Giganti della tecnologia rilanciano sull’intelligenza artificiale: utili in crescita ma costi in aumento

Quattro dei Magnificent Seven tecnologici hanno confermato, con i risultati trimestrali, di essere sulla traiettoria per rispettare imponenti piani di investimento in AI previsti per i prossimi anni, nonostante la maggior parte non abbia fornito un dettaglio separato della spesa nell’ultima rendicontazione.

Un gruppo composto da Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon — con una capitalizzazione combinata attorno ai 12 trilioni di dollari — ha rafforzato la percezione che la corsa agli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale proseguirà. Un’analisi di Bridgewater Associates ha stimato che queste imprese potrebbero arrivare a impegnare circa 650 miliardi di dollari nel 2026 per capacità e infrastrutture AI.

I numeri e la strategia comune

Le società hanno evidenziato come la domanda per soluzioni e infrastrutture legate all’AI stia trainando ricavi e spese in conto capitale. Questo fenomeno si riflette sia nelle voci operative che nella crescita dei segmenti cloud, con impatti rilevanti sulla generazione di cassa e sulla struttura degli investimenti a medio termine.

Microsoft

Microsoft ha riportato ricavi per il terzo trimestre fiscale 2026 pari a 82,9 miliardi di dollari, superando il consenso di 81,4 miliardi, e utili per azione di 4,27 dollari contro i 4,06 attesi.

Satya Nadella ha dichiarato:

“Siamo concentrati nel fornire infrastrutture cloud e soluzioni di AI che consentano a ogni azienda di massimizzare i risultati in questa nuova era di computing agente.”

La società ha indicato che il business legato all’AI ha generato circa 37 miliardi di dollari, con una crescita annua del 123%, a testimonianza del peso sempre maggiore delle applicazioni AI sulla piattaforma cloud.

Alphabet

Alphabet ha attribuito all’AI un ruolo centrale nella crescita e ha registrato spese in conto capitale per il trimestre pari a 35,67 miliardi di dollari, leggermente inferiori alle stime di 36,39 miliardi. I ricavi del primo trimestre 2026 sono stati 109,9 miliardi, sopra il consenso di 107 miliardi, con utili per azione di 2,81 dollari contro i 2,63 stimati.

Sundar Pichai ha dichiarato:

“I nostri investimenti in AI e l’approccio full stack stanno alimentando ogni parte del business, sostenendo domanda sia per Search sia per il Cloud.”

Il segmento Google Cloud ha mostrato una crescita del 63% a 20 miliardi di dollari, spinto sia da soluzioni enterprise basate su AI sia dall’incremento della domanda per infrastrutture AI dedicate.

Amazon

Amazon ha riportato ricavi per il primo trimestre 2026 pari a 181,5 miliardi di dollari, sopra le attese di 177,2 miliardi, e utili per azione di 2,78 dollari contro 1,63 stimati. I ricavi di AWS sono stati 37,6 miliardi, leggermente superiori alle previsioni.

L’azienda ha segnalato un calo significativo del free cash flow nell’ultimo anno, dovuto principalmente a un aumento di 59,3 miliardi di dollari negli acquisti di immobili e attrezzature, riflettendo investimenti mirati all’AI.

Meta

Meta ha evidenziato costi crescenti legati all’infrastruttura AI, con spese in conto capitale per il trimestre pari a 19,84 miliardi di dollari e un outlook per l’anno intero aggiornato a 125–145 miliardi, rispetto alla precedente guidance di 115–135 miliardi.

Mark Zuckerberg ha dichiarato:

“Questo trimestre è una tappa importante legata ai progressi nell’AI; siamo sulla strada per portare forme di superintelligenza personale a miliardi di persone.”

Meta ha riportato ricavi trimestrali di 56,31 miliardi di dollari, superando le attese di 55,5 miliardi, con utili per azione di 10,44 dollari contro i 6,67 stimati.

Impatto sui miner di bitcoin e sui fornitori di data center

L’accelerazione della spesa in infrastrutture AI ha impatti diretti anche sui bitcoin miner, molti dei quali stanno diversificando l’attività offrendo spazi e potenza elettrica a società AI. Questi operatori dispongono di data center già attrezzati e pronti ad ospitare grandi parchi di macchine necessarie per il calcolo AI.

In un contesto di riduzione dei margini dovuta a prezzi del bitcoin più bassi e maggiore concorrenza, i miner stanno affittando capacità ai player dell’AI per stabilizzare i flussi di ricavi. Fra i titoli collegati a questi contratti con hyperscaler figurano IREN, TeraWulf e Cipher Digital, che hanno mostrato leggere flessioni nelle contrattazioni recenti.

Nel dopo mercato i movimenti sono stati eterogenei: Microsoft ha perso circa il 2,4%, Alphabet è salita del 6%, Meta ha lasciato il 6,6% e Amazon è scesa del 3,7%. Il bitcoin ha registrato un calo di circa lo 0,9% nelle ultime 24 ore.

Prossime scadenze e rischi per il mercato

Un test chiave per il sentiment di mercato sarà la pubblicazione dei risultati di Nvidia, prevista per il 20 maggio, dato che il produttore di chip è centrale nella catena di valore dell’AI. Gli esiti influenzeranno aspettative su prezzi dei semiconduttori, domanda di acceleratori AI e marginalità dei fornitori di hardware.

Fra i rischi sul tappeto ci sono la sostenibilità finanziaria degli investimenti estensivi in data center, il crescente fabbisogno energetico con possibili implicazioni sui prezzi dell’energia, e l’attenzione regolatoria su concentrazione di potere tecnologico e requisiti di sicurezza e sostenibilità.

Per gli investitori e gli operatori italiani, la trasformazione offre opportunità in termini di servizi cloud locali, infrastrutture di connettività e progetti di efficienza energetica legati ai data center, ma richiede anche valutazioni attente su durata dei contratti, esposizione finanziaria e impatto sui costi operativi.

In sintesi

  • La spesa massiccia delle major per l’AI sostiene la domanda per chip, data center e servizi cloud, creando opportunità per fornitori di infrastrutture e per operatori italiani capaci di offrire servizi specializzati.
  • Gli investimenti pesanti comprimono il free cash flow nel breve termine: gli investitori dovranno bilanciare l’appetito per la crescita AI con la valutazione della generazione di cassa futura e dei rischi di sovracapacità.
  • La conversione dei bitcoin miner in host per carichi di lavoro AI è un segnale di diversificazione: per il mercato italiano, questo può tradursi in nuovi partenariati tra energy provider, gestori di data center e società tecnologiche.
  • I movimenti di mercato restano sensibili ai dati sui chip e alle guidance future: monitorare gli sviluppi di Nvidia e la domanda di acceleratori AI è cruciale per valutare la sostenibilità della catena produttiva.