Parte la biennale della discordia: nove paesi al debutto, ma all’ultimo l’Iran resta fuori
- 5 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Prende il via la settimana decisiva della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, con una pre-apertura riservata esclusivamente alla stampa ai Giardini e all’Arsenale, non accessibile al pubblico generale. Alla pre-apertura sarà presente anche il presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco, limitatamente a un photocall. La manifestazione arriva dopo settimane di tensione segnate da ispezioni a Ca’ Giustinian, le dimissioni della giuria internazionale, la nascita dei Leoni dei Visitatori e l’annullamento della cerimonia inaugurale prevista per il 9 maggio, appuntamento già disertato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Partecipazioni nazionali e prime volte
La mostra curata per questa edizione, intitolata «Minor Keys», sarà affiancata da circa cento padiglioni nazionali e da 31 eventi collaterali. Tra i debutti assoluti si segnalano la partecipazione della Repubblica di Guinea, della Guinea Equatoriale, di Nauru, del Qatar, della Repubblica di Sierra Leone, della Repubblica Federale di Somalia, della Repubblica Socialista del Vietnam, delle Seychelles e della Tanzania, oltre a un padiglione dedicato a El Salvador. Il Iran, che aveva inizialmente confermato la presenza, ha invece rinunciato a causa della situazione di guerra.
Al centro del dibattito internazionale rimane il ritorno del Padiglione russo, storico proprietario di uno spazio ai Giardini dal 1914, una riammissione che ha suscitato discussioni pubbliche fin da marzo. La direzione della Biennale ha ribadito la natura aperta dell’istituzione e il carattere spontaneo delle partecipazioni nazionali, sottolineando la complessità delle scelte che coinvolgono enti statali e artisti internazionali.
Il calendario intorno al Padiglione russo
In anteprima sarà visibile la mostra curata per questa edizione da Koyo Kouoh, recentemente scomparsa, insieme ai padiglioni nazionali presenti ai Giardini e all’Arsenale, tra cui quelli di Mosca e di Israele. Il vernissage si concluderà l’8 maggio, ma nei giorni di apertura sono previste anche manifestazioni di protesta.
Nel periodo di apertura al pubblico gli artisti del Padiglione russo registreranno la performance intitolata «The Tree is Routed in the Sky», un progetto collettivo che coinvolge circa trenta protagonisti provenienti non solo dalla Russia ma anche da paesi come l’Argentina, il Brasile, il Mali e il Messico. Le registrazioni avranno inizio il 5 maggio alle 10; l’apertura su invito è programmata per il 6 maggio alle 17 e, una volta concluse le riprese, il padiglione resterà chiuso per tutta la durata dell’esposizione fino al 22 novembre.
Secondo la Biennale, in base alle sanzioni vigenti il Padiglione russo non potrebbe ottenere le autorizzazioni necessarie per aprire al pubblico; per questo motivo la performance sarà trasmessa su maxi-schermi esterni e sarà possibile per i visitatori votarla per il premio del Leone dei Visitatori dedicato ai Padiglioni nazionali, dopo la riammissione di Russia e Israele nella competizione da cui erano state momentaneamente escluse.
Padiglione di Israele e programma di conferenze
Il padiglione di Israele sarà ospitato all’Arsenale a causa di lavori di ristrutturazione ai Giardini e presenterà le sculture dell’artista Belu-Simion Fainaru. L’inaugurazione su invito è fissata per l’8 maggio alle 11.
Il 6 maggio alle 12 è previsto un incontro con il presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco al Teatro Piccolo Arsenale, insieme al team della curatrice. Tra il 6 e l’8 maggio si svolgerà inoltre il ciclo di tre serate della Biennale della Parola intitolato «Il dissenso e la pace», nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, riservato agli accreditati della pre-apertura fino a esaurimento dei posti.
I tre appuntamenti vedranno la partecipazione di figure internazionali del mondo del cinema, della letteratura e delle arti: il regista russo Alexander Sokurov, la scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry e i direttori artistici della Biennale Alberto Barbera, Caterina Barbieri, Willem Dafoe, Wayne McGregor, Wang Shu e Lu Wenyu. L’iniziativa nasce anche come risposta alle richieste di numerosi artisti e intellettuali che hanno chiesto uno spazio per dare voce ai cosiddetti «veri dissidenti», includendo riflessioni sulla situazione di artisti incarcerati.
Manifestazioni e presidî esterni
L’apertura al pubblico, prevista per il 9 maggio, sarà preceduta e accompagnata da diverse manifestazioni fuori dai cancelli della Biennale. Il 6 maggio, nella fascia mattutina, è in programma un evento dedicato a rendere visibili gli artisti e le artiste dei popoli indigeni e delle comunità colonizzate presenti nell’area della Federazione russa, promosso da collettivi e associazioni culturali.
Per l’8 maggio sono previste mobilitazioni contro il padiglione di Israele e il 9 maggio sono annunciate proteste anche in opposizione alla presenza di Mosca, organizzate da diverse realtà civiche e politiche. Le manifestazioni riflettono il clima di forte polarizzazione attorno alla rassegna, che mescola questioni artistiche, etiche e geopolitiche.
Contesto istituzionale e impatto culturale
La crisi che ha accompagnato questa edizione mette in luce i nodi istituzionali che le grandi esposizioni internazionali devono affrontare: dal rapporto con gli enti statali alle pressioni di opinione pubblica, fino alle limitazioni imposte da misure internazionali come le sanzioni. La gestione delle partecipazioni nazionali richiede equilibrio tra autonomia curatela, responsabilità politica e tutela della libertà artistica.
Per il mondo dell’arte contemporanea e per il settore culturale italiano, la Biennale resta un palcoscenico rilevante per reti professionali, scambi commerciali e visibilità internazionale. Anche le modalità alternative di fruizione, come la trasmissione esterna delle opere e i premi votati dal pubblico, stanno ridefinendo modelli di accesso e valutazione delle opere in presenza di restrizioni.
In sintesi
- La contingenza politico-diplomatica attorno a partecipazioni nazionali come quelle di Russia e Israele può influenzare la domanda per eventi culturali italiani, con potenziali ripercussioni sui flussi di visitatori internazionali e sulle entrate di settore.
- Le soluzioni adottate per la fruizione delle opere, come trasmissioni esterne e votazioni pubbliche digitali, rappresentano opportunità per sviluppare prodotti culturali ibridi che possono attrarre investimenti tecnologici e sponsorizzazioni.
- Per gallerie, critici e operatori del mercato italiano, la Biennale resta un momento chiave per stabilire partnership estere: la polarizzazione politica sottolinea l’importanza di strategie di diversificazione geografica e di gestione del rischio reputazionale.
- Le tensioni istituzionali evidenziano la necessità di strumenti pubblici e privati che sostengano la cultura nei periodi di crisi, includendo fondi per la mobilità degli artisti e programmi che mantengano la continuità degli scambi internazionali.