Il libro definitivo di Giulio Centemero
- 24 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un libro in prima persona racconta il rapporto fra appartenenza territoriale, carriera professionale e dinamiche urbane. L’autore è Giulio Centemero, originario della Brianza, cresciuto ad Arcore e oggi residente e lavoratore a Milano. Laureato in Economia e Commercio all’Università di Bergamo, ha perfezionato gli studi presso la SDA Bocconi e nella sede di Bruxelles della Boston University. Il volumetto, pubblicato da Baldini e Castoldi e intitolato Anche i ricchi piangono. La crisi del modello Milano e delle Global Cities, propone una riflessione agile e non accademica sul ruolo delle grandi città globali e sulle trasformazioni in atto.
Centemero, commercialista ed esponente della Lega, membro della Commissione finanze, ha presentato il libro in una sala gremita del Palazzo Sardagna durante il Festival dell’Economia di Trento. La tesi centrale è che le città globali occidentali sono connesse da relazioni intime — sociali, economiche e infrastrutturali — e che queste connessioni stanno cambiando volto e funzioni urbane a seguito di nuovi equilibri geopolitici ed economici.
Giulio Centemero ha scritto:
“È febbraio e il cielo è di ghisa a Milano. Ho appena accompagnato mio figlio a scuola e sono rientrato a casa per chiudere lo zaino. Sono soddisfatto. Il Sandwich Club, il cenacolino che i miei amici e io organizziamo ormai da qualche anno, sta per inaugurare il suo primo chapter estero: Londra. Esco di casa, faccio qualche pedalata e ripiego la bici per entrare nella stazione M4 di Santa Sofia. Casa-gate in venti minuti netti. Niente male. E poi si vola fino a Heathrow e alla Elizabeth Line. Da lì a Paddington Station e poi in hotel. Il cielo è di ghisa anche oltremanica. Da casa fino all’hotel di Londra ci sono volute tre ore di viaggio: giusto giusto per tirare fino a un early lunch in un bistrot della zona.”
La descrizione in prima persona restituisce la quotidianità di chi vive tra due poli europei e mette in luce come la mobilità, le reti sociali e le infrastrutture trasformino le opportunità individuali e collettive. Secondo l’autore, la globalizzazione non è un fenomeno omogeneo: subisce la spinta silenziosa dell’ascesa della Cina, le tensioni indotte dai conflitti e le scosse legate alle crisi energetiche, tutte forze che rimodellano le stesse Global Cities.
La diagnosi su Milano
Nel libro si individua un problema centrale: Milano ha perso un codice di convivenza che la rendeva una città popolare oltre che ricca. La difficoltà principale è l’accesso all’abitazione per il ceto medio, che trova sempre meno possibilità di risiedere in città mantenendo uno stile di vita sostenibile. Questo fenomeno ha conseguenze pratiche sui consumi, sui servizi e sulla composizione sociale del centro urbano.
Giulio Centemero ha spiegato:
“Londra è riuscita a riportare nel centro il ceto medio. Lo stesso bisogna provare a fare a Milano. Il primo passo è quello abitativo. Servono misure economiche che permettano a insegnanti e poliziotti, per dire chi ha poca disponibilità di spesa ma un ruolo sociale centrale, di tornare a vivere a Milano. Questo rimescolamento indurrebbe una naturale deflazione nei comportamenti economici e attiverebbe un meccanismo positivo anche sul livello generale dei prezzi, oggi insostenibile.”
La proposta è di politiche mirate: incentivi fiscali o contributi per chi svolge funzioni pubbliche e sociali, interventi sul mercato degli affitti e piani di housing sociale che riequilibrino la domanda abitativa nel centro urbano. Un ritorno del ceto medio al tessuto cittadino avrebbe impatti anche sulla domanda di beni e servizi e sulla qualità della vita.
Nuove ricchezze e distanza civica
Un altro tema affrontato è la trasformazione delle élite. Da un lato scompaiono o si occultano le famiglie industriali storiche che avevano costruito l’identità della città; dall’altro emergono nuovi soggetti della finanza e della tecnologia che, spesso, risultano poco radicati nel territorio e meno inclini a pratiche di restituzione civica.
Giulio Centemero ha scritto:
“I nuovi grandi imprenditori delle criptovalute e della blockchain non hanno ancora sviluppato un atteggiamento di tipo politico civile. Ma è anche vero che, dal sistema italiano, vengono tenuti a distanza. Esiste una sorta di pregiudizio culturale e di iper-rigidità regolatoria verso di loro. Diventa normale che siano ancora soggetti non pervenuti nella composizione del nuovo Dna di una città complessa come Milano.”
Qui emerge la necessità di un equilibrio regolatorio: tutelare la collettività e i consumatori senza isolare innovatori e capitali che potrebbero contribuire alla crescita economica e all’occupazione. L’autore suggerisce che un approccio più inclusivo, combinato con regole chiare, potrebbe favorire l’integrazione delle nuove attività nel tessuto urbano e sociale.
Proposte e ricadute politiche
La discussione contenuta nel libro invita a una visione organica per Milano e per l’Italia. Servono politiche coordinate tra Comune di Milano, Regione Lombardia e Governo nazionale per affrontare insieme temi di mobilità, fiscalità locale, edilizia residenziale e innovazione. Misure pratiche potrebbero comprendere incentivi per il ritorno dei professionisti nei centri urbani, investimenti in infrastrutture per aumentare la connettività fra città e programmi pubblico-privati per l’housing e la riqualificazione.
Dal punto di vista economico, un rilancio della vivibilità urbana può moderare pressioni inflazionistiche locali, riattivare mercati di prossimità e generare domanda per servizi qualificati. Per gli investitori, la riqualificazione urbana, il settore delle tecnologie abilitanti e la proptech rappresentano aree da monitorare, così come le opportunità legate a politiche abitative sostenibili.
Infine, il libro sollecita una riflessione più ampia sul ruolo delle città come laboratori di sperimentazione di politiche economiche e sociali: la capacità di integrare vecchie e nuove risorse, favorire coesione sociale e attrarre capitale umano diventa elemento determinante per la competitività a lungo termine.
In sintesi
- Il ritorno del ceto medio nei centri urbani è fondamentale per riequilibrare domanda e prezzi: politiche abitative mirate possono ridurre pressioni inflazionistiche locali e sostenere consumi di prossimità.
- L’inclusione regolatoria degli attori della finanza e della tecnologia può trasformarsi in fonte di crescita se accompagnata da regole chiare che favoriscano investimenti produttivi e responsabilità civica.
- Per gli investitori italiani, la transizione urbana apre opportunità in proptech, housing sostenibile e servizi avanzati; tuttavia è necessario monitorare le scelte politiche locali che incidono su rendimenti e rischi.
- Un coordinamento istituzionale tra amministrazioni locali e governo è strategico per convertire la ricchezza in resilienza sociale ed economica, evitando fratture che potrebbero indebolire la competitività del sistema-paese.