Un mercato da 9,5 miliardi pronto a decollare
- 19 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Viaggiare in vacanza con cani e gatti non è più una tendenza passeggera ma una modalità di vita consolidata, che ha dato origine a un mercato valutato circa 9,5 miliardi di euro e con potenziale di quasi raddoppio nei prossimi anni. Questo fenomeno è al centro della ricerca di Jfc intitolata “Dalla carrozzina al guinzaglio. Il passaggio dai ‘figli’ agli ‘animali da compagnia'”.
Animali parte della famiglia
Il rapporto evidenzia una trasformazione culturale che non si limita al calo delle nascite: sempre più persone considerano gli animali domestici componenti effettivi del nucleo familiare, con conseguenze dirette sulle scelte di consumo e tempo libero.
Massimo Ferruzzi ha dichiarato:
“Gli animali fanno parte della famiglia.”
Nel contesto europeo il dato è significativo: si stimano circa 89,6 milioni di cani e 108,3 milioni di gatti da compagnia. Numeri che descrivono un bacino di domanda capace di orientare, in modo crescente, il settore turistico verso offerte dedicate ai pet.
Le mete preferite
Secondo la ricerca, molti italiani rinunciano alle ferie pur di non lasciare gli animali soli, un elemento che rende necessario un ripensamento delle strategie di accoglienza turistica. Le destinazioni scelte da chi viaggia con animali sono principalmente le località montane e appenniniche, indicate nel 35,4% dei casi.
Tra le regioni italiane ritenute più accoglienti nei confronti degli animali emergono Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana. Sul piano internazionale, le preferenze ricadono su Francia, Spagna e Germania. Lo studio stima inoltre che quest’anno gli italiani passeranno in media 12,1 notti fuori casa con i propri animali e spenderanno circa 22,2 euro in più al giorno rispetto a chi viaggia senza pet.
Tre milioni di famiglie con pet
Il report quantifica la domanda: sono circa 3 milioni 975 mila i nuclei familiari che effettueranno almeno una vacanza con il proprio animale, generando oltre 73 milioni di presenze turistiche e un impatto economico stimato in 9,56 miliardi di euro.
Jfc sottolinea che queste cifre rappresentano solo la base di partenza di un mercato con margini di crescita rilevanti, condizionati però dalla capacità del settore turistico di adattarsi alle nuove esigenze della domanda.
Necessario cambio di mentalità
Per accompagnare la crescita del segmento pet-friendly, lo studio indica la necessità di un cambiamento di approccio da parte di operatori turistici, amministrazioni locali e fornitori di servizi, a partire da trasporti, strutture ricettive e pubblici esercizi.
Massimo Ferruzzi ha aggiunto:
“Naturalmente si tratta di un mercato che ha un potenziale molto più elevato e che potrebbe crescere enormemente sino quasi a raddoppiare.”
Lo studio mette in luce anche gli ostacoli pratici: circa 4 italiani su 10 rinunciano alla vacanza con il proprio animale, mentre solo il 10,7% dichiara di non incontrare difficoltà nel programmare un viaggio con il pet, contro un 89,3% che segnala problemi legati ai trasporti, all’accesso a bar e ristoranti, alla disponibilità di spazi verdi e alla presenza di località pet friendly.
Per superare queste barriere servono interventi concreti: certificazioni e standard per le strutture ricettive, servizi dedicati (dog sitter, aree attrezzate), formazione del personale e campagne informative coordinate dai comparti turistici regionali e nazionali.
Infine, c’è spazio per investimenti privati e iniziative pubbliche mirate: incentivare l’adeguamento delle strutture esistenti, promuovere pacchetti vacanza pet-inclusive e semplificare le procedure per la mobilità degli animali può tradursi in maggiori flussi turistici e in ricadute positive per le economie locali, soprattutto nelle aree montane e rurali.
In sintesi
- L’espansione del turismo con animali domestici rappresenta un’opportunità per gli operatori italiani: offrire servizi pet-friendly può aumentare il tasso di occupazione stagionale e il valore medio per visita.
- Gli investimenti in infrastrutture dedicate (aree verdi attrezzate, servizi di trasporto adeguati, formazione del personale) sono strategici per trasformare la domanda latente in spesa reale e fidelizzazione della clientela.
- Le amministrazioni regionali possono giocare un ruolo chiave mediante incentivi e normative di supporto, favorendo lo sviluppo di itinerari e promozioni che valorizzino territori meno sfruttati, con benefici per economia locale e occupazione.