Allarme fiscale di De Gennaro (GdF): evasione diffusa tra influencer e digital creator, occhi sulla discrepanza tra redditi e seguito social

Guardia di Finanza segnala che l’evasione fiscale tra influencer e creatori di contenuti digitali «continua a essere ampia e diffusa», ma che le attività di contrasto procedono in stretto coordinamento con Agenzia delle Entrate attraverso un piano congiunto volto a ricostruire redditi e flussi economici correlati all’attività online.

Andrea De Gennaro ha dichiarato:

“Continua a essere ampia e diffusa.”

Il tema è stato affrontato da Andrea De Gennaro, comandante generale della Guardia di Finanza, intervenendo al panel «Economia sommersa, l’altra faccia dell’Italia» nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento, evento organizzato da Sole 24 Ore e Trentino Marketing.

Secondo il comandante generale, una delle difficoltà principali riguarda l’inquadramento fiscale del reddito generato dai creatori digitali: è reddito d’impresa o reddito professionale? La novità della professione e la varietà delle fonti di ricavo rendono complessa la corretta classificazione e la conseguente tassazione.

Andrea De Gennaro ha sottolineato:

“Noto che si è creata una difficoltà nella reale individuazione della tipologia di reddito prodotto dai creatori digitali, è reddito di impresa, della professione?”

Il comandante ha ricordato che la platea coinvolta è ampia: oltre ai creator affermati, ci sono persone che aspirano a diventarlo e categorie che in passato tendevano a restare nascoste al fisco, inclusi operatori attivi su piattaforme come OnlyFans.

Per migliorare i controlli è stato siglato un protocollo operativo tra la Guardia di Finanza e la Agenzia delle Entrate, finalizzato a coordinare le verifiche sui compensi, sulle modalità di monetizzazione e sugli elementi di prova digitali che consentono di rilevare eventuali discrepanze tra quanto dichiarato e il valore effettivo dell’attività online.

Andrea De Gennaro ha aggiunto:

“Nella linea di contrasto all’evasione in questo settore, che continua a essere ampia e diffusa, c’è uno dei momenti di maggiore condivisione di attività con l’Agenzia delle Entrate.”

Il piano congiunto punta a mettere in relazione vari indicatori digitali — contenuti pubblicati, visualizzazioni, numero di iscritti e altre metriche — con i redditi dichiarati, per individuare sproporzioni che possano giustificare approfondimenti fiscali.

Fenomeno dei medici e chirurghi abusivi

Il discorso si è esteso oltre l’ambito digitale: la Guardia di Finanza ha segnalato anche la crescita di pratiche mediche esercitate senza le necessarie autorizzazioni. Si tratta di operatori che offrono prestazioni sanitarie, talvolta ritratte dai media per i casi più eclatanti, ma che spesso costituiscono un fenomeno più ampio e meno visibile.

Andrea De Gennaro ha indicato:

“A fronte del forte aumento della domanda evidente negli ultimi anni abbiamo riscontrato numeri crescenti del fenomeno … a fronte dei casi eclatanti ce ne sono tanti altri che finiscono bene dal punto di vista della salute del paziente ma nascondono un’evasione totale, completa e diffusa.”

Oltre al rischio sanitario, l’esercizio abusivo della professione comporta gravi conseguenze economiche: evasione fiscale, distorsione della concorrenza nei confronti dei professionisti regolari e potenziali danni reputazionali per il settore sanitario. Le autorità fiscali e gli ordini professionali sono chiamati a intensificare controlli mirati e campagne informative per tutelare pazienti e operatori onesti.

Pos collegati a conti esteri e misure tecnologiche

De Gennaro ha inoltre richiamato l’attenzione sulle tecniche più sofisticate di elusione, che vanno oltre la semplice mancata dichiarazione del reddito: fatture omesse o inesistenti, utilizzo di strumenti di pagamento collegati a conti esteri e altri stratagemmi che rendono difficile ricostruire i flussi finanziari.

Andrea De Gennaro ha sottolineato:

“Le forme di evasione totale dal pagamento delle imposte sono diverse, dal nascondere il reddito ad altre più evolute … L’obbligo di fatturazione elettronica è uno strumento che ha aiutato molto.”

Tra le novità normative citate c’è la norma che impone il collegamento elettronico tra Pos e registratore di cassa: la misura è pensata per limitare i pagamenti che, pur risultando tracciati, transitano su dispositivi riconducibili a conti correnti esteri in giurisdizioni con bassa cooperazione fiscale. Il collegamento dovrebbe ridurre le uscite non documentate e aumentare la capacità di controllo fiscale.

Questo rafforzamento degli strumenti di tracciamento impone alle imprese un adeguamento tecnologico e una maggiore attenzione alla compliance, con possibili effetti sui costi operativi delle piccole attività. Al tempo stesso, la maggiore trasparenza può concorrere a ricondurre sul mercato operatori che finora hanno beneficiato di pratiche sleali, migliorando la concorrenza e la raccolta fiscale.

Implicazioni e scenari futuri

Il rafforzamento della cooperazione tra forze dell’ordine e amministrazione fiscale apre scenari di controllo più mirati sul mondo digitale e sulle nuove forme di erogazione di servizi. Per i creatori di contenuti e le piattaforme digitali si profila la necessità di maggiore chiarezza normativa e di strumenti amministrativi che facilitino la corretta emersione dei redditi.

Per il sistema-paese, la progressiva digitalizzazione dei controlli rappresenta un’opportunità per recuperare gettito e redistribuire il carico fiscale in modo più equo, ma richiede anche investimenti in formazione, tecnologie e dialogo tra istituzioni, professionisti e operatori digitali.

In sintesi

  • L’intensificarsi dei controlli digitali e il collegamento tra Pos e registratori di cassa dovrebbe ridurre le perdite fiscali riconducibili a pagamenti tracciati ma deviati su conti esteri, migliorando la trasparenza delle transazioni per le piccole imprese.
  • Per gli investitori nel comparto digitale, una normativa più stringente e una compliance rafforzata implicano sia costi iniziali di adeguamento sia potenziali benefici strutturali derivanti da mercati più competitivi e meno distorti dall’evasione.
  • Il protocollo tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate segnala un approccio sistemico che potrebbe accelerare la formalizzazione delle professioni digitali e incentivare piattaforme e creator a adottare modelli fiscali più trasparenti.
  • Per il tessuto economico italiano, la lotta all’evasione nei settori emergenti è anche una leva di politica pubblica: recuperare gettito significa avere maggiore margine per investimenti in servizi pubblici, formazione digitale e tutela della salute pubblica.


Author: Tony
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