Riciclo del legno: nel 2025 il tasso sfiora il 70%
- 15 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nicola Semeraro utilizza spesso il termine sistema per descrivere l’attività di Rilegno, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi di legno, che nel 2025 ha gestito oltre 98mila trasporti coordinando una rete di 412 piattaforme di raccolta, 15 impianti di riciclo e 1.904 consorziati.
Un sistema che genera valore
Si tratta di un sistema che mette in connessione imprese, istituzioni e cittadini per trasformare il legno da scarto a risorsa. La natura riciclabile del materiale consente un uso ripetuto delle stesse risorse, con ricadute ambientali positive e potenziali vantaggi per l’industria del recupero e per la filiera produttiva nazionale.
Nicola Semeraro ha spiegato:
“Contribuiamo in modo concreto alla riduzione delle emissioni di CO₂, al contenimento dell’uso di materie prime vergini e alla diffusione di un modello di sviluppo più responsabile.”
Il modello evidenzia l’integrazione tra industria, design e tecnologie: esempi di economia circolare che generano valore per il Paese, riducono sprechi e consolidano l’eccellenza italiana lungo l’intera filiera del legno, dalla produzione fino alla rigenerazione o allo smaltimento.
Tasso di riciclo doppio rispetto agli obiettivi europei
L’Italia ha raggiunto un tasso di riciclo vicino al 70% nel 2025 (69,8%), oltre il doppio dell’obiettivo stabilito dalla Unione europea pari al 30%. Nel medesimo anno l’immissione al consumo di legno recuperato ha superato i 3,5 milioni di tonnellate, trainata in particolare dalla diffusione dei pallet rigenerati, mentre i volumi avviati a recupero hanno toccato quasi 1,8 milioni di tonnellate, con incrementi significativi soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud.
Nell’ottica delle politiche industriali e ambientali, questi risultati attenuano la dipendenza dalle materie prime vergini e possono incidere positivamente sulla bilancia commerciale del comparto legno-arredo. Allo stesso tempo, rafforzano la posizione dell’Italia nei negoziati e nelle implementazioni delle direttive europee su economia circolare e gestione dei rifiuti, riducendo il rischio di sanzioni e creando margini per misure di sostegno mirate alle filiere regionali.
Ricerca SDA Bocconi: la percezione del legno
Durante il convegno è stata presentata una ricerca della SDA Bocconi, curata dal professor Francesco Bertolini, che ha esaminato come le imprese valutano il legno rispetto ad altri materiali considerando aspetti ambientali, economici e operativi.
Dall’indagine emerge che il legno è largamente associato alla naturalità e, in misura minore, alla rinnovabilità; tuttavia il valore legato al ciclo di vita e alla sostenibilità non è ancora pienamente interiorizzato da tutte le aziende. Il 70% delle imprese lo ritiene più sostenibile rispetto ad alternative, apprezzandone l’impatto ambientale, l’estetica, la capacità di migliorare l’immagine aziendale e la facilità di smaltimento, mentre il costo rimane il principale elemento critico nelle scelte di acquisto.
Questi risultati indicano spazi di intervento per politiche pubbliche e per le imprese: misure fiscali e incentivi potrebbero rendere più competitivi i prodotti rigenerati, mentre investimenti in ricerca e innovazione sul riciclaggio e nella standardizzazione qualitativa potrebbero abbattere i costi e favorire una maggiore adozione del legno rigenerato in diversi settori produttivi.
Dal punto di vista territoriale, l’espansione delle attività di recupero nel Centro-Sud suggerisce opportunità di sviluppo locale e di creazione di occupazione nella logistica e nell’industria del riciclo, con possibili sinergie tra politiche industriali regionali e programmi europei di coesione.
In sintesi
- L’aumento del riciclo riduce la domanda di materie prime vergini, esercitando una pressione ribassista sui prezzi delle importazioni di legname: ciò può migliorare i costi di approvvigionamento per l’industria italiana del mobile e delle costruzioni.
- Le infrastrutture logistiche e gli impianti di rigenerazione rappresentano ambiti di investimento strategico, interessanti per fondi infrastrutturali e operatori industriali che puntano sulla circular economy come driver di crescita.
- Il miglioramento delle pratiche di riciclo favorisce la resilienza della filiera italiana nei confronti delle fluttuazioni internazionali delle materie prime, con ricadute positive sulla competitività delle PMI che adottano materiali rigenerati.
- Per consolidare la transizione serve un mix di politiche pubbliche (incentivi, standard di qualità, formazione) e iniziative private orientate all’innovazione, in modo da ridurre il problema dei costi percepiti e ampliare la domanda interna di prodotti rigenerati.