PwC: intelligenza artificiale e transizione scatenano un boom di fusioni e acquisizioni a livello globale

Intelligenza artificiale, automazione e transizione energetica guidano le strategie industriali e dei servizi a livello globale, influenzando in misura diretta l’andamento delle operazioni straordinarie nel 2025. Il rapporto di PwC segnala una crescita del 20% del valore globale delle M&A, arrivando a circa 454 miliardi di dollari, mentre per l’Italia il controvalore “disclosed” principale raggiunge i 7,8 miliardi di dollari con 518 transazioni monitorate, in aumento rispetto all’anno precedente.

Gianpaolo Chimenti ha osservato:

«Il quadro riflette un equilibrio tra prudenza e fiducia: le imprese procedono in modo selettivo, privilegiando operazioni che rafforzano la resilienza, assicurano capacità critiche e accelerano il riposizionamento strategico. Sebbene il contesto rimanga complesso, l’M&A si conferma un acceleratore chiave della crescita.»

In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, carenza di personale specializzato e fragilità nelle catene di fornitura, molte aziende hanno concentrato le acquisizioni su capacità legate all’automazione, alla digitalizzazione avanzata e al miglioramento della produttività. L’obiettivo è consolidare competenze tecnologiche, aumentare l’efficienza operativa e stabilizzare le catene del valore per resistere a shock esterni.

Il ruolo dell’M&A

La crescita globale delle operazioni di fusione e acquisizione nel 2025 conferma che l’M&A è diventata una leva strategica per riallocare capitale verso attività abilitate dall’AI e da tecnologie abilitanti, mentre si ridimensionano attività legacy considerate non core. In questo contesto il private equity agisce da catalizzatore, impiegando strategie di buy and build per creare piattaforme scalabili in settori frammentati come i servizi professionali, l’outsourcing tecnologico e le soluzioni industriali critical.

Per gli investitori istituzionali e i fondi, la disponibilità di target con competenze digitali e capacità di automazione aumenta il potenziale di rendimento, ma richiede anche maggiore attenzione alla due diligence tecnologica e alla valutazione dell’integrazione operativa post-acquisizione.

Il quadro italiano

Anche in Italia il 2025 ha visto i settori Industrials & Services orientarsi verso la ristrutturazione dei portafogli, la modernizzazione degli impianti e l’integrazione di soluzioni digitali. La domanda crescente riguarda data center, elettrificazione, sistemi di backup, automazione di rete e software industriali che abilitano nuove offerte di servizio e modelli di business basati sui dati.

Il processo è sostenuto da strumenti di politica pubblica e finanziamenti europei che favoriscono gli investimenti in transizione energetica e digitalizzazione: programmi come Next Generation EU e il PNRR hanno un ruolo significativo nel creare condizioni più favorevoli per progetti di ammodernamento e per attrarre capitale privato.

Nel complesso, i 518 deal registrati nel 2025 mostrano un mercato dinamico: settori come Aerospace & Defence, Automotive, Business Services, Engineering & Construction e Manufacturing presentano percorsi diversi verso il consolidamento, ma condividono l’orientamento verso tecnologie avanzate e modelli operativi più resilienti.

Per le imprese italiane, specialmente le piccole e medie imprese, le operazioni straordinarie possono rappresentare un’opportunità per acquisire competenze digitali o per aggregarsi in filiere più robuste; tuttavia, queste operazioni richiedono un forte presidio manageriale e investimenti in integrazione tecnologica per non disperdere il valore creato.

Dal punto di vista finanziario, l’aumento dell’interesse da parte del private equity incrementa la competizione per asset strategici e potrebbe comprimere i rendimenti attesi su target tradizionali, spingendo gli acquirenti a puntare su asset con potenziale di scala e integrazione tecnologica rapida.

Le autorità di regolamentazione, sia a livello nazionale che europeo, resteranno un fattore determinante: le valutazioni antitrust, la sicurezza degli approvvigionamenti critici e le politiche industriali influenzeranno la fattibilità e i tempi delle operazioni, rendendo necessario un dialogo preventivo con gli enti competenti nelle transazioni più rilevanti.

In sintesi

  • La crescente centralità dell’M&A come strumento per modernizzare l’industria italiana implica che investitori e manager dovranno privilegiare operazioni con chiari piani di integrazione tecnologica per massimizzare il valore creato.
  • Il ruolo del private equity può accelerare consolidamenti, ma aumenta anche la competizione sui prezzi degli asset strategici; gli investitori italiani devono quindi rafforzare capacità di sourcing e specializzazione settoriale.
  • Le politiche pubbliche europee e nazionali, come il PNRR e i programmi del Next Generation EU, offrono leva finanziaria importante: chi saprà combinarle con capitale privato potrà ottenere vantaggi competitivi sostenibili.