Perché Yat Siu di Animoca scommette su 100 miliardi di agenti di intelligenza artificiale

Animoca Brands chairman Yat Siu sostiene che l’industria delle criptovalute ha frainteso il concetto di metaverso: la prossima fase delle economie virtuali non arriverà tanto attraverso visori VR o mondi immersivi, quanto tramite flotte di AI agents che operano e commerciano su blockchain in modo discreto, dietro le quinte.

Nel suo intervento principale al Consensus Miami 2026, Yat Siu ha delineato una rottura rispetto alla visione del periodo pandemico, quando il metaverso veniva immaginato come lo spazio in cui gli utenti avrebbero progressivamente trasferito porzioni significative della loro vita sociale ed economica.

Secondo Animoca Brands, il cambiamento più rilevante potrebbe essere invece rappresentato da sistemi di intelligenza artificiale che operano nel mondo fisico per conto degli utenti: si occupano di prenotazioni, pagamenti, coordinamento e attività commerciali mentre le reti di blockchain fungono da infrastruttura finanziaria e di identità che collega questi agenti.

Yat Siu ha detto:

“Credo che il punto sia che alla fine ci saranno più agenti che esseri umani.”

Yat Siu ha detto:

“Potrebbero esserci da 50 a 100 miliardi di agenti che si muovono essenzialmente su internet.”

La proposta risponde anche a un problema pratico del settore crypto: l’onboarding degli utenti comuni. Pur stimando che tra i 700 e gli 800 milioni di persone possiedano qualche forma di criptovaluta, l’uso attivo di applicazioni su blockchain resta molto più basso, perché l’esperienza risulta tecnicamente ostica per il grande pubblico.

Yat Siu ha detto:

“Mia madre non userà MetaMask. È difficile per lei.”

Gli agenti software, al contrario, potrebbero interagire nativamente con portafogli, smart contract e sistemi di DeFi perché operano tramite codice: non avrebbero bisogno dell’infrastruttura bancaria tradizionale e potrebbero effettuare transazioni autonomamente on‑chain.

Yat Siu ha detto:

“La tecnologia blockchain è il sistema finanziario ideale per le macchine. Noi, gli esseri umani, siamo stati in pratica i cavie.”

Questa visione alimenta una narrazione crescente secondo cui gli utenti più scalabili per la blockchain non saranno necessariamente le persone, ma agenti software autonomi. In tale contesto, portafogli, token, sistemi di identità decentralizzata e pagamenti on‑chain diventano componenti infrastrutturali per una emergente “economia degli agenti”.

Per sostenere questo sviluppo, Animoca Brands ha annunciato un’iniziativa di investimento da 10 milioni di dollari destinata a sviluppatori che costruiranno applicazioni per agenti intelligenti tramite la piattaforma Animoca Minds.

Se il modello proposto dovesse affermarsi, l’adozione di massa della blockchain potrebbe arrivare non tanto perché milioni di nuovi utenti impareranno a usare portafogli complessi, quanto perché miliardi di agenti software effettueranno transazioni in maniera automatica. Questo sposta il baricentro del dibattito: dalle interfacce utente alla qualità del codice agente, all’interoperabilità e alle garanzie contrattuali tra macchine.

Per i regolatori e le imprese europee, e in particolare per il mercato italiano, questa evoluzione solleva questioni pratiche e normative: come gestire identità digitale, responsabilità legale degli agenti, antiriciclaggio e protezione dei consumatori quando le decisioni e le transazioni sono automatizzate? Allo stesso tempo, si aprono opportunità per startup di infrastruttura, fornitori di identità digitale e servizi di custodia tokenizzata, nonché per investitori interessati a piattaforme che abilitano l’interazione macchina‑macchina.

Il percorso verso questo scenario resta incerto: dipende da progressi nell’AI, dalla scalabilità energetica delle reti, dall’adozione di standard di interoperabilità e dalle risposte regolatorie. Tuttavia, il pivot annunciato da Animoca Brands segnala un riposizionamento strategico del settore che merita attenzione da parte di operatori finanziari, sviluppatori e decisori politici.

In sintesi

  • La transizione verso un’economia dominata da agenti software riduce la necessità di massiccio on‑boarding umano, spostando il valore verso infrastrutture di blockchain e servizi di integrazione macchina‑macchina.
  • Per gli investitori italiani, le opportunità più interessanti potrebbero emergere in aziende che offrono identità digitale, custodia di asset tokenizzati e soluzioni di interoperabilità tra agenti e reti distribuite.
  • Le banche e le fintech devono anticipare cambiamenti nei flussi di pagamento e nei requisiti di compliance, preparando offerte B2B rivolte a operatori che gestiscono agenti autonomi invece che singoli consumatori.
  • Il successo commerciale di questo modello richiederà chiarezza normativa su responsabilità e antiriciclaggio, oltre a investimenti significativi in efficienza energetica e sicurezza del software agente.


Author: Tony
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