Partite iva in bilico: concordato verso il rinvio al 31 ottobre
- 30 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il concordato preventivo per il biennio 2026-2027 sarà rivisto con l’obiettivo di rendere l’opzione più conveniente, in particolare per chi dovrà rinnovarla rispetto al periodo 2024-2025.
A illustrare l’indirizzo di massima è stato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, intervenuto a un incontro promosso da Confartigianato sull’indice di attuazione della riforma fiscale, evento introdotto dai saluti del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, del direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini e dall’intervento iniziale del presidente di Confartigianato Marco Granelli.
La principale novità annunciata riguarda lo spostamento del termine di adesione all’accordo biennale per il 2026-2027: la scadenza passerebbe dal 30 settembre al 31 ottobre, con l’intento di allinearla alla presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi, dell’Irap e degli ISA. In parallelo il rilascio del software per la proposta dell’accordo verrebbe posticipato dal 15 aprile al 15 maggio, per consentire agli operatori e alle amministrazioni di adeguarsi alle modifiche.
Correttivo al decreto fiscale
Nel dibattito parlamentare è già comparso un correttivo, richiamato dalla posizione del viceministro: si tratta dell’emendamento 7.23 al decreto fiscale, a prima firma del gruppo di Fratelli d’Italia (primo firmatario Orsomarso), che introduce misure pensate per aumentare l’attrattiva dell’opzione biennale.
Tra le misure previste figurano dei veri e propri “premi fedeltà” indirizzati a una platea stimata in circa 460mila partite Iva che hanno aderito all’accordo due anni fa e ora devono decidere se rinnovarlo. Il disegno normativo alza le soglie di esenzione dall’obbligo del visto di conformità per l’uso in compensazione dei crediti: fino a 100.000 euro per l’Iva e fino a 70.000 euro per imposte dirette e Irap. Anche per i rimborsi IVA si prevede la possibilità di non apporre il visto né presentare garanzie fino a 100.000 euro.
Ulteriori benefici ipotizzati comprendono la riduzione di due anni dei termini a disposizione del Fisco per effettuare accertamenti e la sospensione degli interessi sui versamenti rateali derivanti dalle dichiarazioni dei redditi. Il correttivo introduce inoltre nuove soglie per gli ISA, estendendo le coperture alle fasce di voto da 6 a 8 (con un’aliquota del 30%) e da 1 a 6 (35%). Per i rinnovi si sta valutando di dimezzare le aliquote di incremento del reddito per i contribuenti con voti pari o superiori a 8.
Uscita soft dal concordato
Il viceministro ha indicato che sono in corso lavori per prevedere una “uscita soft” dal concordato nel 2027, una soluzione motivata dall’attuale contesto internazionale — con il conflitto nel Medio Oriente — e dalla pressione sui costi dell’energia, che pesano sulla capacità di tenuta economica di molte imprese.
La possibile flessibilità dovrebbe offrire margini temporali e amministrativi alle imprese che stanno subendo shock temporanei, limitando il ricorso a misure estreme che rischierebbero di compromettere la continuità aziendale e l’occupazione.
Altri strumenti e il ruolo dell’Agenzia
Più in generale, il quadro degli interventi fiscali è stato illustrato dal direttore della Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, che ha fatto il punto sugli istituti innovati dalla riforma e sulle iniziative volte ad anticipare il dialogo tra contribuente e amministrazione.
Vincenzo Carbone said:
“La modifica dello statuto del contribuente e, in particolare, del contraddittorio preventivo sta dando ottimi risultati perché abbiamo effettivamente anticipato il momento del confronto.”
Carbone ha sottolineato l’importanza di privilegiare soluzioni concordate rispetto al contenzioso, invitando i responsabili del contenzioso interno all’Agenzia ad approfondire tematiche ricorrenti che possono essere risolte senza ricorso giudiziario.
Vincenzo Carbone said:
“La pubblica amministrazione ricorre davanti al giudice solo quando esistono elementi oggettivi e insindacabili che giustifichino l’azione. Non puntiamo al contenzioso fine a se stesso.”
Sul fronte della riscossione il direttore ha auspicato un’«operazione verità» sul magazzino dei credititi per separare le posizioni recuperabili da quelle strutturalmente inesigibili — ad esempio posizioni attribuibili a soggetti deceduti o a società cessate — e concentrare le risorse su attività con reale recuperabilità.
Il complesso delle proposte dovrà ora confrontarsi con l’iter parlamentare e con gli adeguamenti tecnici necessari: l’operatività dipenderà dagli esiti delle modifiche normative, dalla tempistica di rilascio del software e dall’allineamento delle procedure tra amministrazione, intermediari e contribuenti.
Per le imprese e i professionisti fiscali il quadro offre sia opportunità sia nodi da sciogliere: maggiore semplificazione e premi per la compliance possono ridurre i costi della contabilità e migliorare la liquidità, ma richiederanno investimenti in aggiornamento normativo e tecnologico per implementare correttamente le nuove soglie e i cambi di scadenza.
In sintesi
- Una maggiore flessibilità nelle scadenze e soglie più elevate potrebbe migliorare la liquidità delle piccole imprese, riducendo il ricorso a finanziamenti a breve termine per far fronte ai pagamenti fiscali.
- La revisione delle regole e l’anticipo del contraddittorio preventivo possono abbassare il rischio di contenziosi prolungati, incidendo positivamente sul profilo di rischio creditizio delle aziende e sulle valutazioni degli investitori.
- Per i fornitori di software e servizi fiscali si apre uno spazio di mercato per nuove soluzioni di compliance e automazione, con potenziali ricadute sugli investimenti in tecnologia e formazione professionale.
- Dal punto di vista delle finanze pubbliche, le misure dovranno bilanciare la perdita temporanea di gettito (per le esenzioni e i premi) con il beneficio di una maggiore efficienza nella riscossione e nella gestione delle posizioni inesigibili.