Tre azioni a dividendo dell’indice S&P 500 svalutate fino al 37%

I titoli da dividendo hanno iniziato l’anno con una dinamica positiva, ma il rinnovato slancio dei titoli di crescita ha ridotto l’interesse verso molte società che pagano cedole. Per un investitore orientato al reddito però non è cambiato molto: quel che è mutato è il prezzo dei titoli che potrebbero essere interessanti, con diversi nomi del S&P 500 che oggi valgono molto meno rispetto a poche settimane fa, a volte con sconti significativi.

Progressive: cedole elevate ma volatilità legata alle attese

La performance degli ultimi dodici mesi per Progressive è stata difficile: il titolo è sceso di circa il 29% rispetto al massimo dello scorso maggio. Le preoccupazioni principali sono due: la difficoltà di ripetere l’eccellente 2024 e l’aumento dei costi di risarcimento che può comprimere la redditività tecnica dell’assicuratore.

Tuttavia i fondamentali recenti mostrano aspetti solidi: lo scorso anno l’utile netto è cresciuto oltre il 30% su ricavi in aumento del 16%, con un miglioramento del margine di sottoscrizione dall’11,2% al 12,6%. Anche l’avvio del 2026 appare positivo, con utile netto in progresso del 10% nei primi tre mesi su premi in crescita del 6% e un incremento del 9% delle polizze attive.

La contrazione del titolo ha portato il rendimento da dividendo trailing fino al 6,8%, ma è importante ricordare che la maggior parte della distribuzione è una cedola una tantum basata sui profitti annuali. Chi dipende dalle cedole per il reddito corrente dovrebbe tenere conto della variabilità di questo flusso e valutare Progressive come parte di un portafoglio diversificato piuttosto che come unica fonte di reddito.

Gen Digital: cybersecurity, ricavi ricorrenti e una valutazione più contenuta

Gen Digital è un operatore di servizi di sicurezza digitale noto per marchi come LifeLock e Norton; controlla inoltre Avast e siti finanziari come MoneyLion e GoBankingRates. Circa 500 milioni di utenti utilizzano almeno uno dei suoi prodotti, molti dei quali generano ricavi ricorrenti.

Per l’esercizio chiuso a marzo la società era sulla strada per realizzare quasi 5 miliardi di dollari di ricavi e un utile per azione di circa 2,55$, rispettivamente in forte crescita annua. Nonostante ciò, il titolo è arretrato del 37% dal massimo di agosto, facendo scendere il rapporto prezzo/utili prospettico al di sotto di 7.

La debolezza del titolo è stata amplificata dalla vendita che ha colpito molti nomi legati all’intelligenza artificiale e alla cybersecurity, e dalle preoccupazioni che soluzioni basate su AI possano sostituire alcune offerte tradizionali. In realtà l’aumento delle minacce informatiche guidate dall’AI tende a incrementare la domanda di soluzioni consolidate come quelle fornite da Gen Digital, rafforzando l’argomentazione a favore di un posizionamento difensivo nel settore.

Un limite da considerare è che la società non ha aumentato la cedola dal 2020: non è escluso che lo faccia in futuro, ma gli investitori orientati al reddito dovrebbero valutare la stabilità e la progressione dei pagamenti prima di allocare una parte significativa del loro capitale su questo titolo.

Ares Management: rendimento e rischio legato al credito privato

Il titolo di Ares Management è sceso di circa il 34% rispetto al massimo di inizio gennaio, portando il rendimento prospettico intorno al 4,6%. La società ha aumentato la cedola per otto anni consecutivi e ha adottato dal 2018 una politica di distribuzioni trimestrali più prevedibili, con la cedola per azione salita da 0,28$ nel 2018 a 1,35$ nell’ultimo anno.

Il modello di business di Ares è quello di un gestore di investimenti: incassa commissioni periodiche per la gestione del capitale privato che fornisce alle imprese e che poi sovraintende. L’anno scorso ha trasformato circa 5,6 miliardi di ricavi in quasi 1,1 miliardi di utile netto, buona parte dei quali è stata distribuita agli azionisti.

Negli ultimi mesi il settore del credito privato ha registrato segnali di stress: alcune banche di investimento hanno effettuato svalutazioni su crediti privati e alcuni gestori hanno limiti temporanei sulle rinunce o sui rimborsi per gestire la liquidità. Ares ha introdotto restrizioni sui prelievi per mitigare questi rischi, una misura che ha preoccupato il mercato ma che riflette anche la natura meno liquida del capitale allocato in private credit.

Per gli investitori orientati al lungo termine, questo tipo di flessione può rappresentare un’opportunità se si è consapevoli dei rischi: la resilienza e la capacità di distribuire dividendi dipendono dalla qualità degli asset gestiti e dalla gestione della liquidità in fasi avverse dei mercati del credito.

Considerazioni per gli investitori

Le correzioni di mercato hanno creato rendimenti da dividendo più elevati su titoli solidi, ma non tutte le cedole sono equivalenti: occorre valutare la sostenibilità del pagamento, la fonte dei dividendi (utili ricorrenti vs distribuzioni una tantum), e l’impatto di fattori macroeconomici come i tassi d’interesse e la salute del credito.

Inoltre, settori diversi reagiscono in modo distinto a fenomeni come l’adozione dell’AI o l’inasprimento delle condizioni di liquidità. Nel caso della cybersecurity, l’innovazione può sia creare rischi competitivi sia accrescere la domanda per soluzioni affidabili; nel caso dell’assicurazione o del credito privato la dinamica dei costi e la qualità degli attivi sono determinanti per la capacità di mantenere e aumentare le cedole.

Per un investitore italiano conviene considerare l’esposizione valutaria, la fiscalità applicabile alle rendite e l’adeguata diversificazione tra settori e strumenti, evitando di concentrarsi su singoli titoli come unica fonte di reddito.

In sintesi

  • La recente correzione ha migliorato i rendimenti da dividendo di titoli noti; tuttavia, per gli investitori italiani è fondamentale valutare la sostenibilità delle cedole tenendo conto di tasse e cambio.
  • Settori differenti (assicurazioni, cybersecurity, gestione patrimoniale) mostrano rischi e opportunità distinti: le scelte di allocazione dovrebbero riflettere la natura ricorrente dei flussi e l’esposizione al credito privato.
  • Acquistare durante i ribassi può essere vantaggioso per un orizzonte di medio-lungo termine, ma richiede analisi sulla qualità degli utili e piani di contingenza per eventi di liquidità o shock settoriali.


Author: Tony
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