Gli agenti di intelligenza artificiale potrebbero sbloccare l’adozione delle criptovalute
- 8 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il settore delle criptovalute sta guardando all’intelligenza artificiale non tanto per creare chatbot, ma per costruire l’infrastruttura finanziaria necessaria alle macchine autonome, secondo Chappy Asel, ex ingegnere di Apple e fondatore del non-profit The AI Collective.
Contesto e attori
Chappy Asel ha presentato la sua visione durante Consensus Miami, evento in cui ha richiamato l’attenzione sul ruolo crescente di agenti software che prendono decisioni economiche a nome di persone e imprese. The AI Collective è una comunità globale di ricerca e divulgazione sull’intelligenza artificiale con centinaia di migliaia di membri e numerose chapter locali.
Chappy Asel ha dichiarato:
“Quando gli agenti prenderanno la maggior parte delle decisioni economiche, come transagiranno tra loro?”
Secondo Asel la risposta tecnica richiede sistemi di pagamento che supportino transazioni programmabili, tempi di latenza bassissimi e micro-pagamenti automatizzati, perché le macchine devono operare in modo deterministico e ripetibile senza intervento umano in ogni scambio economico.
Molte delle primitive necessarie esistono già: le stablecoin consentono regolamento continuo 24/7 e i smart contract permettono esecuzione programmabile. L’unione di questi elementi è vista come la strada più logica per rendere mainstream i cosiddetti “pagamenti agentici” — transazioni dirette tra agenti autonomi senza un umano nel mezzo — anche se la tesi è ancora in fase embrionale.
Lo stato dell’adozione
Oggi gli agenti intelligenti sono ancora ai primi stadi di sviluppo e molte imprese fanno affidamento su API centralizzate e su sistemi di pagamento tradizionali. I tentativi di creare infrastrutture dedicate a pagamenti machine-to-machine finora hanno prodotto attività commerciale limitata, suggerendo che la narrativa potrebbe essere più avanti rispetto alla domanda reale.
Chappy Asel ha dichiarato:
“La cosa che ho sentito più spesso… anche amici che conoscono solo l’AI e nulla della blockchain, hanno sentito parlare di pagamenti agentici.”
Infrastruttura: compute, data center ed energia
Asel ha evidenziato che, oltre al software, la vera competizione nell’economia dell’AI riguarda l’accesso a chip, potenza elettrica e capacità di data center. Questi fattori stanno diventando il vantaggio competitivo centrale per chi opera nel settore dell’intelligenza artificiale.
Chappy Asel ha dichiarato:
“Non è tanto che i modelli non siano sufficienti: è il compute, i data center e l’energia che stanno guidando quasi tutte le decisioni nell’AI oggi.”
Per questo motivo parti dell’industria crypto hanno iniziato a riposizionarsi. Alcuni bitcoin miners hanno convertito impianti e competenze per offrire servizi di hosting per AI e calcolo ad alte prestazioni, scommettendo che l’infrastruttura originariamente progettata per il mining possa essere riutilizzata per carichi di lavoro di intelligenza artificiale.
Consigli per imprenditori e startup
Nel quadro di elevata incertezza tecnologica e di mercato, Asel ha suggerito un approccio pratico per i fondatori: sperimentare in modo aggressivo con le nuove tecnologie piuttosto che aspettare che il panorama si chiarisca completamente.
Chappy Asel ha dichiarato:
“Quando il mondo è più incerto che mai… le cose diventeranno solo più caotiche. Questo impone di passare sempre più tempo a giocare con la nuova tecnologia.”
Dal punto di vista pratico, la sperimentazione include prove di integrazione tra stablecoin, smart contract e agenti AI in ambienti controllati, oltre a testare modelli di pricing per microtransazioni a bassa latenza.
Usabilità e nuovi utenti
Uno dei limiti storici delle criptovalute è stato l’attrito d’uso per i consumatori. Asel osserva però che gli agenti autonomi non necessitano di tutorial di onboarding, non vengono intimiditi da wallet come MetaMask e non devono ricordare frasi di recupero, perciò potrebbero rappresentare una base di utenza intrinsecamente più adatta alle tecnologie crypto.
Implicazioni per l’Italia e l’Europa
Per il contesto italiano ed europeo, la convergenza tra AI e infrastrutture crypto solleva esigenze concrete: investimenti in capacità di data center, politiche energetiche che bilancino sostenibilità e domanda di potenza, e un quadro regolatorio che favorisca sperimentazione responsabile. La Unione Europea e le autorità nazionali avranno un ruolo chiave nel definire standard tecnici e vincoli ambientali.
Le imprese italiane del settore tecnologico e le società di infrastrutture potrebbero trovare opportunità sia nel fornire capacità di calcolo che nel creare servizi finanziari programmabili rivolti ad agenti digitali, mentre gli investitori dovrebbero valutare l’esposizione a real asset come data center e alla transizione di operatori del mining verso l’AI hosting.
In sintesi
- La fusione tra AI e tecnologie crypto sposta l’attenzione dagli utenti umani agli agenti software: questo può creare una nuova domanda per infrastrutture di pagamento programmabili e a bassa latenza, con possibili ricadute positive sugli investimenti in data center e servizi di hosting.
- Gli attuali esperimenti con pagamenti agentici sono prematuri dal punto di vista commerciale; tuttavia, il riposizionamento di operatori del mining verso l’AI indica che il capitale infrastrutturale può essere riconfigurato per generare ritorni alternativi.
- Per gli investitori italiani, diventa essenziale valutare la resilienza energetica e la sostenibilità dei progetti: il valore di asset tangibili come impianti di calcolo dipenderà molto dalle politiche energetiche e dalle regolamentazioni europee.
- Per le startup, la raccomandazione strategica è quella di sperimentare attivamente con integrazioni tra stablecoin, smart contract e agenti AI per identificare percorsi di monetizzazione che possano emergere se e quando il commercio macchina‑macchina diventerà significativo.