Treni, la gara Intercity a tre lotti infiamma i sindacati

Le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie hanno inviato una nota congiunta nella quale contestano la relazione predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e chiedono una revisione della struttura della gara per i servizi Intercity, proponendo l’indizione di un bando a lotto unico.

Le organizzazioni sindacali hanno detto:

“Stigmatizziamo la relazione presentata dal Ministero delle Infrastrutture sulla gara a tre lotti per i treni Intercity e ne chiediamo l’immediata revisione con un bando di gara a lotto unico.”

La gara per il servizio Intercity

La relazione tecnica, elaborata dal Ministero delle Infrastrutture insieme a Invitalia, delinea l’architettura di una procedura di affidamento del servizio Intercity pensata per un orizzonte contrattuale di quindici anni. Il dossier, di oltre cento pagine, è stato trasmesso all’Autorità di regolazione dei trasporti per il necessario parere tecnico e regolatorio.

Secondo il documento ministeriale, la soluzione preferita è quella basata sulla suddivisione del servizio in tre lotti non equivalenti, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la concorrenza e, di conseguenza, migliorare qualità ed efficienza. Nel lavoro di analisi sono stati valutati quattro scenari, dal lotto unico al modello più frammentato: la scelta finale ha privilegiato la maggiore apertura al mercato.

La protesta dei sindacati

I sindacati contestano la decisione e chiedono il ritorno a una procedura che preveda un unico lotto nazionale. Secondo le sigle, la suddivisione del servizio in più lotti mette a rischio coesione territoriale, livelli di servizio omogenei, e la pianificazione di investimenti a lungo termine.

I sindacati hanno avvertito:

“Prevedere un bando di gara a lotto unico. In assenza di modifiche saranno messe in campo, nei prossimi giorni, tutte le iniziative necessarie, incluse manifestazioni pubbliche.”

La preoccupazione riguarda anche il fronte occupazionale: la frammentazione può favorire pratiche di dumping contrattuale e disagio nelle relazioni industriali. Per questo le organizzazioni chiedono l’obbligatorietà dell’applicazione del Ccnl Mobilità–Attività ferroviarie lungo tutta la filiera, per evitare squilibri retributivi e normativi tra operatori.

I tre lotti

La proposta ministeriale definisce tre ambiti operativi distinti. Il primo lotto, il più consistente, comprende gli assi MilanoLiguria, SiciliaMilano, SiciliaRoma e le direttrici tirreniche: in totale 64 collegamenti per circa 12,9 milioni di treni-chilometro.

Il secondo lotto copre la costa adriatica e gli assi NapoliPuglia e RomaPuglia, con 36 collegamenti pari a circa 8,5 milioni di treni-chilometro.

Il terzo lotto, più contenuto, riguarda gli itinerari AnconaRoma e la cosiddetta Dorsale, con 26 collegamenti e 4,9 milioni di treni-chilometro.

Prospettive e impatti

La scelta tra lotto unico e lotti differenziati ha ricadute strategiche: un lotto unico tende a valorizzare economie di scala, semplifica la governance dell’offerta e facilita programmi coordinati di rinnovo del materiale rotabile e degli investimenti infrastrutturali. Al contrario, l’apertura a più operatori può stimolare concorrenza commerciale ma comporta rischi sul piano degli investimenti, dell’omogeneità del servizio e della tenuta dei contratti di lavoro.

L’orientamento del Ministero delle Infrastrutture e di Invitalia verso una soluzione più frammentata aprirà ora il confronto tecnico con l’Autorità di regolazione dei trasporti, che dovrà esprimere un parere vincolante o altamente influente sui criteri di gara. La fase successiva includerà possibili interlocuzioni con gli operatori, valutazioni sugli obblighi di servizio, e la definizione dei criteri di aggiudicazione che incideranno sui piani industriali delle imprese interessate.

Per gli investitori e le imprese del settore il nodo centrale sarà la certezza delle condizioni contrattuali e l’orizzonte temporale delle concessioni: una maggiore frammentazione può ridurre l’attrattività degli investimenti in nuovo materiale rotabile, mentre un unico appalto nazionale potrebbe rendere più sostenibili programmi di ammodernamento e investimenti strutturali.

Sul fronte sociale, la discussione coinvolgerà anche istituzioni locali e rappresentanti delle regioni interessate, per valutare l’impatto sulla mobilità territoriale e sulle connessioni interregionali, elementi ritenuti essenziali per la coesione economica e sociale del Paese.

In sintesi

  • La scelta tra lotto unico e lotti multipli influenzerà la capacità del settore ferroviario di attrarre investimenti in materiale rotabile e tecnologia: maggiore scala rende più sostenibili interventi costosi ma richiede coordinamento istituzionale.
  • Una gara frammentata può stimolare concorrenza commerciale, ma rischia di generare incertezza regolatoria e comprimere margini operativi, con possibili ripercussioni negative sugli investimenti a lungo termine.
  • Per gli operatori italiani e per gli investitori esteri, la stabilità delle regole di gara e l’applicazione uniforme dei contratti collettivi saranno elementi decisivi nella valutazione della redditività e del rischio paese nel settore dei servizi ferroviari.


Author: Tony
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