Ferretti: Kkcg cita in giudizio il governo

La battaglia per il controllo del consiglio di amministrazione di Ferretti Group, produttore di yacht di lusso, si profila serrata: i due azionisti maggiori — la cinese Weichai con il 39,5% e la ceca Kkcg maritime che ha raggiunto il 23,2% dopo un’opa parziale — sono pronti a confrontarsi oggi per assicurarsi la maggioranza dei membri del cda. Il gruppo guidato da Karel Komárek può contare anche sul supporto del kuwaitiano Bader Al‑Kharafi, che ha dichiarato di appoggiare la lista Kkcg con il proprio 5%, portando la percentuale favorevole al 28,2%.

La segnalazione al Governo

Nel pieno della contesa, Kkcg ha compiuto un passo inaspettato: ha scritto al Governo italiano sollevando dubbi sul rispetto delle normative applicabili e invocando l’attivazione del golden power nei confronti delle partecipazioni cinesi nel capitale di Ferretti.

La mossa è stata motivata dalla diffusione di notizie secondo cui alcuni soggetti ritenuti collegati a Weichai avrebbero continuato ad acquistare azioni di Ferretti mantenendo ogni singola operazione al di sotto della soglia del 3% che impone obblighi di comunicazione alla Consob. Tra i compratori indicati figurano Bank of China (circa 1,989%), la svizzera Adtech Advanced Technologies (intorno al 2,8%), Wealt Strategy Holding (Hong Kong, ~1%) e Yanjan International (~0,8%).

Le preoccupazioni di Kkcg

Kkcg ha espresso preoccupazione per possibili violazioni degli obblighi di notifica e per una modalità di acquisto coordinata che, a suo avviso, avrebbe portato la quota aggregata di soggetti «di nazionalità cinese e di soggetti collegati a Weichai» oltre il 45%. La società ha formalmente presentato tali rilievi al Governo il 11 maggio 2026 e ne ha dato copia alla Consob.

Kkcg ha dichiarato:

“Le informazioni disponibili rafforzano le preoccupazioni in merito al rispetto della normativa applicabile, inclusi possibili inadempimenti agli obblighi di notifica in relazione alla proprietà e al controllo di una società operante in settori di rilevanza strategica per la sicurezza nazionale e la difesa.”

Questioni di difesa e notifiche mancanti

Secondo fonti vicine all’operazione, la lettera solleva due punti fondamentali. Primo: Weichai, soggetta al controllo finale del SASAC (l’ente che sorveglia le partecipazioni statali cinesi), non avrebbe notificato l’eventuale partecipazione di controllo ai sensi del regime del golden power, pur trattandosi di un’azienda che dal 2016 produce anche pattugliatori per la Marina e i Carabinieri. Secondo: gli acquisti recenti potrebbero essere stati coordinati e finalizzati a superare soglie aggregate rilevanti, con il rischio che il consiglio finisca per non includere più esponenti esecutivi italiani e che si favorisca il trasferimento di tecnologie a doppio uso.

Nel caso in cui emergessero prove di coordinamento o di esercizio illecito dei diritti di voto senza la notifica prescritta, è plausibile che vengano intraprese azioni legali per sospendere l’esercizio dei diritti medesimi e per chiedere misure cautelari a tutela della sicurezza nazionale.

Cos’è il golden power e perché conta

Il golden power è lo strumento legislativo che consente al Governo italiano di intervenire su acquisizioni o azioni societarie che riguardano settori strategici per la sicurezza, la difesa, le infrastrutture critiche e la tecnologia sensibile. Attraverso questo potere l’Esecutivo può imporre condizioni, limitare partecipazioni o bloccare operazioni ritenute rischiose per l’interesse nazionale.

Nel contesto dei capitali stranieri, in particolare quando sono coinvolti soggetti indirettamente controllati dallo Stato di un altro Paese — come nel caso del SASAC per la Cina — la procedura di controllo diventa più stringente, sia per ragioni di sicurezza sia per la tutela delle filiere industriali strategiche.

