Aeroporti Catania-Comiso: Sac lancia la sfida e apre la ricerca del socio privato
- 4 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La privatizzazione di Sac, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, entra ora nella fase operativa: è stata avviata la procedura per individuare un operatore economico a cui cedere una partecipazione di maggioranza, comunque non inferiore al 51% del capitale sociale. Le manifestazioni di interesse devono essere presentate esclusivamente via Pec e con firma digitale entro la scadenza indicata nel bando.
Attualmente Sac è prevalentemente controllata da soci pubblici. La quota principale è detenuta dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, mentre la restante proprietà è ripartita tra la Città Metropolitana di Catania, il Libero Consorzio di Siracusa, Irsap e alcuni Comuni, tra cui quelli di Catania e Comiso. La concessione dello scalo di Catania è attiva fino al 2049; lo scalo di Comiso è entrato nel perimetro operativo di Sac dopo l’incorporazione di Soaco.
L’apertura al mercato
La procedura di vendita è articolata in tre fasi: una prima fase di raccolta delle manifestazioni di interesse e verifica dei requisiti formali, una seconda fase in cui i candidati qualificati presentano offerte preliminari corredate da un piano industriale, e una terza e ultima fase con offerte vincolanti. Al massimo cinque partecipanti potranno accedere alla fase finale di gara.
Il disegno della gara è pensato per attrarre soggetti strategici in grado di garantire investimenti infrastrutturali, sviluppo del traffico passeggeri e sostenibilità finanziaria sul lungo periodo, oltre a mantenere ricadute occupazionali e territoriali.
Requisiti alti e piano industriale centrale
L’avviso operativo seleziona operatori di peso: sono richiesti un fatturato medio annuo minimo di 150 milioni di euro nei migliori tre esercizi degli ultimi cinque, un patrimonio netto non inferiore a 300 milioni e un’esperienza specifica nella gestione aeroportuale di almeno cinque anni negli ultimi dieci. Questi parametri mirano a escludere operatori privi di capacità finanziaria o di know‑how settoriale.
Fondamentale sarà il piano industriale, che deve raggiungere almeno 80 punti su 100 per consentire l’accesso alla fase finale. La valutazione terrà conto di indicatori quali crescita prevista del traffico passeggeri e merci, generazione di cassa, proposte infrastrutturali e intermodalità, solidità finanziaria del progetto e impatti economici, occupazionali e sociali sul territorio siciliano.
Oltre al prezzo, dunque, la gara premierà proposte che dimostrino capacità di aumentare la connettività dell’isola, attrarre voli internazionali e low‑cost, introdurre pratiche di sostenibilità ambientale e avviare programmi di sviluppo per l’indotto locale, compresi investimenti in sicurezza e tecnologie aeroportuali.
Tra i potenziali interessati si possono collocare grandi gestori aeroportuali internazionali, fondi infrastrutturali e operatori industriali attivi nella logistica e nel trasporto. Per questi attori il dossier presenta sia opportunità di riallocazione capitale e sinergie operative sia rischi legati alle tempistiche autorizzative, alla necessità di investimenti immediati e alla dipendenza dall’andamento del traffico aereo.
Dal punto di vista istituzionale, la cessione coinvolgerà un confronto tra stakeholder locali e livello nazionale: i soci pubblici dovranno valutare non solo l’offerta economica ma anche clausole di tutela occupazionale, piani di investimento e garanzie sull’operatività dello scalo fino al termine della concessione. La transazione richiederà inoltre attenzione ai possibili iter di autorizzazione antitrust e alle condizioni poste dagli enti regolatori competenti.
L’operazione, se ben condotta, può rappresentare un volano per l’economia regionale: maggiore capacità di attrarre turismo, sviluppare collegamenti internazionali e sostenere l’industria locale. Tuttavia, la qualità dei partner scelti e la solidità dei piani di investimento saranno determinanti per tradurre la vendita in benefici duraturi per il territorio.
In sintesi
- L’apertura alla cessione di una quota di maggioranza di Sac offre opportunità di investimento per operatori infrastrutturali ma richiederà impegni significativi in termini di capitale e piani industriali credibili.
- Per il mercato aeroportuale italiano e per i fondi infrastrutturali la gara rappresenta un asset strategico: la solidità finanziaria e la capacità di aumentare il traffico saranno i fattori determinanti per il ritorno dell’investimento.
- Per gli investitori istituzionali è cruciale valutare non solo il prezzo d’acquisto ma anche i rischi regolatori, le tempistiche degli investimenti infrastrutturali e l’impatto delle dinamiche del trasporto aereo post‑pandemia.
- Dal punto di vista regionale, la scelta del partner avrà effetti a catena sull’occupazione e sulla competitività turistica: clausole contrattuali che garantiscano investimenti e tutele occupazionali saranno essenziali per massimizzare l’effetto positivo sull’economia locale.