Confindustria avverte: se la guerra dura fino a fine anno rischio di una crisi energetica senza precedenti

Audizioni nelle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica (Dfp) hanno messo in evidenza preoccupazioni diffuse: dal carico fiscale sui lavoratori e i pensionati, al caro energia che pesa sul terziario e sul turismo, fino alla sostenibilità dei bilanci degli enti locali e alla necessità di piani di investimento strutturali.

Uil: pressione fiscale e necessità di una riforma redistributiva

Secondo la Uil, il quadro fiscale riflesso nel Dfp continua a gravare in misura eccessiva su lavoratori dipendenti e pensionati, mentre rimangono deboli gli strumenti di contrasto all’evasione e le politiche di reale redistribuzione.

Santo Biondo ha affermato:

“Sul piano fiscale continua a gravare un carico sproporzionato su lavoratori dipendenti e pensionati; serve una riforma improntata all’equità, anche attraverso una tassazione degli extraprofitti.”

Nel suo intervento Biondo ha inoltre sottolineato che il Dfp appare limitato rispetto alle esigenze di lungo periodo su previdenza, sanità e Pnrr, richiedendo un rafforzamento del welfare e della pubblica amministrazione per modernizzare il Paese e ridurre le disuguaglianze.

Confesercenti: l’urgenza di contenere il caro energia e sostenere la digitalizzazione

La Confesercenti ha segnalato l’impatto pesante del rialzo dei costi energetici sul settore del terziario e del turismo, quantificato in circa 900 milioni per il comparto. In uno scenario di tensioni persistenti e riduzione della domanda estera, l’associazione stima una possibile contrazione delle presenze straniere e una forte perdita della spesa turistica complessiva.

Mauro Bussoni ha dichiarato:

“Serve una riduzione strutturale degli oneri di sistema e l’introduzione di un’accisa mobile che compensi l’aumento dei prezzi dei carburanti con l’extragettito derivato dagli stessi.”

Tra le proposte avanzate da Confesercenti anche interventi di sostegno per l’adozione di tecnologie digitali, il rafforzamento degli strumenti di investimento sulle attività online e l’accelerazione dell’interoperabilità delle banche dati per snellire procedure e favorire l’innovazione aziendale.

Anci: rischio per la tenuta dei bilanci comunali e diminuzione degli investimenti locali

Per Anci il Dfp restituisce un quadro che, pur contenendo elementi positivi, mostra un tendenziale peggioramento con erosione degli spazi finanziari destinati alla spesa corrente e una significativa contrazione degli investimenti locali, soprattutto al termine delle risorse del Pnrr destinate ai comuni.

Alessandro Canelli ha osservato:

“I Comuni continuano a garantire servizi essenziali ma operano in un quadro sempre più complesso: dal Dfp emergono criticità che rischiano di compromettere la tenuta dei bilanci comunali nel triennio 2026-2028.”

Secondo le stime presentate dalla delegazione, il triennio 2026-2028 potrebbe vedere una perdita complessiva di risorse pari a circa 2,2 miliardi, con un squilibrio vicino a un miliardo annuo nel biennio 2026-2027, determinato dall’effetto combinato di inflazione e rincari energetici sulla spesa corrente.

Upi: chiedere scostamento per sostenere spesa sociale e investimenti pubblici

L’Unione delle province d’Italia (Upi) ha richiamato l’attenzione sulla necessità, alla luce del contesto geopolitico e delle tensioni sui prezzi delle materie prime, di politiche economiche anticicliche che possano sostenere la domanda interna e pianificare investimenti pubblici strutturati a partire dal 2026, con il coinvolgimento degli enti locali, in particolare delle province.

Angelo Caruso ha affermato:

“La situazione geopolitica drammatica impone al Paese di adottare politiche economiche anticicliche; una richiesta di sospensione del Patto di stabilità deve focalizzarsi su spesa sociale e un piano strutturato di investimenti.”

Caruso ha ricordato che grazie al Pnrr la spesa per investimenti delle province è cresciuta dell’80% tra il 2022 e il 2025 e ha sollecitato che eventuali misure compensative per lo shock energetico includano interventi a favore degli enti locali, escludendo riduzioni delle risorse correnti dedicate alle province nella prossima manovra.

Proposte condivise e implicazioni macroeconomiche

Le audizioni mettono in luce alcune proposte ricorrenti: introdurre forme di tassazione sugli extraprofitti, ridurre strutturalmente gli oneri di sistema energetici, favorire misure anticicliche per la spesa sociale e programmare un piano di investimenti pubblici con ruolo attivo degli enti locali. Sul fronte digitale, è emersa la necessità di accelerare l’interoperabilità delle banche dati per migliorare efficienza e monitoraggio delle politiche pubbliche.

Dal punto di vista macroeconomico, la capacità di mantenere investimenti pubblici e sostenere la domanda interna sarà centrale per attenuare rischi di rallentamento: senza interventi mirati, la combinazione di pressione sulla spesa corrente e minor investimento locale può limitare la crescita potenziale e aumentare le disuguaglianze territoriali.

Per i mercati e gli investitori, il profilo di politica economica che emergerà dal Dfp e dalla prossima manovra determinerà segnali sulla sostenibilità fiscale e sulle opportunità di investimento infrastrutturale e tecnologico: chiarezza su misure anticicliche, regole fiscali e piani di spesa per gli enti locali sarà fondamentale per orientare decisioni di lungo periodo.

In sintesi

  • Rischio di contrazione degli investimenti locali: se il livello degli investimenti pubblici diminuisce, i progetti infrastrutturali e digitali a livello territoriale potrebbero rallentare, riducendo opportunità per imprese e fornitori locali.
  • L’inasprimento fiscale sul lavoro e sulle pensioni può comprimere consumi e domanda interna, con potenziali effetti negativi su settori orientati al mercato domestico come commercio e servizi.
  • Interventi strutturali sull’energia e incentivi alla digitalizzazione rappresentano leve chiave per contenere i costi delle imprese e aumentare la produttività; misure stabili piuttosto che correttive episodiche sono essenziali per attrarre investimenti privati.