Detentori di azioni preferenziali perpetue valutano male il rischio, avverte un dirigente crypto
- 17 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Matt Dines, direttore degli investimenti di Build Markets, avverte che il mercato sta sottovalutando i rischi insiti nelle azioni privilegiate perpetue, citando come esempio la serie Variable Rate Series A Perpetual Stretch Preferred Stock (STRC) emessa da Strategy.
Secondo Dines, gli emittenti aziendali di azioni privilegiate perpetue non sono obbligati a rimborsare mai il capitale agli investitori: possono distribuire dividendi indefinitamente senza rinegoziare i termini dell’investimento. Chi vuole liquidare l’investimento deve necessariamente vendere le azioni sul mercato secondario, esponendosi così a rischi di liquidità e di tasso d’interesse che permangono nel tempo proprio perché queste emissioni non hanno una scadenza.
Matt Dines ha aggiunto:
“Se gli spread cominciano a salire e il mercato chiede rendimenti più alti agli emittenti aziendali, bisogna tenere anche conto della durata infinita della perpetua. Quindi, se questa dislocazione nasce dalla liquidità, provrà dal lato della valuta fiat.”
Come funzionano le preferred perpetue
Le azioni privilegiate perpetue rappresentano strumenti ibridi tra equity e debito: offrono dividendi regolari come un’obbligazione ma, a differenza delle obbligazioni, non prevedono il rimborso del capitale a una data prefissata. Per questo motivo la loro “duration” è, in pratica, indefinita, e qualsiasi variazione degli spread di credito o dei tassi di interesse ha un impatto prolungato sul loro valore di mercato.
La mancanza di scadenza impone quindi agli investitori di valutare con attenzione il rischio di liquidità: in scenari di contrazione della domanda secondaria, il prezzo può muoversi in modo brusco e permanente, rendendo difficile la conversione del capitale in valuta senza subire perdite significative.
La situazione di STRC e di Strategy
Negli ultimi giorni la serie STRC ha registrato un picco di interesse: il volume giornaliero di scambi ha raggiunto circa $1,5 miliardi, un record per questo strumento, mentre Strategy continua a impiegare l’emissione di preferred per finanziare l’acquisto di Bitcoin.
La società di ricerca Delphi Digital segnala che l’autorizzazione massima di emissione di STRC è fissata attualmente intorno a $28 miliardi. Se tale limite non venisse aumentato prima di raggiungere la soglia, l’accumulazione di BTC da parte di Strategy potrebbe rallentare.
Al momento il valore nozionale totale delle azioni STRC emesse è pari a circa $8,5 miliardi, con un valore di mercato complessivo intorno a $8,4 miliardi. Le azioni trattano vicino a $99 per unità e offrono un tasso di dividendo variabile dell’11,5%, aggiornato mensilmente secondo i termini dell’emissione.
Strategy ha inoltre attivato meccanismi di voto per gli azionisti ordinarî e per i possessori di STRC affinché approvino pagamenti di dividendi con cadenza semimensile, una scelta che punta a rendere il flusso di cassa più prevedibile per chi detiene lo strumento.
Rischi e implicazioni per il mercato
Un aumento degli spread di credito o un irrigidimento della liquidità globale potrebbero tradursi in rendimenti richiesti più elevati dagli investitori sulle emissioni corporate. Per strumenti a durata teoricamente infinita come le preferred perpetue, questo aumento si riflette in modo più pronunciato sul prezzo rispetto a strumenti con scadenza definita.
Se il meccanismo di finanziamento tramite STRC dovesse incontrare limiti pratici — ad esempio il raggiungimento del tetto autorizzato o una significativa riduzione della domanda secondaria — la capacità di Strategy di proseguire gli acquisti di Bitcoin potrebbe rallentare. Ciò avrebbe potenziali effetti di mercato sulla domanda aggregata di BTC e, di conseguenza, sul suo prezzo.
Per gli investitori istituzionali e retail italiani è fondamentale considerare che la combinazione di duration infinita, dividendo variabile e dipendenza dalla liquidità secondaria richiede valutazioni di stress test più severe rispetto a quelle per obbligazioni tradizionali o per equity standard.
Alternative e considerazioni pratiche
Chi valuta l’acquisto di strumenti come STRC dovrebbe comparare i rendimenti richiesti con quelli di altri veicoli di finanziamento aziendale, valutando l’impatto di scenari di tassi in crescita o di stretta della liquidità. In molti casi potrebbe essere opportuno integrare tali posizioni con coperture o strumenti di duration più definita.
Dal punto di vista dell’emittente, l’eventuale necessità di alzare il tetto di emissione o di ricorrere ad altri strumenti di capitale potrebbe modificare la struttura finanziaria dell’azienda, con implicazioni per la governance, il costo medio del capitale e la strategia di accumulo delle riserve in Bitcoin.
In sintesi
- L’uso massiccio di preferred perpetue come meccanismo di finanziamento può sostenere la domanda di Bitcoin nel breve termine, ma crea un’esposizione durevole a rischi di liquidità e di tasso che gli investitori devono quantificare in scenari avversi.
- Per gli investitori italiani, la valutazione del rendimento nominale non è sufficiente: occorre analizzare la sensibilità del prezzo agli spread e la profondità del mercato secondario per stimare il rischio di realizzo del capitale.
- Un raggiungimento del limite di emissione o una contrazione della domanda per STRC potrebbe rallentare gli acquisti aziendali di BTC, con possibili effetti indiretti sul mercato delle criptovalute e sulla liquidità complessiva.
- Dal punto di vista strategico, emittenti e investitori dovrebbero considerare opzioni di diversificazione del funding e strumenti di copertura per mitigare l’impatto di un rialzo generalizzato dei rendimenti.