Un rallentamento delle assunzioni potrebbe far decollare Bitcoin (BTC), ma i salari potrebbero rovinare la festa

Il rapporto sulle buste paga non agricole degli Stati Uniti di venerdì potrebbe generare forti oscillazioni sul mercato delle criptovalute.

Gli economisti prevedono un rallentamento significativo della crescita occupazionale ad aprile: le stime indicano un incremento di circa 62.000 posti di lavoro rispetto ai 172.000 di marzo, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe restare intorno al 4,3%.

Contesto del rapporto sull’occupazione

Apparentemente, un dato sull’occupazione più debole tende a favorire bitcoin e altri asset rischiosi, perché rafforzerebbe le attese di una politica monetaria meno restrittiva da parte della Federal Reserve. I mercati, al momento, scontano tassi stabili per il resto dell’anno e un possibile rialzo nel corso del prossimo anno.

Tuttavia, la situazione non è lineare: oltre al numero di posti creati, gli operatori guarderanno con attenzione alla dinamica dei salari, che può cambiare radicalmente le prospettive d’inflazione e la traiettoria dei tassi.

Perché la crescita salariale è decisiva

La crescita media delle retribuzioni orarie è attesa in rialzo al 3,8% su base annua, rispetto al 3,5% precedente. Salari ancora “sticky”, insieme a prezzi del petrolio elevati, possono riaccendere pressioni inflazionistiche a livello globale e complicare le scelte della banca centrale.

In pratica, il mercato potrebbe reagire più alla direzione dei salari che al semplice dato sui posti creati: per un recupero significativo degli asset rischiosi potrebbe essere necessario un calo dei salari più forte del previsto.

Impatto su bitcoin e livelli tecnici

Gli analisti mantengono un orientamento generalmente costruttivo su bitcoin, ma attribuiscono particolare importanza ai livelli di supporto attorno a 75.000-80.000 dollari.

Alex Kuptsikevich ha commentato:

“Bitcoin è tornato sotto gli 80.000 dollari, estendendo il ritracciamento dalla media mobile a 200 giorni dopo essere entrato brevemente in territorio ipercomprato vicino al bordo superiore del canale rialzista. Il bordo inferiore di quel canale si colloca attorno a 77.500 dollari, mentre una rottura più ampia della tendenza richiederebbe verosimilmente un calo sotto i recenti minimi vicino a 75.000 dollari.”

Rischi geopolitici e mercati dell’energia

Oltre ai dati macro, gli operatori monitoreranno sviluppi geopolitici, in particolare nelle vie di transito energetico e nel mercato petrolifero: un aumento sostenuto del prezzo del greggio accentuerebbe i timori inflazionistici e penalizzerebbe gli asset a rischio.

QCP Capital ha osservato:

“Le probabilità scontate dai mercati predicono che non ci sarà normalizzazione nella regione prima del 15 maggio. Se il petrolio non dovesse de-escalare prima della pubblicazione dei verbali della riunione del 20 maggio, la narrativa di stagflazione diventerebbe molto più difficile da escludere.”

Indicatori di domanda istituzionale

Un indicatore che confronta il prezzo del bitcoin su piattaforme orientate agli investitori statunitensi con quello su mercati offshore ha mostrato nei giorni scorsi un’inversione: il premio si è trasformato in sconto proprio mentre la criptovaluta cercava di stabilizzarsi sopra gli 80.000 dollari.

Storicamente, correnti positive persistenti in questo indicatore hanno accompagnato fasi rialziste sostenute; perciò, un ritorno del premio verso letture positive sarebbe un segnale utile per sostenere l’eventuale prosecuzione del movimento al rialzo.

Prossimi appuntamenti rilevanti

Oltre al rapporto sulle buste paga, i verbali della riunione di aprile della Federal Reserve saranno un altro elemento chiave per gli operatori. In mancanza di segnali di raffreddamento dei salari o di de-escalation sui mercati energetici, la probabilità di volatilità sui mercati finanziari rimane elevata.

In sintesi

  • Un dato sulle buste paga più debole potrebbe temporaneamente sostenere i prezzi delle criptovalute, ma senza un calo dei salari l’effetto potrebbe essere limitato e di breve durata.
  • Per gli investitori italiani, un aumento persistente dei prezzi del petrolio rappresenterebbe un rischio doppio: pressione inflazionistica domestica e possibile revisione al rialzo delle aspettative sui tassi USA, con impatto su titoli e valute.
  • Il ritorno del premio di prezzo su mercati istituzionali sarebbe un segnale tecnico/di domanda utile per valutare l’ingresso progressivo in posizioni long su bitcoin, mentre l’assenza di tale conferma consiglia prudenza.
  • Chi investe in asset rischiosi dovrebbe monitorare contemporaneamente dati macro, verbali della banca centrale e indicatori di domanda istituzionale per gestire meglio il rischio di volatilità.


Author: Tony
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