quantum.
NEAR ha annunciato piani per integrare la criptografia post-quantum direttamente nella sua infrastruttura di account, permettendo agli utenti di cambiare schemi crittografici senza dover trasferire asset su portafogli completamente nuovi. Polosukhin ha ricordato che già nel 2018, durante la progettazione della rete, si era pensato a meccanismi che rendessero agevole questo passaggio.
Nonostante gli sforzi, la transizione rimane complessa: gli algoritmi post-quantum standardizzati sono spesso più grandi e più lenti rispetto agli schemi correnti, con implicazioni pratiche per performance, costi di storage e larghezza di banda.
Verso una sicurezza adattiva e continua
Secondo gli esperti, la combinazione di IA e quantum sta erodendo l’antica assunzione che la crittografia possa restare affidabile per lunghi periodi senza interventi continui. La sicurezza potrebbe sempre più somigliare a un processo dinamico e adattivo, con aggiornamenti frequenti per contrastare tecnologie offensive in rapido sviluppo.
Pruden ha sintetizzato il concetto osservando che nulla resterà così statico come in passato: o un computer quantistico mette in crisi qualche assunzione fondamentale, o l’IA diventa sufficientemente avanzata da fare lo stesso.
Questo cambio di paradigma impone scelte concrete a sviluppatori, operatori di rete e responsabili degli investimenti: dalla necessità di adottare schemi crittografici più agili alla promozione di pratiche di gestione delle chiavi e di archiviazione dei dati orientate alla resilienza.
Considerazioni tecnologiche ed economiche
Dal punto di vista tecnologico, la strada verso la maturità del computing quantistico richiederà progressi nella correzione degli errori e nell’architettura dei qubit; l’IA è già uno strumento importante in questo percorso. Sul fronte economico e degli investimenti, l’incertezza sui tempi e sui costi di migrazione verso soluzioni post-quantum genera rischi e opportunità: aziende che sviluppano tool di migrazione, servizi di auditing crittografico e tecnologie di conservazione sicura dei dati potrebbero vedere una domanda crescente.
Per i regolatori e i policymaker, il tema solleva interrogativi su come bilanciare la protezione dei dati sensibili, la privacy dei cittadini e la competitività delle industrie digitali, incentivando al contempo investimenti in ricerca fondamentale e formazione specialistica.
In sintesi
- L’accelerazione congiunta di IA e computing quantistico potrebbe ridurre i tempi per il superamento delle attuali protezioni crittografiche, aumentando il valore delle imprese che offrono soluzioni post-quantum e servizi di migrazione.
- Gli investitori dovrebbero valutare il rischio tecnologico a medio termine sulle infrastrutture digitali e premiare progetti che mostrano roadmap credibili per l’integrazione di crittografia resistente al quantum.
- Per l’economia italiana, la transizione impone investimenti in capacità di sicurezza informatica avanzata e formazione tecnica, oltre alla necessità di politiche che sostengano ricerca, standardizzazione e adozione di tecnologie resilienti.