Perché gli investitori si riversano sulle opzioni bitcoin di BlackRock per mettersi al riparo da un’economia globale sempre più volatile

Negli ultimi giorni del mercato si è registrato un passaggio significativo che evidenzia l’avanzamento dell’istituzionalizzazione del mercato del bitcoin: le opzioni legate all’ETF su bitcoin di BlackRock, l’IBIT, su Nasdaq hanno superato per valore di open interest quelle negoziate su Deribit, piattaforma offshore che operava in questo segmento fin dal 2016.

Secondo dati rilevati da Volmex, il valore in dollari delle posizioni aperte sulle opzioni IBIT era pari a 27,61 miliardi di dollari, leggermente superiore ai 26,90 miliardi delle opzioni bitcoin su Deribit. Il confronto segnala che l’infrastruttura regolamentata e di livello istituzionale negli Stati Uniti ha ormai dimensioni comparabili a quella offshore.

Un traguardo per i mercati regolamentati

Questo sorpasso non è solo un dato numerico: indica una trasformazione della domanda, con più investitori istituzionali e al dettaglio che cercano esposizione al bitcoin tramite canali regolamentati. Un mercato regolamentato e profondo favorisce meccanismi di price discovery più maturi e può incoraggiare ulteriori ingressi da parte di operatori di Wall Street e altri soggetti istituzionali.

Perché questo conta

La crescita dell’open interest su IBIT suggerisce che gli investitori che operano attraverso broker tradizionali ora possono usare strumenti derivati regolamentati per gestire l’esposizione al BTC. Ciò include sia strategie speculative sia coperture in risposta a incertezza delle catene di approvvigionamento, shock energetici e rischi geopolitici, che aumentano la domanda di protezione.

Sidrah Fariq ha osservato:

“Il dettaglio statunitense non può accedere facilmente a piattaforme come Deribit, quindi le opzioni sull’iShares Bitcoin Trust (IBIT) offrono un accesso diretto a leva regolamentata ed esposizione tramite opzioni. Questo, unito all’attuale contesto macroeconomico, spinge la domanda per strategie di hedging.”

Cosa sono le opzioni

Le opzioni sono contratti derivati che conferiscono il diritto, ma non l’obbligo, di comprare o vendere l’attività sottostante a un prezzo prefissato entro una data stabilita. Una call dà il diritto di acquistare ed esprime una posizione rialzista; una put consente di vendere ed è tipicamente utilizzata per proteggere da ribassi.

Gli analisti misurano la dimensione e la partecipazione del mercato con l’open interest: valori più elevati indicano mercati più profondi e liquidi. Le opzioni sono impiegate per coprire posizioni spot e future, per scommettere sulla direzione del prezzo o per generare reddito aggiuntivo su detenzioni di coin o ETF, ad esempio tramite strategie di covered call.

Differenze strutturali tra IBIT e Deribit

Pur avendo ora entità simili in termini di open interest, i due mercati presentano caratteristiche di posizionamento differenti che riflettono la natura degli operatori: le posizioni sulle call IBIT sono concentrate più lontano dallo strike di mercato rispetto a Deribit, segnale di una maggiore propensione retail verso la speculazione al rialzo e di programmi sistematici di vendita di call.

Secondo Volmex, la concentrazione dell’OI sulle call IBIT implica aspettative di un rally dell’ETF verso livelli corrispondenti a un BTC intorno a 109.709 dollari, circa il 41% in più rispetto al prezzo corrente analizzato nell’esempio. Su Deribit, le aspettative rialziste sono comunque presenti ma in modo più contenuto, con target mediamente inferiori.

Scadenze e volatilità implicita

L’analisi mostra inoltre una diversa preferenza temporale: l’OI ponderato indica che le scadenze medie per le opzioni IBIT sono più distanziate (in media verso ottobre 2026) rispetto a quelle dominanti su Deribit (più concentrate su scadenze a breve come agosto). Questo riflette una base di detentori dell’ETF con orizzonti più lunghi rispetto a posizionamenti più tattici offshore.

La volatilità implicita delle opzioni IBIT risulta inoltre superiore a quella derivata dalle opzioni su Deribit. Una spiegazione strutturale è che i detentori di ETF hanno difficoltà a esprimere posizioni corte su bitcoin e tendono a comprare put come unico strumento di copertura disponibile, alimentando la domanda per queste opzioni e mantenendo la volatilità implicita elevata.

Implicazioni per investitori e mercati

La rapida ascesa delle opzioni IBIT suggerisce che l’universo degli investitori sta diventando più eterogeneo e sofisticato: i clienti retail che operano tramite intermediari regolamentati possono ora sfruttare leve e derivati senza ricorrere a piattaforme offshore, mentre gli hedge fund e gli asset manager trovano nuove opportunità di gestione del rischio.

Per gli operatori italiani e europei ciò significa che l’accesso a strumenti regolamentati potrebbe facilitare l’integrazione del bitcoin nei portafogli, aumentando la richiesta di consulenza specializzata e la necessità di comprendere la dinamica tra mercato spot, ETF e derivati per una corretta allocazione del rischio.

Anche se IBIT e Deribit non sono sostituti perfetti — il primo serve prevalentemente investitori onshore tramite canali tradizionali, il secondo rimane un punto di riferimento globale — la loro convivenza tende ad ampliare la profondità complessiva del mercato e a migliorare la qualità dei flussi e del price discovery.

Prospettive e considerazioni finali

Nel medio termine, la progressiva migrazione di volumi e interesse verso strumenti regolamentati come le opzioni IBIT potrebbe ridurre il costo dell’ingresso per nuovi investitori e spingere verso pratiche di mercato più trasparenti. Tuttavia, persisteranno differenze di pricing e struttura tra mercati onshore e offshore che gli operatori dovranno valutare attentamente.

Per chi valuta un’esposizione a bitcoin, diventa importante considerare non solo il veicolo (ETF vs. detenzione diretta), ma anche le opportunità e i limiti offerti dal mercato dei derivati regolamentati, la liquidità disponibile e la strategia di copertura più adatta al proprio orizzonte temporale.

In sintesi

  • La crescita delle opzioni sull’IBIT suggerisce un crescente interesse istituzionale e retail verso strumenti regolamentati, con potenziali effetti positivi su liquidità e trasparenza di mercato.
  • Per gli investitori italiani, l’accesso a derivati regolamentati può semplificare l’integrazione del bitcoin in portafoglio, ma richiede competenze specifiche di risk management e consulenza professionale.
  • La convivenza di mercati onshore e offshore potrebbe migliorare il price discovery complessivo, pur mantenendo opportunità di arbitraggio e differenze di pricing che i trader sofisticati sapranno sfruttare.