Una persona detiene le chiavi di 200 milioni di dollari in criptovalute di un progetto: il suo cofondatore dice basta

Negli ultimi anni il tesoro del progetto NEO è stato custodito in modo atipico rispetto agli standard delle istituzioni finanziarie: centinaia di milioni di dollari in asset crittografici risultano sotto controllo di portafogli personali, privi di protezioni multisig e di una supervisione formale consolidata.

Secondo il cofondatore Da Hongfei, l’autorità su gran parte di questi token sarebbe riconducibile a un singolo individuo: Erik Zhang, altro cofondatore e architetto del protocollo centrale.

Da Hongfei ha dichiarato:

“Circa l’85% è controllato da Eric da solo con una firma singola.”

Da Hongfei ha dichiarato:

“Non era mai stato trasferito a nessun individuo o a un multisig.”

Da ha stimato che i token nativi NEO e GAS in possesso di Zhang valgano oggi tra i 200 e i 250 milioni di dollari, una cifra superiore alla capitalizzazione di mercato corrente del progetto, pari a circa 197 milioni di dollari.

La controversia è degenerata in uno scontro pubblico tra i due fondatori che va avanti da dicembre, con proposte di governance rivali e un tentativo di mediazione fallito a Hong Kong.

La proposta di ristrutturazione di Da

Il 9 aprile Da Hongfei ha pubblicato su GitHub una proposta di ristrutturazione che prevede diversi interventi istituzionali e patrimoniali: trasferire la sede della Neo Foundation da Singapore alle Isole Cayman, istituire un consiglio indipendente di cinque membri, escludere i due fondatori dal board per 24 mesi e ridistribuire circa 26 milioni di NEO e 40 milioni di GAS ai detentori di token.

La proposta mira a creare una governance costituzionale e a separare la gestione degli asset personali dai beni della comunità, in modo da ridurre il rischio di conflitti di interesse e di custodia centralizzata.

La controproposta di Zhang

Erik Zhang ha risposto con un contro-piano che conserva la sede della Foundation a Singapore e propone di mantenere i fondatori nel consiglio; inoltre chiede un’indagine formale sulla gestione storica degli asset, con disposizioni per affrontare possibili trasferimenti impropri o occultamento di beni pubblici.

Da Hongfei ha dichiarato:

“Penso che sia un’accusa molto netta e vacua. Non c’è corruzione, né abuso di fondi.”

La disputa mette in luce un elemento quantitativo e strutturale rilevante: il tesoro di NEO contiene circa 460 milioni di dollari in asset, ovvero più del doppio della capitalizzazione di mercato del token, che pure ha perso il 98% dal picco del 2018. Per molti osservatori questa discrepanza solleva questioni di trasparenza e adeguatezza dei meccanismi di governance.

Composizione del tesoro e responsabilità

Il bilancio fiscale 2025 del progetto, la prima rendicontazione estesa dal 2020, ha rivelato oltre 1.100 BTC, più di 100 milioni di dollari in stablecoin e liquidità, e un portafoglio di investimenti di venture che include una partecipazione non liquidata in Binance.

Secondo Da, il tesoro si è progressivamente suddiviso in due metà: i token nativi (NEO e GAS) sono in larga parte sotto il controllo a firma singola di Zhang, mentre bitcoin, ether, stablecoin, investimenti di fondo e saldi bancari sono gestiti da NGD, l’entità amministrata da Da Hongfei.

Negli anni le risorse non-token, inizialmente contenute, sono cresciute oltre i 200 milioni di dollari principalmente per l’apprezzamento delle posizioni in BTC e ETH accumulate tramite ritorni di investimento in fase iniziale.

Lo stallo e la proposta di smilitarizzazione reciproca

Il risultato è un tesoro diviso quasi a metà fra due persone che hanno ora leve reciproche e non comunicano più in modo produttivo: nessuno dei due sembra disposto a compiere per primo il passo per rimuovere il controllo unilaterale.

Da Hongfei ha definito la sua riforma come una misura di “smilitarizzazione reciproca”:

“NGD perderà il controllo sulla maggior parte degli asset, inclusi i BTC e le stablecoin, che superano i 200 milioni di dollari. E Eric perderà il controllo personale della maggioranza dei token NEO.”

Da Hongfei ha dichiarato:

“Fondamentalmente, io ed Eric dobbiamo sacrificare il controllo individuale sugli asset. Credo che questo sia il cambiamento fondamentale.”

Il piano di Da richiede la cooperazione di Zhang per il passaggio più delicato: trasferire i token attualmente custoditi con firma singola a un indirizzo multisig. In una sessione pubblica di domande e risposte Da ha indicato un orizzonte operativo di uno-tre mesi per l’attuazione.

Da Hongfei ha dichiarato:

“Se una sola persona detiene circa la metà di un token nativo crypto e non è disposta a cederlo a un multisig, una governance costituzionale, allora la risposta dovrebbe venire dalla comunità stessa.”

Lo stallo pone domande pratiche e legali su chi possa o debba intervenire per riequilibrare la governance di una rete blockchain: procedure di voto on-chain, interventi del board della Foundation, azioni legali in giurisdizioni di residenza della foundation o misure tecniche come lo spostamento a multisig sono tutte opzioni con costi e rischi diversi.

Conseguenze per la comunità e il mercato

La presenza di ingenti asset non liquidati associati a un progetto di capitalizzazione relativamente modesta crea potenziali tensioni di valore e incentivi distorti: svalutazioni del token, contestazioni sulla distribuzione dei profitti, e incertezza regolamentare per investitori istituzionali che richiedono governance trasparenti e controlli adeguati.

Per gli sviluppatori e gli operatori dell’ecosistema, la priorità praticabile sarebbe concordare meccanismi che riducano la dipendenza da chiavi personali, introducano verificabilità pubblica dei flussi patrimoniali e stabiliscano un processo di risoluzione delle controversie accettabile per la comunità globale di utenti e stakeholder.

Dal punto di vista regolamentare e degli investimenti, situazioni simili attirano l’attenzione di autorità e di grandi investitori, che valutano non solo i fondamentali tecnologici ma anche il rischio di governance come elemento determinante per allocazioni di capitale a medio-lungo termine.

Prospettive e prossimi passi

Se Zhang accetterà il trasferimento dei token in multisig, il gruppo potrebbe avviare una fase di ricostruzione della fiducia e di ricollocazione strategica delle risorse. In caso contrario, la comunità dovrà considerare strumenti alternativi di governance e possibili azioni legali o tecniche per proteggere il patrimonio collettivo.

Indipendentemente dall’esito immediato, l’episodio è un monito sul valore della trasparenza e delle pratiche di custodia nelle piattaforme tokenizzate: la solidità di un protocollo si misura anche dalla chiarezza delle regole che disciplinano il patrimonio comune e le responsabilità dei suoi custodi.

In sintesi

  • L’incertezza sulla custodia di centinaia di milioni di dollari distorce la valutazione di mercato di NEO, aumentando il rischio percepito dagli investitori istituzionali e riducendo la propensione al lungo termine.
  • La separazione tra asset token e asset liquidi evidenzia la necessità di standard di governance più rigidi per i progetti crypto, elemento chiave per attrarre capitali regolamentati in Europa e in Italia.
  • Un trasferimento a multisig o una riorganizzazione governance credibile potrebbe sbloccare valore e migliorare la liquidità, ma richiede compromessi politici interni e possibili interventi esterni per garantire l’esecuzione.


Author: Tony
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