Imprese toscane incalzano Salvini: accelerare subito sulle infrastrutture

Il futuro dei territori e la competitività dei comparti produttivi dipendono sempre più da infrastrutture efficienti e da una logistica moderna, una necessità emersa con forza durante l’incontro tra le imprese toscane e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini a Prato, nella sede di Confindustria Toscana nord.

Fabia Romagnoli ha sottolineato:

“Gli interventi programmati ma non fatti diventano un’emergenza non più rinviabile. Crediamo di meritare una politica che decide e che fa.”

Priorità infrastrutturali segnalate dalle imprese

Le richieste avanzate dal mondo industriale toscano coinvolgono progetti strategici: la nuova pista dello aeroporto di Firenze, la realizzazione della Darsena Europa per ampliare il porto di Livorno, il completamento del Corridoio Tirrenico tra Livorno e Civitavecchia e il completamento della stazione ad alta velocità di Firenze. Durante la visita alla stazione il ministro è stato accompagnato dal presidente della regione Eugenio Giani e dalla sindaca Sara Funaro.

Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana, ha richiamato l’attenzione sulla classifica della Commissione europea che penalizza la dotazione infrastrutturale della regione, sottolineando come la qualità delle opere incida direttamente sui costi di produzione e sulla capacità di competere sui mercati esteri.

Le misure annunciate dal governo

Il ministro Matteo Salvini ha espresso preoccupazione per la tenuta del sistema produttivo, aggravata dall’aumento dei prezzi di materiali strategici e dal rincaro del carburante che penalizza il trasporto merci. Ha elencato una serie di interventi programmati per sostenere la mobilità e la logistica nazionali.

Matteo Salvini ha detto:

“Il problema non è trovare i soldi per la Tirrenica, è tenere in piedi il Paese e non far fermare la macchina.”

Tra le iniziative citate figurano una riforma della governance portuale, un piano nazionale degli aeroporti da approvare entro l’estate per rispondere alla domanda di traffico merci e passeggeri, finanziamenti per interventi sul Corridoio Tirrenico (gestito da Anas) e opere puntuali come il sovrappasso a Capalbio per eliminare gli attraversamenti a raso. È stato inoltre annunciato un provvedimento sul Piano casa per favorire la costruzione di alloggi per lavoratori e famiglie.

Le richieste del mondo produttivo e logistico

Le imprese hanno sollecitato risposte rapide sul fronte delle tariffe energetiche e dei materiali, ma hanno anche evidenziato la necessità di procedure più snelle per attivare cantieri e partenariati pubblico-privati. La sequenza tra programmazione, finanziamento e realizzazione è stata indicata come elemento decisivo per evitare la perdita di competitività territoriale.

Federico Albini, presidente della sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Toscana nord, ha osservato:

“Affrontare uno scenario straordinario con regole ordinarie significa condannare il sistema produttivo e logistico a un indebolimento strutturale. Invitiamo a sostenere il tessuto imprenditoriale e chi lo supporta.”

La questione delle infrastrutture si intreccia con eventi recenti che hanno messo sotto pressione il territorio: l’alluvione del novembre 2023, che danneggiò impianti e magazzini, rende più urgente una strategia che riduca la vulnerabilità fisica e logistica delle filiere. In questo quadro, la governance delle opere, la capacità di attrarre risorse europee e nazionali e l’efficacia dei programmi di manutenzione diventano leve decisive per la ripresa.

Per le imprese toscane e per il sistema paese è quindi centrale una convergenza tra politiche pubbliche, investimenti privati e progetti cantierabili nel breve periodo: solo così si può ridurre il gap infrastrutturale, contenere i costi di produzione e rafforzare l’export.

In sintesi

  • Investimenti mirati in aeroporti, porti e corridoi stradali/ferroviari possono ridurre i costi logistici per le imprese italiane, migliorando la competitività sui mercati internazionali.
  • La necessità di progetti cantierabili e governance snelle rende più probabile il ricorso a partenariati pubblico-privati e a strumenti europei; gli investitori cercheranno stabilità normativa e tempi certi di realizzazione.
  • L’aumento dei prezzi di energia e materiali accentua il rischio di strozzature nelle catene di fornitura; politiche che stabilizzino i costi operativi sono essenziali per evitare ricadute negative su occupazione e produzione locale.