Implicazioni economiche e di mercato

Il contenzioso fra azionisti di Ferretti non è solo una disputa interna agli equilibri societari: comporta rischi concreti per l’industria nautica italiana, per le reti di fornitori e per gli investitori. Un aumento dell’incertezza normativa può frenare gli investimenti, far calare la liquidità del titolo e indebolire la capacità della società di pianificare sviluppi tecnologici condivisi con partner locali.

Per gli investitori istituzionali e i fornitori che dipendono dai contratti di Ferretti, la prospettiva di un cambio di controllo sostanziale imporrà una rivalutazione dei rischi: dalla possibile rinegoziazione di commesse alla minore accessibilità a tecnologie ritenute strategiche. Anche i fornitori locali potrebbero subire pressioni sui prezzi e sulle garanzie contrattuali.

Quadro politico e relazioni internazionali

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso le acquisizioni straniere in asset strategici europei. L’esercizio del golden power in Italia è seguito con attenzione da altri Paesi Ue, dove negli ultimi anni si sono intensificati i controlli su partecipazioni estere in settori sensibili. L’eventuale intervento del Governo italiano potrebbe quindi avere effetti di segnalazione sul mercato internazionale degli investimenti.

Dal punto di vista diplomatico, tensioni su operazioni con soggetti collegati a capitali statali possono complicare i rapporti commerciali bilaterali, rendendo necessario un bilanciamento fra tutela della sicurezza nazionale e rispetto degli impegni economici internazionali.

Consigli per investitori e stakeholder

In uno scenario di elevata incertezza regolamentare, gli investitori dovrebbero monitorare da vicino le comunicazioni ufficiali della Consob e del Governo italiano, valutare l’esposizione alle azioni di Ferretti e considerare la dipendenza dalla supply chain locale nelle proprie due diligence. Per i fornitori, è opportuno rivedere clausole contrattuali relative a cambi di controllo e salvaguardie tecnologiche.

Se le autorità dovessero esercitare il golden power, potrebbero essere imposte condizioni che incidono sul valore dell’azienda e sulla governance, con potenziali ricadute sul mercato finanziario e sui piani industriali a medio termine.

Prossime tappe

Nei prossimi giorni saranno determinanti le decisioni del Governo italiano e le eventuali verifiche istruttorie della Consob. Eventuali denunce di coordinamento fra acquirenti o omissioni di notifica potrebbero dar luogo a procedimenti amministrativi e giudiziari che influenzeranno la capacità di voto e la composizione del cda di Ferretti.

La situazione rimane fluida: una risoluzione favorevole alla tutela della sicurezza nazionale potrebbe stabilizzare il quadro, mentre un contenzioso prolungato aumenterebbe l’incertezza per mercato, dipendenti e fornitori.

In sintesi

  • La disputa sul controllo di Ferretti potrà influenzare i prezzi delle azioni e la liquidità sul mercato: maggiore incertezza normativa tende a deprimere la valutazione, aumentando il premio per gli investitori che richiedono protezione dal rischio politico.
  • L’attivazione del golden power rappresenta un rischio concreto per chiunque detenga partecipazioni rilevanti nel settore navale italiano; gli investitori dovrebbero incorporare scenari di intervento governativo nelle proprie valutazioni di portafoglio.
  • Per le imprese della filiera italiana, un cambiamento di controllo potrebbe tradursi in rinegoziazione delle commesse e pressione sui margini; è opportuno rafforzare le tutele contrattuali relative a cambi di proprietà e trasferimenti tecnologici.
  • Sul piano internazionale, la vicenda funge da indicatore della crescente attenzione europea verso partecipazioni di entità legate a capitali statali esteri in settori strategici, possibile segnale per futuri regolamenti e prassi restrittive.


Author: Tony
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