Accordo tra Google e Diesel: la prova dei vestiti si fa online

L’accordo tra Google e la holding italiana Otb, proprietaria di marchi come Diesel, Martin Margiela, Jil Sander e Marni, introduce una fase avanzata nello shopping digitale: prove virtuali realistche dei capi, personalizzazione visiva e strumenti di consulenza remota integrati con l’esperienza in negozio.

La prova virtuale: tecnologia e fruizione

La soluzione sviluppata sulla piattaforma Google Cloud e adattata per il gruppo si chiama Api Virtual Try-On. Consente agli utenti di vedere come un capo appare sul proprio corpo in modo fotorealistico, modificare misure e abbinamenti e condividere le visualizzazioni con il personale di vendita per un supporto più mirato.

L’esperienza non si limita a una semplice sovrapposizione grafica: grazie a tecniche di ricostruzione tridimensionale e a modelli di Intelligenza Artificiale addestrati sui prodotti, l’utente può simulare movimenti, verificare vestibilità e completare l’outfit selezionando capi dallo stesso portfolio del marchio.

Implementazione e mercati

Il lancio iniziale è previsto per il Stati Uniti e per la Europa con Diesel e Jil Sander, seguito da un progressivo estendimento agli altri brand controllati da Otb. Le soluzioni saranno adattate alle peculiarità locali grazie all’uso di algoritmi che tengono conto di taglie, proporzioni e preferenze regionali.

L’obiettivo dichiarato è integrare l’online e il punto vendita fisico: gli strumenti digitali dovrebbero rendere più efficiente la ricerca del prodotto e ridurre l’attrito nella decisione d’acquisto, favorendo conversioni sia in e‑commerce sia in negozio.

Strategia e visione del gruppo

Renzo Rosso ha spiegato:

“Ho sempre creduto nella tecnologia come leva strategica capace di amplificare il talento umano, uno strumento al servizio delle persone e della creatività. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale rappresenta un’opportunità straordinaria per rendere l’esperienza del cliente più evoluta, coinvolgente e personalizzata.”

Il progetto rientra in una strategia di personalizzazione avanzata che Otb sta perseguendo da tempo, con l’intento di combinare la creatività dei brand con capacità analitiche e funzionalità immersive per rafforzare il legame con la clientela globale.

Diesel e Google hanno dichiarato:

“Volevamo offrire ai nostri team strumenti ancora più efficaci per garantire un servizio di altissimo livello e costruire relazioni più strette e autentiche con i clienti. Grazie a un partner tecnologico di questo calibro, siamo finalmente riusciti a realizzare un prodotto completamente su misura e uno strumento per accorciare la procedura di vendita.”

Omnicanalità e ruolo del personale di vendita

La filosofia rimane omnicanale: l’esperienza digitale non è pensata per sostituire il negozio ma per arricchirlo. Il personale di vendita evolve da semplice operatore a consulente digitale, in grado di guidare il cliente attraverso visualizzazioni personalizzate, suggerimenti di styling e procedure di acquisto più rapide.

Funzionalità aggiuntive, come l’integrazione delle immagini dei clienti nelle campagne o nelle sfilate virtuali dei brand, puntano a rafforzare il senso di appartenenza al marchio e a creare nuove forme di engagement, con ricadute sul valore percepito dei prodotti.

Sfide tecnologiche, regolamentari e commerciali

Nonostante i benefici, l’adozione su larga scala presenta criticità: costi di integrazione per i punti vendita, necessità di cataloghi digitali ad alta qualità, interoperabilità tra sistemi e requisiti di calcolo per la resa grafica in tempo reale. Inoltre, la gestione dei dati biometrici e delle immagini personali solleva questioni di privacy e conformità regolatoria in mercati diversi.

Dal punto di vista commerciale, l’efficacia dell’innovazione dipenderà dall’accettazione dei consumatori, dalla facilità d’uso e dalla capacità dei marchi di offrire contenuti coerenti con la propria identità. Per i retailer italiani e per le supply chain del lusso, la digitalizzazione dei processi di vendita rappresenta un’opportunità ma richiede investimenti mirati e formazione del personale.

Prospettive economiche

L’introduzione di strumenti come l’Api Virtual Try-On avrà effetti diffusi sul mercato: possibile incremento del tasso di conversione online, riduzione dei resi per errori di taglia e un aumento del valore medio della transazione grazie al cross-selling facilitato da visualizzazioni complete dell’outfit.

Per il sistema moda italiano, l’adozione di soluzioni avanzate può rafforzare la competitività internazionale dei brand, favorire l’attrazione di consumatori digitalmente evoluti e stimolare investimenti in tecnologia e formazione. Tuttavia, l’impatto reale dipenderà anche dalla capacità delle imprese di integrare queste innovazioni nei processi logistici e di produzione.

In sintesi

  • L’adozione di tecnologie di prova virtuale può aumentare l’efficienza delle vendite e ridurre i resi, migliorando i margini per i retailer italiani che sapranno investire in integrazione digitale.
  • Per gli investitori, i marchi che implementano soluzioni omnicanale e personalizzazione guidata dall’Intelligenza Artificiale potrebbero mostrare una maggiore resilienza nei cicli di consumo più deboli.
  • Le infrastrutture IT e le competenze interne diventeranno fattori critici: aziende del fashion tech e fornitori di cloud potrebbero beneficiare di una domanda crescente in servizi di integrazione e calcolo.
  • Regole sulla privacy e costi iniziali rappresentano rischi che potrebbero rallentare l’adozione; la capacità normativa di armonizzare standard europei e locali sarà rilevante per la diffusione su vasta scala.


Author: Tony
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