I rialzisti vogliono Bitcoin oltre $80.000, ma la macro frena: Crypto Daily

Bitcoin (BTC) è sceso a circa 76.500 dollari dopo aver toccato livelli superiori a 79.000 all’inizio della settimana, interrompendo temporaneamente la spinta iniziata alla fine di marzo quando il prezzo era sotto i 65.000 dollari.

I segnali macrorecenti suggeriscono, tuttavia, che non ci siano le condizioni per un ritorno rialzista immediato. Il dato più rilevante arriva dal sondaggio sui consumatori condotto dall’University of Michigan, che ha registrato un indice di fiducia al consumatore sceso a 49,8, un minimo storico causato in buona parte dalle pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Iran.

Le aspettative di inflazione a brevissimo termine sono salite con decisione: la misura a un anno è salita al 4,8% ad aprile, dal 3,8% del mese precedente, mentre le previsioni a più lungo termine (cinque-10 anni) sono arrivate al 3,5%, il valore più alto registrato dall’ottobre 2025.

Queste dinamiche importano perché le aspettative di inflazione possono diventare autoavveranti; per questo le banche centrali, e in particolare la Federal Reserve, le monitorano per cercare di ancorarle e prevenire rialzi persistenti dei prezzi.

Impatto sulla politica monetaria

Analisti di Bitfinex hanno commentato la situazione con una valutazione sui rischi per la politica monetaria:

“Per la Federal Reserve il movimento delle aspettative a lungo termine è il dato più pericoloso. È la variabile che la banca centrale osserva più attentamente quando valuta se la psicologia dell’inflazione si sta disancorando, e uno scostamento di questo tipo in un solo mese alza la soglia per qualsiasi pivot di allentamento nel breve termine, anche se l’economia reale si indebolisce marginalmente.”

Sul fronte operativo, il mercato si attende che la Federal Reserve mantenga gli attuali tassi di riferimento tra il 3,5% e il 3,75% nella riunione più prossima, mentre alcuni operatori scontano ora un possibile aumento dei tassi da parte della Bank of Japan già a giugno. Le attese implicite indicano inoltre la possibilità di altri rialzi dei tassi nell’eurozona e nel Regno Unito prima della fine dell’anno.

Timothy Misir ha sintetizzato il clima di incertezza nelle decisioni di politica monetaria:

“Gli aumenti dei tassi questo mese appaiono improbabili secondo l’opinione di mercato corrente. Le scommesse finanziarie suggeriscono che potremmo vedere più di due rialzi in eurozona e Regno Unito entro fine anno; un aumento di giugno è quasi completamente prezzato. Mancano dati chiari per prendere decisioni informate, e questa è la principale difficoltà.”

Sul versante cripto, i flussi continui verso gli ETF spot restano fondamentali per sostenere il prezzo del BTC durante le correzioni. Inoltre, sforzi coordinati dell’industria per contenere le conseguenze dell’exploit a carico di KelpDAO hanno contribuito a far sì che i token DeFi resistessero meglio rispetto al mercato complessivo: un indice selettivo di DeFi ha segnato un progresso intorno allo 0,5% nelle 24 ore, mentre un paniere dei 20 principali token ha registrato una flessione dell’ordine dell’1,5%.

Analisi tecnica

Dal punto di vista tecnico, la rilevazione oraria mostra che BTC è uscito da una trendline ascendente che aveva guidato la salita dall’inizio del mese. Il prezzo è inoltre scambiato sotto le medie mobili a 50 e 200 ore, una configurazione che segnala un possibile esaurimento del trend rialzista e spazio per una correzione più profonda.

La tesi rialzista tornerebbe dominante soltanto se i corsi riuscissero a riagguantare entrambe le medie mobili, un segnale tecnico che ridarebbe slancio agli acquisti su timeframe intraday.

In sintesi

  • L’aumento delle aspettative d’inflazione riduce lo spazio di manovra per i tagli dei tassi: per gli investitori italiani ciò implica che gli asset rischiosi, compreso il Bitcoin, potrebbero restare sensibili a notizie macro e a volatilità prolungata.
  • Il ruolo degli ETF rimane centrale nel sostenere i mercati spot; un flusso costante di capitale verso prodotti regolamentati può attenuare le correzioni e favorire un ingresso graduale degli investitori istituzionali europei.
  • La resilienza relativa dei token DeFi dopo eventi di sicurezza come l’exploit a KelpDAO evidenzia che la capacità di risposta coordinata dell’industria è ormai un fattore chiave per la valutazione del rischio nel comparto.
  • Dal punto di vista del portafoglio, gli operatori italiani dovrebbero considerare strumenti di hedging e una gestione attiva della liquidità: la combinazione di incertezza macro e segnali tecnici contrastanti richiede una maggiore attenzione al rischio di coda.