In Italia il gioco online illegale vale 20 miliardi: i social al centro del sistema

I social network sono diventati il principale punto di ingresso per l’offerta di gioco online illegale, con messaggi pubblicitari che tendono a essere percepiti come più affidabili dagli utenti, favorendo così una legittimazione implicita dell’offerta e una diminuzione della percezione del rischio.

Il ruolo della pubblicità sui social network

Un’analisi condotta dall’osservatorio ha rilevato una presenza diffusa di inserzioni legate al gioco d’azzardo non autorizzato principalmente sulle piattaforme social, dove la combinazione di ampia audience e meccaniche di condivisione amplifica la visibilità delle offerte.

Tra le piattaforme segnalate figurano TikTok e Instagram, con quest’ultima scelta come riferimento per le analisi a causa della platea ampia ed eterogenea che la utilizza.

Il direttore scientifico di Data Room Nexus ha dichiarato:

“Il punto di partenza della ricerca è stato registrare una presenza diffusa sul web, e principalmente sui social network, di un’offerta di gioco. Essendo in vigore un divieto assoluto di pubblicità, abbiamo constatato che l’offerta trovata sui social è un indicatore concreto dell’esistenza di un circuito illegale.”

Come contrastare la diffusione del gioco illegale

L’attività sanzionatoria delle autorità nazionali si è intensificata negli ultimi anni, ma lo scontro con le grandi piattaforme digitali ha mostrato limiti normativi e tecnici legati alla responsabilità degli intermediari e alla capacità di intervento transfrontaliero.

Giorgio Greppi ha affermato:

“La pubblicità del gioco illegale non si trova su giornali, radio o televisioni: tutto si è spostato sui social network. L’Autorità dal 2020 ha iniziato l’attività sanzionatoria, ma ci siamo scontrati con il problema atavico dell’esenzione di responsabilità risalente al Digital Millennium Act. L’unica via d’uscita plausibile è una forte implementazione del Digital Service Act.”

Il riferimento è al quadro regolamentare europeo: il Digital Service Act, adottato dall’Unione europea nel 2022 e applicabile pienamente dal febbraio 2024, introduce obblighi di due diligence per le piattaforme, in particolare per le realtà di maggiori dimensioni, aumentando trasparenza e responsabilità nella gestione dei contenuti illeciti.

Luca Turchi, direttore dell’ Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha sottolineato:

“Auspichiamo che il Digital Service Act fornisca uno strumento efficace per contrastare l’illegalità, che è capace di rigenerarsi in modo dinamico. È necessaria un’azione coordinata a livello sovranazionale per affrontare il fenomeno.”

Operatori, piattaforme e autorità devono quindi lavorare in sinergia: dalle tecnologie di individuazione automatica degli annunci illeciti fino alla collaborazione con istituti di pagamento e provider di pubblicità per interrompere i flussi finanziari che sostengono le reti non autorizzate.

Prospettive regolamentari e impatti economici

L’attuazione del Digital Service Act determinerà nelle prossime stagioni effetti concreti sui modelli di business delle piattaforme pubblicitarie e sugli investimenti nel comparto del gioco. Le piattaforme più grandi saranno chiamate a effettuare valutazioni di rischio, tracciamento degli abusi e azioni di mitigazione, con ricadute operative e costi di compliance.

Per gli operatori regolari del mercato italiano, una riduzione della visibilità degli operatori illegali potrebbe tradursi in una redistribuzione della domanda verso l’offerta autorizzata: ciò comporta opportunità commerciali, ma anche la necessità di adeguare controlli antiriciclaggio e strumenti di tutela del consumatore.

Dal punto di vista degli investitori e dei fornitori tecnologici, la maggiore enfasi sulla compliance e sul monitoraggio creerà domanda per soluzioni di verifica, moderazione dei contenuti e analisi dei flussi pubblicitari, rappresentando sia un rischio regolatorio sia una possibile area di crescita.

Infine, il contrasto all’illegalità richiede sforzi coordinati a livello europeo e cooperazione con gli attori privati: senza un’applicazione uniforme delle nuove regole, il fenomeno rischia di spostarsi su canali alternativi o su giurisdizioni con standard meno stringenti.

In sintesi

  • Il rafforzamento dell’applicazione del Digital Service Act può ridurre la visibilità degli operatori illegali, favorendo gli operatori autorizzati ma aumentando i costi di compliance per piattaforme e inserzionisti.
  • Per gli investitori nel settore del gioco e dell’adtech, cresce l’importanza di valutare il rischio regolamentare: le soluzioni tecnologiche di moderazione e monitoring diventano asset strategici.
  • Una maggiore efficacia nell’azione contro il gioco illegale potrebbe creare spazi di mercato per l’offerta regolamentata in Italia, con potenziali benefici per gettito fiscale e tutela dei consumatori, purché l’intervento sia coordinato a livello europeo.
  • I fornitori di servizi di pagamento e le agenzie pubblicitarie saranno soggetti a pressioni per adottare controlli più stringenti, aprendo opportunità per servizi di compliance e controllo dei flussi finanziari.


Author: Tony
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