Novartis in affanno: ricavi e utile crollano nel trimestre, titolo affonda in borsa

Novartis ha chiuso il primo trimestre con risultati inferiori alle attese: l’utile netto si è attestato a 3,156 miliardi di dollari, in calo del 13% su base annua, mentre l’utile operativo è sceso dell’11% a 4,235 miliardi. I ricavi netti hanno registrato una contrazione, diminuendo del 5% a cambi costanti a 13,11 miliardi di dollari, segnando la prima flessione degli ultimi due anni.

Il titolo in Borsa ha subito una reazione negativa: la quotazione ha perso oltre il 3,5% a metà mattina, con un massimo ribasso intraday superiore al 5%, riflettendo le preoccupazioni degli investitori sulla tenuta dei volumi e sui margini.

La contrazione dei ricavi è stata influenzata dall’intensificarsi della concorrenza dei farmaci generici, particolarmente evidente nel mercato degli Stati Uniti, dove prodotti maturi hanno perso quote e prezzo.

Vas Narasimhan ha dichiarato:

“Abbiamo avuto un buon avvio dell’anno sui nostri marchi prioritari e nei lanci recenti, ma come previsto l’erosione dovuta ai generici negli Stati Uniti ha inciso sui risultati del trimestre. Restiamo fiduciosi di centrare la guidance annuale e confidiamo che dati clinici attesi nella seconda metà dell’anno possano rafforzare le prospettive di crescita a medio-lungo termine.”

La strategia dell’amministratore delegato punta a trasformare Novartis in una realtà focalizzata sui farmaci innovativi su prescrizione. Tuttavia il gruppo sta affrontando un momento critico legato al più significativo patent cliff della sua storia: la perdita di esclusività di alcuni principi attivi di grande rilievo rappresenta una sfida per i ricavi a breve termine.

Tra i prodotti più colpiti c’è Entresto, le cui vendite sono diminuite di circa il 42% nell’ultimo trimestre, superando le attese degli analisti. A compensare parzialmente questo calo si registra invece una domanda in crescita per terapie più recenti come Kisqali e Pluvicto, che dovrebbero sostenere il portafoglio commerciale nei prossimi anni.

Il fenomeno della perdita di esclusività comporta non solo una riduzione dei volumi venduti, ma anche pressioni sui prezzi e sulla marginalità. Per le società farmaceutiche ciò significa dover accelerare i piani di ricerca e sviluppo, rimodulare gli investimenti commerciali e cercare fonti di ricavo alternative, come licenze o acquisizioni mirate.

Dal punto di vista degli investitori, la reazione del mercato segnala una maggiore attenzione al calendario dei trial clinici e alle tempistiche di ingresso sul mercato dei prodotti di nuova generazione. La volatilità del titolo potrebbe aumentare nelle prossime settimane in funzione delle comunicazioni sul pipeline e dei risultati degli studi attesi.

Le stime per l’intero 2026

Mukul Mehta ha aggiunto:

“Rimaniamo convinti di poter tornare a crescere nella seconda metà dell’anno e confermiamo la guidance per l’intero esercizio, grazie all’avanzamento dei programmi clinici e al contributo dei prodotti più recenti.”

La conferma della guidance va letta come un segnale di fiducia nella capacità del gruppo di compensare le perdite di fatturato legate ai prodotti maturi attraverso il pipeline e i lanci programmati. Tuttavia, il successo commerciale delle nuove terapie sarà determinante per ripristinare il trend di crescita sostenibile.

Per il mercato italiano, dove la sostenibilità dei prezzi e i meccanismi di rimborso svolgono un ruolo centrale, l’esito dei prossimi studi e la strategia commerciale di Novartis saranno osservati con attenzione dalle autorità sanitarie e dagli operatori del settore farmaceutico.

In sintesi

  • La flessione dei ricavi di Novartis evidenzia come la perdita di esclusività influenzi rapidamente la performance finanziaria, suggerendo agli investitori di monitorare la pipeline più del singolo trimestre.
  • Per gli investimenti, la conferma della guidance riduce in parte l’incertezza, ma la valutazione del titolo dipenderà dall’esito dei trial clinici e dalla velocità di penetrazione di Kisqali e Pluvicto nei mercati chiave.
  • Nel contesto italiano, l’impatto sul sistema sanitario dipenderà dalle decisioni di prezzo e rimborso: eventuali ritardi o limitazioni nell’accesso ai nuovi farmaci potrebbero rallentare i ricavi locali e incidere sulle strategie commerciali regionali.


Author: Tony
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