Francia travolta da un’ondata crescente di crimini violenti contro la comunità crypto

Negli ultimi mesi la Francia ha registrato un aumento significativo di rapimenti e incursioni legati alle criptovalute, con atti sempre più audaci e violenti noti nel settore come attacchi con chiave inglese. Il fenomeno è emerso con particolare evidenza durante una conferenza internazionale annuale su blockchain e criptovalute, dove la presenza di delegazioni straniere ha richiesto scorte e rinforzi di sicurezza in sedi come il Palazzo di Versailles e il Carrousel du Louvre.

Le autorità francesi hanno ammesso la gravità della situazione durante l’evento, dichiarando che solo nell’ultimo anno si sono verificati almeno 41 casi riconducibili a rapimenti e invasioni domestiche connessi a richieste di accesso a portafogli digitali, una media che equivale a un episodio ogni due-tre giorni.

Jean-Didier Berger, sottosegretario al Ministero dell’Interno, ha annunciato che insieme al Ministro Laurent Nuñez si stanno predisponendo nuove misure per contrastare il fenomeno. È già operativa una piattaforma di prevenzione che ha raccolto migliaia di iscrizioni, ma le autorità ritengono necessario adottare ulteriori azioni dato il persistere degli episodi.

La diffusione globale degli attacchi

La Francia è diventata un punto focale in un trend internazionale: gli attacchi con chiave inglese contro possessori di criptovalute risultano in aumento sia per frequenza sia per violenza, secondo analisi di sicurezza e dati raccolti da ricercatori del settore.

Nel 2025, i casi verificati di coercizione fisica a livello globale sono aumentati notevolmente rispetto all’anno precedente. Le ricostruzioni statistiche segnalano anche un’impennata nei casi che includono aggressioni fisiche, con incrementi percentuali molto superiori alla media degli episodi complessivi.

Modalità operative degli assalitori

Con il termine attacco con chiave inglese si indica l’uso della forza fisica per costringere una vittima a fornire accesso a beni digitali: per molti malintenzionati risulta più agevole costringere una persona che tentare di violare sistemi crittografici avanzati. Una volta autorizzata la transazione, le risorse possono essere spostate rapidamente tra portafogli e diverse blockchain, rendendo il recupero estremamente complesso.

Jameson Lopp ha sottolineato questo meccanismo spiegando:

“Ogni volta che un attacco con chiave inglese ha successo, viene dato il segnale che i detentori di criptovalute sono obiettivi appetibili.”

I ricercatori osservano inoltre un cambiamento nelle tecniche di individuazione delle vittime: si passa dallo scannerizzare vulnerabilità tecniche al costruire profili personali. Gli aggressori analizzano attività sui social, presenze pubbliche e dataset trapelati, seguono le routine quotidiane e identificano punti di vulnerabilità nella sicurezza personale.

Phil Ariss del team di TRM Labs ha evidenziato la nuova tendenza:

“Stiamo assistendo a un cambiamento: non si cerca più solo il portafoglio, si cerca la persona.”

Ariss ha aggiunto:

“L’errore evitabile più grande è legare identità reale, localizzazione e abitudini a ricchezza in criptovalute visibile.”

Fattori che aggravano il rischio

La diffusione di dati personali provenienti da fonti compromesse, talvolta persino con la complicità di funzionari corrotti, ha favorito episodi in cui informazioni riservate sono state vendute o cedute a gruppi criminali, incrementando le possibilità di pianificazione e successo degli attacchi.

Allo stesso tempo, l’aumento del valore delle risorse digitali ha reso ogni assalto potenzialmente più remunerativo, mentre i miglioramenti nella sicurezza informatica hanno reso meno efficaci gli attacchi puramente tecnici, spostando il focus sulla coercizione fisica.

Tipologia delle vittime e casi documentati

Il bacino delle potenziali vittime si è esteso: non sono più solo i grandi investitori a essere presi di mira, ma anche detentori di livello medio, persone con segnali limitati o indiretti di esposizione. Le vittime includono famiglie intere, con bambini presi di mira per aumentare la pressione sulle vittime adulte.

Tra i casi più gravi segnalati, il cofondatore di Ledger, David Balland, è stato rapito in Francia insieme alla partner: durante l’aggressione gli è stata amputata una falange e inviata ai complici come prova per la richiesta di riscatto; l’intervento della polizia ha poi portato al suo salvataggio.

