PwC: l’Italia pronta a diventare hub europeo per infrastrutture energetiche e ai
- 6 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Intelligenza artificiale, data center, elettrificazione e, non da ultimo, sicurezza energetica: questi temi emergono con forza dall’analisi PwC Global & Italian M&A Trends in Energy, Utilities & Resources e dall’Outlook 2026, che descrivono un settore in trasformazione guidata dall’aumento della domanda di elettricità, dall’esigenza di risorse idriche e dall’accesso a materie prime strategiche.
Gianpaolo Chimenti ha dichiarato:
“Si tratta di un cambiamento strutturale, non semplicemente ciclico. Alla transizione energetica, principale vettore di trasformazione del settore, oggi si è affiancato l’emergente fabbisogno energetico generato dall’intelligenza artificiale e dalla progressiva espansione delle infrastrutture di data center.”
Gianpaolo Chimenti ha dichiarato:
“L’Italia ha le condizioni per affermarsi come un hub europeo ad alto potenziale per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e digitali dedicate all’erogazione dei servizi di AI, con l’M&A come leva fondamentale di implementazione.”
Crescita dell’M&A nel 2025
L’analisi evidenzia come nel 2025 le operazioni di M&A nei settori Energy, Utilities & Resources a livello globale abbiano raggiunto un valore complessivo di 564 miliardi di dollari, segnando un aumento del +27% rispetto al 2024. A sostenere questa crescita sono stati numerosi megadeal: 20 transazioni superiori ai 5 miliardi di dollari, contro le 6 registrate l’anno precedente.
Il ruolo del Private Equity è stato rilevante: il valore delle operazioni attribuibili a questo segmento è cresciuto del +35%, arrivando a 204 miliardi di dollari, agevolato da condizioni di finanziamento più favorevoli e da un ricorso maggiore al private debt per sostenere investimenti in asset ad alta intensità di capitale.
Anche in Italia il 2025 ha mostrato dinamiche positive: i volumi di transazione nei settori EU&R si sono mantenuti robusti con 132 operazioni (rispetto a 129 nel 2024). La componente corporate ha rappresentato la parte più consistente con 85 deal (circa il 65% del totale), mentre il Private Equity ha accelerato con 47 operazioni concluse.
Driver strutturali e impatti sugli asset strategici
I fattori che stanno alimentando l’ondata di operazioni sono molteplici: la crescente domanda elettrica legata all’espansione dei servizi di AI e dei data center, la necessità di decarbonizzare la produzione energetica, la gestione delle risorse idriche e la ricerca di materie prime critiche. Questi elementi trasformano la natura degli asset considerati strategici, spostando l’interesse verso infrastrutture digitali ed energetiche integrate.
Per gli operatori industriali e per gli investitori finanziari ciò significa una maggiore propensione al consolidamento, alla creazione di partnership e al riequilibrio dei portafogli verso asset che garantiscano servizi essenziali a lungo termine. Parallelamente, strumenti di debito alternativo e modelli di finanziamento strutturati (incluso il private debt) stanno diventando strumenti chiave per sostenere progetti capital intensive.
Requisiti per lo sviluppo in Italia
Per sfruttare il potenziale di crescita l’ecosistema italiano dovrà affrontare alcune sfide: accelerare le procedure autorizzative, potenziare la capacità di rete per assorbire nuova generazione e carichi digitali, garantire stabilità regolatoria e definire incentivi che attraggano capitali internazionali. Anche il coordinamento con le istituzioni europee e l’allineamento alle priorità del mercato unico energetico saranno elementi determinanti.
Dal punto di vista pubblico, politiche efficaci potrebbero includere semplificazioni amministrative per progetti infrastrutturali, meccanismi di condivisione dei rischi nelle grandi opere e strumenti che favoriscano l’ingresso di investitori istituzionali in partnership con operatori locali. Sul fronte privato, aumenta l’importanza di strategie industriali che combinino investimento tecnologico, efficienza operativa e attenzione alla sostenibilità.
Prospettive per investitori e imprese
Gli investitori dovranno valutare opportunità legate a nuovi asset infrastrutturali e ai servizi digitali connessi all’AI, bilanciando la ricerca di rendimenti stabili con la gestione di rischi regolatori e di realizzazione. Le imprese italiane possono giocare un ruolo da protagoniste se sapranno offrire competenze tecniche, progetti scalabili e partnership internazionali.
In questo contesto, l’M&A si conferma uno strumento strategico: consente l’acquisizione rapida di capacità tecnologiche e infrastrutturali, favorisce l’aggiornamento dei modelli di business e facilita il ricorso a catene di fornitura integrate, elementi essenziali per sostenere la competitività sul mercato europeo.
In sintesi
- La crescente domanda di energia legata all’AI e alla digitalizzazione sta riconfigurando i parametri di valutazione degli asset: gli investitori dovranno integrare valutazioni tecniche e infrastrutturali con analisi della capacità di long-term delivery.
- Per i portafogli istituzionali italiani emerge l’opportunità di diversificare verso infrastrutture digitali ed energetiche, ma serve una maggiore attività di partnership pubblico‑privato per mitigare rischi regolatori e di costruzione.
- Il mercato del Private Equity e del private debt continuerà a giocare un ruolo cruciale nel finanziare progetti ad alta intensità di capitale; le scelte di finanziamento determineranno la velocità di realizzazione delle infrastrutture strategiche.