Trump Media registra perdite trimestrali per 406 milioni di dollari mentre la scommessa su Bitcoin si ritorce contro

Trump Media & Technology Group ha registrato una perdita netta di 405,9 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026, un netto peggioramento rispetto ai 31,7 milioni di dollari di perdita dell’anno precedente, principalmente a causa di svalutazioni non realizzate sulle sue partecipazioni in criptovalute.

In una comunicazione inviata alla SEC, la capogruppo di Truth Social ha indicato perdite non realizzate per circa 244 milioni di dollari legate alla posizione in Bitcoin e ulteriori 108,2 milioni di dollari riconducibili a perdite su investimenti, prevalentemente titoli azionari; complessivamente quasi 370 milioni di dollari del trimestre risultano da svalutazioni di asset digitali e azioni.

Le perdite derivano in larga parte dall’acquisto di Bitcoin effettuato durante il picco del mercato estivo precedente: la società aveva acquisito circa 9.500 monete a un costo medio di circa 108.519 dollari per unità. Al 31 marzo la società deteneva 9.542 Bitcoin con un costo storico di circa 1,13 miliardi di dollari ma un valore equo stimato in 647 milioni, una differenza prossima ai 500 milioni; la posizione ha mostrato un parziale recupero successivo, attestandosi intorno ai 770 milioni con il prezzo del Bitcoin oltre 80.000 dollari.

Oltre al Bitcoin, il gruppo conserva 756 milioni di token Cronos (CRO), acquistati per 113,9 milioni di dollari nell’ambito di un accordo con Crypto.com, che al termine del trimestre risultavano valutati appena 53 milioni di dollari.

Parte delle partecipazioni in Bitcoin sono vincolate: 4.260 BTC sono impegnati come garanzia per obbligazioni convertibili, mentre altri 2.000 BTC sono mantenuti a copertura di opzioni covered call utilizzate come strategia di copertura contro la volatilità dei prezzi.

Liquidità, ricavi e struttura finanziaria

Nonostante le svalutazioni, Trump Media & Technology Group ha generato un flusso di cassa operativo positivo di 17,9 milioni di dollari nel trimestre, favorito in parte dalla vendita di opzioni collegate ai Bitcoin vincolati. Gli asset finanziari complessivi hanno raggiunto 2,1 miliardi di dollari, circa tre volte il livello di un anno prima.

I ricavi del periodo si sono attestati a 871.200 dollari, in crescita del 6% rispetto ai 821.200 dollari del primo trimestre del 2025, con 810.100 dollari provenienti dall’attività media e 61.100 dollari derivanti da commissioni di gestione connesse alle offerte Truth.Fi ETF.

Cambiamenti nella leadership e performance azionaria

Il periodo è stato segnato anche da cambiamenti dirigenziali: l’amministratore delegato Devin Nunes ha lasciato l’incarico il 22 aprile, mentre il titolo azionario ha perso oltre il 90% del suo valore rispetto al massimo storico registrato all’inizio del 2022.

Risultati di American Bitcoin

American Bitcoin, la società di mining cofondata da Eric Trump e sostenuta da Donald Trump Jr., ha riportato una perdita netta di 81,7 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026, miglioramento rispetto ai 100,6 milioni dell’anno precedente.

I ricavi di American Bitcoin sono saliti a 62,1 milioni di dollari, un aumento del 400% anno su anno rispetto a 12,3 milioni, ma inferiori ai 78,3 milioni del trimestre precedente e mancanti rispetto alle stime degli analisti. L’utile per azione è risultato in perdita di 8 centesimi, superiore alle attese di mercato.

Nonostante la perdita, la società ha registrato un’attività operativa intensa: nel trimestre sono stati minati un record di 817 Bitcoin, in aumento rispetto ai 783 del quarto trimestre del 2025.

Implicazioni finanziarie e di mercato

Il caso evidenzia la forte esposizione di alcune società quotate alla volatilità delle criptovalute e come valutazioni marcate in rialzo al momento dell’acquisto possano tradursi in svalutazioni rilevanti in bilancio. La concentrazione di asset digitali e l’uso di tali asset come garanzia incrementano il rischio di liquidità in fasi di mercato avverse.

Per gli investitori istituzionali e retail, la lezione principale riguarda la necessità di valutare la qualità del risk management e la liquidità degli asset sottostanti prima di esporsi a società con bilanci sensibili al prezzo delle criptovalute.

Dal punto di vista regolamentare, la presenza di rilevanti esposizioni in criptovalute in società legate a figure politiche e imprenditoriali di rilievo aumenta l’attenzione delle autorità come la SEC, che possono intensificare la vigilanza su disclosure, conflitti di interesse e pratiche di governance.

Per il mercato italiano, è utile osservare come le oscillazioni dei mercati crypto negli Stati Uniti possano riverberarsi sui titoli quotati e sugli strumenti finanziari collegati, influenzando portafogli esposti a società tecnologiche o a prodotti che includono criptovalute nel proprio sottostante.

In sintesi

  • La forte dipendenza dalle valutazioni di mercato del Bitcoin rende sensibili i bilanci delle società che ne detengono grandi posizioni, incrementando il rischio per gli azionisti in fasi di volatilità.
  • Le svalutazioni non realizzate possono comprimere la capacità di raccolta di capitale e aumentare i costi di finanziamento, un elemento critico per investitori istituzionali italiani che valutano esposizioni transfrontaliere.
  • La combinazione di asset digitali usati come garanzie e la vendita di opzioni come strategia di reddito espone queste imprese a ricadute di liquidità; per gli analisti di portafoglio è fondamentale stressare tali scenari nei modelli di rischio.
  • In un contesto regolamentare in evoluzione, la trasparenza sulle strategie in criptovalute e sulle pratiche di governance diventerà un criterio sempre più rilevante per la valutazione del merito rischio-rendimento da parte degli investitori europei.


Author: Tony
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