Altri episodi, registrati in diverse nazioni come gli Stati Uniti e il Canada, hanno visto sequestri prolungati, torture e abusi con lo scopo di estorcere chiavi e password o costringere a trasferimenti immediati di fondi.

Jameson Lopp ha osservato un elemento di evoluzione organizzativa tra gli aggressori:

“Sembra che ora operino gruppi più strutturati.”

Phil Ariss ha aggiunto che alcune bande mostrano ruoli definiti e pianificazione preventiva, incluse attività di sorveglianza e tecniche di inseguimento post-lavoro, caratteristiche che rendono questi episodi simili a operazioni di piccolo rapimento o assalto specializzato.

Comportamento post-attacco e riciclaggio delle risorse

Dopo aver ottenuto gli accessi, gli aggressori tendono a muovere rapidamente gli asset digitali, convertendoli spesso in stablecoin e instradandoli attraverso molteplici catene e portafogli per ostacolare il tracciamento e la possibilità di recupero.

La combinazione tra movimenti transnazionali e uso di strumenti finanziari decentralizzati complica fortemente le indagini e richiede cooperazione internazionale e strumenti tecnologici avanzati per il contrasto.

Come stanno rispondendo le autorità

Le istituzioni stanno valutando misure che vanno dal rafforzamento delle leggi penali sulla tratta di dati sensibili fino ad azioni pratiche di prevenzione, come campagne informative rivolte ai detentori di criptovalute e piattaforme dedicate alla segnalazione di minacce e tentativi di estorsione.

Gli sforzi includono anche iniziative per intercettare fughe di dati all’interno della pubblica amministrazione e migliorare protocolli di protezione per informazioni fiscali e anagrafiche che, se compromesse, possono alimentare direttamente la catena dei crimini.

Misure tecniche e comportamentali consigliate

Esperti di sicurezza raccomandano soluzioni volte a ridurre il valore accessibile in caso di coercizione: configurazioni a più firme, ritardi nei prelievi e limiti di spesa sono strumenti che possono diminuire l’incentivo per gli assalitori, rendendo più difficile ottenere la maggior parte dei fondi in tempi rapidi.

Queste contromisure non annullano il rischio, ma ne modificano il rapporto rischio/beneficio per i criminali: se la coercizione non rende immediatamente disponibili grandi somme, l’attacco perde parte della sua attrattiva.

In parallelo, è cruciale che i detentori limitino la visibilità della propria esposizione online e adottino pratiche di sicurezza personale, come separare informazioni sensibili dalla routine pubblica e usare soluzioni di custodia che prevedano controlli distribuiti.

Implicazioni e prospettive

Con l’aumentare dell’adozione delle criptovalute, ciò che prima era una preoccupazione di nicchia sta diventando un rischio di sicurezza più ampio e strutturato. La combinazione tra valore potenzialmente elevato degli asset, fuga di dati e professionalizzazione di gruppi criminali richiede risposte coordinate tra settore privato, istituzioni e forze dell’ordine.

Per il sistema finanziario e per gli investitori individuali europei e italiani, il fenomeno impone una riflessione su come bilanciare l’autonomia offerta dalla self-custody con le esigenze di sicurezza concreta, anche attraverso soluzioni ibride che possano mitigare i rischi fisici senza rinunciare al controllo degli asset.

In sintesi

  • L’aumento degli attacchi con chiave inglese evidenzia un cambiamento di paradigma: il rischio si sposta dalla mera vulnerabilità digitale alla sicurezza personale, suggerendo che le policy di prevenzione debbano integrare misure di protezione fisica e digitale.
  • Per gli investitori, specialmente in Italia, la crescita del fenomeno rende più attraenti soluzioni di custodia con controlli distribuiti e meccanismi di ritardo/limitazione dei prelievi per ridurre l’esposizione in caso di estorsione.
  • Dal punto di vista del mercato, la pressione sulle istituzioni regolamentari potrebbe tradursi in nuove norme sul trattamento dei dati sensibili e su obblighi di segnalazione per incidenti connessi alle criptovalute, con potenziali impatti sui costi di compliance per gli operatori.


Author: Tony
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