Ultima mossa del Congresso sulla riforma fiscale delle criptovalute spingerebbe l’IRS a rivedere le esenzioni de minimis

Un gruppo bipartisan di legislatori ha presentato una versione aggiornata di una proposta di legge sulla tassazione delle criptovalute che mira ad aggiornare il codice fiscale per rispondere meglio ai diversi casi d’uso degli asset digitali e che, se trasformata in legge, incaricherebbe il IRS di valutare l’impatto di eventuali esenzioni de minimis.

I promotori della normativa sono i rappresentanti Steven Horsford (D-N.V.), Max Miller (R-Ohio), Suzan DelBene (D-Wash.) e Mike Carey (R-Ohio), che hanno reintrodotto il testo noto come Digital Asset Protection, Accountability, Regulation, Innovation, Taxation and Yields Act — comunemente indicato come Parity Act — dopo precedenti tentativi bipartisan. Il nuovo testo arriva a seguito di incontri interni tra legislatori tesi a riformare la tassazione delle criptovalute.

Dettagli principali del disegno di legge

La bozza prevede che i cosiddetti regulated payment stablecoin non generino plusvalenze o minusvalenze, salvo il caso in cui il costo fiscale sia inferiore al 99% del valore di rimborso della stablecoin. Viene inoltre creato un regime di safe harbor per le operazioni eseguite tramite broker o all’interno dei conti dei contribuenti.

Il testo introduce anche una definizione di come le regole di tipo wash sale potrebbero applicarsi agli asset digitali e disciplina il trattamento fiscale degli asset guadagnati svolgendo attività di validator nella rete.

Revisione dell’IRS e possibile esenzione de minimis

Il provvedimento incarica l’IRS di esaminare l’onere fiscale a carico dei detentori di criptovalute relativo alle “piccole transazioni digitali” e di quantificare quante operazioni inferiori a 200 dollari rientrino nell’ambito delle norme vigenti. L’analisi dovrà valutare le esigenze dell’amministrazione fiscale nel caso si introducesse una specifica esenzione de minimis — ossia un’esclusione per attività considerate troppo marginali per richiedere adempimenti — e verificare i potenziali rischi di abuso di una simile deroga.

Il settore delle criptovalute sostiene da tempo che sollevare i contribuenti dall’obbligo di segnalare e dichiarare la tassazione su micro-transazioni favorirebbe l’adozione delle crypto come strumento di pagamento per acquisti di basso importo, ad esempio una consumazione o altri beni di modesto valore.

Motivazioni politiche e impatto pratico

I sostenitori definiscono il disegno di legge come un primo passo verso una riforma fiscale più ampia per gli asset digitali, finalizzata a fornire certezza normativa e a integrare la modernizzazione delle valute digitali nel sistema finanziario tradizionale. La proposta cerca di ridurre l’incertezza che oggi grava su consumatori, istituzioni e operatori di mercato.

In particolare il provvedimento punta a chiarire responsabilità e obblighi per exchange, broker e custodi, oltre a definire condizioni operative per l’uso quotidiano delle criptovalute come mezzo di pagamento. Se approvata, la norma richiederà successive interpretazioni amministrative dell’IRS e probabilmente commenti da parte degli operatori del mercato per calibrare registrazione, reporting e procedure di compliance.

Alla conferenza Consensus svoltasi a Miami, Steven Horsford ha dichiarato:

“Io penso effettivamente che la tassazione sia il fondamento. Perché? Perché è la politica fiscale che determinerà, prima di tutto, come questi asset digitali possono essere usati nel nostro sistema finanziario. E in un momento in cui il nostro codice fiscale federale è obsoleto, non tiene conto della modernizzazione degli asset digitali.”

Steven Horsford ha dichiarato:

“Per esempio, nessuna delle attuali norme regolamentari indica a un consumatore, a un’istituzione o a uno sviluppatore cosa accade alle loro imposte quando vendono un asset digitale, ricevono una ricompensa da staking, prestano criptovalute su una piattaforma negli Stati Uniti o fanno una donazione in Bitcoin. Si tratta di questioni fiscali. E restano completamente irrisolte.”

Il percorso legislativo resta complesso: il testo dovrà ottenere il sostegno delle commissioni competenti e dell’assemblea congressuale, e in seguito il via libera esecutivo per essere convertito in legge. Se approvata, la misura già dall’introduzione cambierebbe il quadro delle discussioni tra policy maker, operatori di mercato e autorità fiscali, e potrebbe influenzare la posizione regolatoria rispetto agli standard internazionali.

In sintesi

  • Una possibile esenzione per le micro-transazioni ridurrebbe i freni all’adozione di criptovalute come strumento di pagamento, aumentando il volume delle micropagamenti e favorendo soluzioni di integrazione per i commercianti.
  • Maggiore certezza fiscale potrebbe abbassare il rischio regolamentare per gli investitori, rendendo più prevedibili i modelli di valutazione degli asset digitali e potenzialmente influenzando il prezzo relativo degli strumenti crittografici.
  • L’obbligo di revisione da parte dell’IRS apre la strada a nuove linee guida amministrative: ciò richiederà investimenti in compliance da parte di broker e custodi, ma creerà anche opportunità per fornitori di servizi fiscali e soluzioni tecnologiche di reporting.
  • Le scelte normative statunitensi avranno ricadute internazionali: un’eventuale riforma potrebbe fungere da riferimento per i regolatori europei e italiani, accelerando discussioni su armonizzazione fiscale e cooperazione cross-border in materia di asset digitali.


Author: Tony
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