Fibre Net e Kerakoll danno vita al polo europeo per il ripristino e il rinforzo degli edifici

Gruppo Fibre Net impiega complessivamente circa 160 persone e opera prevalentemente in Italia e nei principali mercati europei, dove è riconosciuto come punto di riferimento nel segmento ad alto contenuto tecnico per la sicurezza del costruito.

Nel corso dell’ultimo esercizio il gruppo ha registrato ricavi consolidati attorno ai 43 milioni di euro; lo stabilimento di Udine costituisce il fulcro delle attività produttive e di ricerca e sviluppo, fungendo da centro di competenza per l’adozione e l’innovazione di tecnologie destinate al rinforzo strutturale.

Kerakoll Group è una realtà multinazionale del settore edilizio, nata nel 1968 nel distretto ceramico di Sassuolo con la produzione di adesivi per piastrelle. Oggi il gruppo opera attraverso quattro business unit dedicate alla posa, all’edilizia, alle superfici e ai servizi.

Il gruppo conta oltre 2.450 collaboratori diretti e indiretti ed è presente in una dozzina di paesi con 24 stabilimenti produttivi, consolidando una presenza capillare nella filiera delle costruzioni.

La partnership

Il processo di integrazione tra le due realtà sarà guidato dal principio “people & client first”, con l’obiettivo di assicurare continuità ai clienti, ai progettisti e ai partner commerciali durante tutte le fasi dell’operazione.

La famiglia Zampa manterrà un ruolo strategico e operativo rilevante nel percorso di integrazione, affiancando la proprietà di Kerakoll nelle scelte future e dedicando particolare attenzione alla tutela e allo sviluppo delle competenze interne accumulate nel tempo.

Il piano industriale previsto punta a costruire un’offerta specialistica e distintiva, supportata da una presenza capillare nei canali distributivi e da servizi progettati per rispondere alle esigenze di clienti eterogenei, a beneficio dell’intera filiera e degli stakeholder coinvolti.

Andrea e Cecilia Zampa, amministratori del Gruppo Fibre Net, hanno dichiarato:

“Questa partnership rappresenta un’opportunità straordinaria per far crescere e diffondere, in Italia e all’estero, le competenze sviluppate in oltre venticinque anni. Il progetto di integrazione si fonda sulla valorizzazione delle persone che hanno contribuito al successo dell’azienda: Fibre Net sarà rafforzata come Centro d’Eccellenza internazionale per lo sviluppo di sistemi innovativi dedicati alla sicurezza e alla conservazione del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente.”

L’operazione dovrebbe generare sinergie tra la base tecnologica e la rete commerciale di Kerakoll, accelerando l’introduzione sul mercato di soluzioni per la manutenzione, il rinforzo strutturale e la sicurezza degli edifici, con potenziali ricadute positive sulle attività di export del settore.

Dal punto di vista operativo, l’integrazione comporterà investimenti in ricerca e sviluppo, processi di standardizzazione produttiva e una possibile espansione delle linee di prodotto legate al consolidamento infrastrutturale; fondamentali saranno gli interventi per garantire la continuità occupazionale e la crescita delle competenze tecniche interne.

Sul piano del mercato italiano, la combinazione di know‑how specialistico e di una rete distributiva estesa potrà rafforzare l’offerta di servizi integrati alle imprese di costruzione, ai progettisti e agli enti responsabili della manutenzione del patrimonio pubblico e privato.

In sintesi

  • La fusione potrà aumentare la competitività internazionale del comparto italiano della sicurezza strutturale, favorendo l’export di tecnologie e servizi ad alto valore aggiunto.
  • Per gli investitori, la creazione di sinergie industriali e distributive suggerisce margini di crescita dei ricavi e un potenziale miglioramento della redditività se gestita con efficacia.
  • L’accento sulla valorizzazione delle risorse umane indica una strategia orientata alla retention delle competenze, elemento cruciale per mantenere vantaggi competitivi nei mercati tecnologici specializzati.
  • Un rafforzamento del Centro d’Eccellenza di Udine potrebbe stimolare ulteriori investimenti in R&D in Italia, con effetti positivi per l’ecosistema produttivo locale.


Author: Tony
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