Taranto, il Just Transition Fundora accelera: partono le prime gare

Il Just Transition Fund accelera a Taranto: lo strumento europeo, stanziato con una dotazione complessiva di 800 milioni, entra in una fase operativa con l’avvio imminente delle gare per il progetto Filiere Verdi e con l’implementazione di misure rivolte ad acceleratori d’impresa e grandi aziende, inserite nel perimetro del fondo dopo la riprogrammazione approvata a dicembre dal comitato di sorveglianza.

Il coordinamento delle azioni coinvolge la struttura commissariale per le bonifiche e la Regione; tra i soggetti incaricati figura il commissario per le bonifiche Vito Felice Uricchio, mentre sono previste finestre di finanziamento rivolte sia alle micro, piccole e medie imprese sia a progetti di maggiore dimensione.

Vincenzo Cesareo ha osservato:

“Il Jtf sta andando bene e stiamo cominciando a vedere i primi risultati. La premialità che il Jtf mette a disposizione delle imprese di Taranto e del Sulcis consente una leva non indifferente per la finanza agevolata e gli investimenti.”

I primi indicatori di attività arrivano dai flussi di proposta: secondo il report illustrato da Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, dall’area di Taranto sono pervenute 66 proposte di investimento per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro, suddivise in 11 Pia per 100 milioni e 55 Mini Pia per 66 milioni.

La direzione dello sviluppo economico della Regione Puglia, guidata da Gianna Elisa Berlingerio, segnala inoltre l’attivazione di misure per sostenere gli investimenti:

“In questo momento abbiamo aperti Pia, Mini Pia, Trasformazioni e Tecnonidi. ‘Reti per Taranto’ l’abbiamo aperto, si è chiusa la prima finestra e tra poco se ne aprirà una seconda. Presto apriremo anche Nidi. Questo solo per lo sviluppo economico. Poi ci sono i bandi per la formazione dei disoccupati e per i cassintegrati.”

Le risorse già programmate coprono più linee: 70 milioni per le Pia, 40 milioni per le Mini Pia, 30 milioni complessivi per Reti per Taranto dopo il rifinanziamento della seconda finestra, 8 milioni per Trasformazioni, 20 milioni per Tecnonidi e altri 20 milioni per Nidi. Tali misure, erogate a sportello, sono pensate per sostenere investimenti produttivi, innovazione tecnologica, sviluppo sperimentale, tutela ambientale, efficientamento energetico e nuove iniziative imprenditoriali, con particolare attenzione a progetti femminili, giovanili e turistici.

Un elemento ritenuto cruciale dagli operatori locali è la costruzione di un ecosistema: il coordinamento tra associazioni di categoria, consulenti, università e soggetti pubblici appare decisivo per massimizzare l’efficacia degli incentivi e favorire il trasferimento tecnologico. In questo contesto opera anche l’acceleratore Faros, promosso da Cdp, che si concentra sulla blue economy e potrebbe essere integrato nelle misure del fondo.

Gianna Elisa Berlingerio ha aggiunto riguardo agli acceleratori:

“Stiamo lavorando su un altro bando che sarà per gli acceleratori, non solo per Faros, sempre sul territorio di Taranto. Ci vorrà un po’ di tempo, perché sugli acceleratori la Regione non ne ha mai fatti.”

Sul fronte delle grandi imprese la Regione intende ampliare il perimetro delle azioni finanziate: i bandi dedicati a progetti di scala maggiore partiranno nelle prossime finestre operative, una volta concluse quelle rivolte alle micro e piccole imprese. È importante considerare che, essendo misure a sportello, alcune finestre possono chiudersi anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse; la rendicontazione finale prevista per il Jtf è fissata al 2029 e la Regione punta a far partire la maggior parte delle iniziative tra quest’anno e il prossimo, per consentire la presentazione, l’esecuzione e la chiusura contabile dei progetti.

Procedono anche gli interventi affidati alla struttura commissariale per le bonifiche. Il subcommissario Maria Stefania Fornaro annuncia l’imminente avvio delle gare per Filiere Verdi e la collaborazione con Invitalia per la realizzazione degli interventi.

Maria Stefania Fornaro ha dichiarato:

“Le gare d’appalto sono a breve. Sono già stati attivati i contatti con Invitalia.”

Il progetto Filiere Verdi dispone di una dotazione di 33 milioni e interesserà circa 90 ettari di aree pubbliche nella provincia di Taranto, più dei 76 inizialmente previsti. Le opere prevedono la piantumazione di specie arboree selezionate, tra cui il pioppo e la paulownia, e di specie arbustive utilizzate per fitodepurazione come brassica, ricino e canapa, con l’obiettivo di favorire la decontaminazione dei suoli e il loro progressivo ritorno ad usi agricoli.

Un altro progetto centrale è Sea Hub, dotato di 48 milioni: l’iniziativa mira al recupero delle coste del Mar Piccolo, alla legalità delle attività portuali, alla riqualificazione ambientale, alla riorganizzazione dei punti di sbarco e alla realizzazione di un molo di attracco per favorire lo sviluppo di attività produttive. La struttura commissariale interverrà anche sui sentieri costieri, sulla Circummarpiccolo e sull’arco nord; per Sea Hub è in corso la procedura negoziata con la Regione Puglia.

Per comprendere il quadro complessivo: il Just Transition Fund è uno degli strumenti europei pensati per sostenere la transizione socio-economica delle aree più impattate dalla decarbonizzazione industriale. Nel caso di Taranto, il fondo mira non solo alla bonifica ambientale, ma anche alla diversificazione produttiva e alla creazione di occupazione qualificata attraverso misure di accompagnamento e incentivi che possono fungere da catalizzatore per investimenti privati.

Dal punto di vista operativo resta cruciale il rispetto delle tempistiche, la capacità degli enti locali e degli operatori di presentare progetti cantierabili e una governance efficace che coordini risorse pubbliche e capitale privato. L’obiettivo è trasformare gli interventi finanziati in attrattori di investimenti a lungo termine, migliorando la qualità ambientale e le prospettive occupazionali del territorio.

In sintesi

  • La concentrazione di risorse del Jtf su progetti di bonifica e infrastrutture produttive può aumentare l’attrattività degli investimenti privati, riducendo il rischio percepito dagli operatori che valutano interventi a Taranto.
  • Le misure a sportello e gli acceleratori possono accelerare l’emergere di nuove filiere, ma richiedono una governance locale efficiente per tradurre i finanziamenti in progetti cantierabili e sostenibili nel medio termine.
  • L’integrazione di interventi ambientali (come Filiere Verdi e Sea Hub) con politiche di sviluppo industriale rappresenta un modello replicabile: potenzia il ritorno economico degli investimenti pubblici e apre spazi per partnership pubblico-private.