Polonia: il parlamento non riesce ancora a ribaltare il veto sulle criptovalute
- 19 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Parlamento della Polonia non è riuscito ancora una volta a revocare il veto presidenziale su una normativa chiave relativa alle criptovalute, prolungando lo stallo politico sul modo in cui il Paese dovrebbe regolamentare gli asset digitali.
Durante la votazione, i parlamentari non hanno raggiunto la soglia necessaria di 263 voti per superare il veto del presidente Karol Nawrocki: 243 deputati si sono opposti al superamento del veto mentre 191 lo hanno sostenuto.
La proposta, sostenuta dal primo ministro Donald Tusk, mirava a recepire nel diritto nazionale il quadro regolatorio europeo noto come MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation) introdotto nel 2024 per disciplinare emissione e custodia di criptovalute. La Polonia resta l’unico Stato membro dell’Unione Europea a non aver ancora implementato il regime comunitario.
Contenuto e obiettivi della norma
Il disegno di legge intendeva stabilire regole per l’autorizzazione degli exchange, la custodia dei token e la trasparenza nelle emissioni, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la tutela dei consumatori e l’affidabilità del mercato locale. L’adozione di MiCA a livello nazionale avrebbe dovuto facilitare l’integrazione delle piattaforme polacche nel mercato unico europeo e definire obblighi prudenziali per gli operatori.
Motivazioni del veto presidenziale
Karol Nawrocki ha motivato il suo diniego sottolineando preoccupazioni su eccessiva regolamentazione, scarsa trasparenza e oneri per le piccole imprese:
“Non firmerò una legge sbagliata solo perché è stata approvata nuovamente dalla maggioranza parlamentare. Una legge sbagliata, anche se adottata cento volte, rimane una legge sbagliata.”
Le avvertenze del governo e il rischio per gli investitori
I rappresentanti dell’esecutivo hanno tuttavia avvertito che la mancanza di regole chiare espone gli investitori e può favorire pratiche illecite. Il ministro dell’Economia e delle Finanze ha posto l’accento sui pericoli di un mercato non regolamentato:
Andrzej Domański ha avvertito:
“L’assenza di regole rischia di trasformare il mercato in un El Dorado per i truffatori.”
Il governo sottolinea che l’incertezza normativa può danneggiare sia i consumatori sia le imprese serie, frenando gli investimenti e spingendo le piattaforme a cercare licenze in giurisdizioni più favorevoli.
Storia delle approvazioni e ripresentazioni
Questa è la seconda volta che l’esecutivo non riesce a far cadere il veto: una precedente proposta era stata respinta a dicembre e il testo rivisitato era stato ri-presentato nei giorni successivi, definito dai sostenitori «migliorato» ma giudicato quasi invariato dai critici. Il presidente ha ribadito il suo rifiuto anche durante un nuovo veto rimarcato a febbraio.
Il caso Zonda e le ricadute politiche
La disputa ha coinvolto inoltre la più grande piattaforma di scambio nazionale, Zonda, che secondo alcune segnalazioni avrebbe esercitato pressioni contro la normativa. Le tensioni si sono intensificate quando il primo ministro ha fatto riferimento a presunti legami con finanziamenti illeciti derivanti da fonti che avrebbero origini in reti criminali estere.
Przemysław Kral, amministratore delegato di Zonda, ha reagito respingendo l’accusa e denunciando il danno al settore dell’innovazione:
“I tentativi di trascinare me e Zonda nelle attuali beghe politiche sono tanto assurdi quanto dannosi per il mercato dell’innovazione in Polonia.”
Przemysław Kral ha aggiunto di essere pronto a intraprendere azioni legali per tutelare i propri diritti personali e ha negato di avere il controllo su un portafoglio di criptovalute dal valore indicativo di 330 milioni di dollari, che secondo le sue dichiarazioni sarebbe rimasto in carico all’ex amministratore delegato Sylwester Suszek prima della sua scomparsa nel 2022.
Implicazioni istituzionali e per il mercato europeo
Lo scontro fra Presidenza e Governo evidenzia tensioni istituzionali che possono rallentare l’adeguamento della Polonia agli standard europei. A livello operativo, la persistenza dell’incertezza normativa favorisce l’arbitraggio regolatorio: operatori e investitori potrebbero preferire mercati con quadro normativo consolidato, indebolendo la posizione competitiva della Polonia nel settore fintech.
Per le autorità dell’Unione Europea, il mancato recepimento di MiCA in uno Stato membro crea rischi per l’omogeneità del mercato unico e complica la sorveglianza transfrontaliera. Sul fronte finanziario, l’assenza di regole uniformi aumenta la probabilità di frodi e contenziosi, con potenziali ripercussioni su liquidità e prezzo degli asset digitali a livello regionale.
In un contesto più ampio, la situazione polacca è un indicatore importante per gli operatori europei: la conferma di un ambiente regolatorio instabile potrebbe influenzare le decisioni di investimento di fondi esteri e startup tecnologiche che valutano l’Europa centrale come area di insediamento.
Prospettive e prossimi passi
Nei prossimi mesi si attendono nuove iniziative parlamentari e possibili mediazioni tecniche per ridurre le criticità segnalate dalla Presidenza. Le parti coinvolte dovranno trovare un equilibrio tra tutela dei consumatori, sviluppo dell’innovazione e minori oneri per le piccole imprese per evitare l’ulteriore emorragia di operatori verso giurisdizioni più accomodanti.
In sintesi
- La prolungata incertezza normativa in Polonia può creare spazio per maggiore volatilità nei mercati crypto europei, offrendo opportunità speculative ma aumentando il premio per il rischio percepito dagli investitori istituzionali.
- Un mancato recepimento di MiCA potrebbe spingere le piattaforme a trasferire attività e capitale in giurisdizioni con regole chiare, riducendo investimenti diretti esteri e competenze tecnologiche nel Paese.
- Per gli operatori italiani e dell’Unione, la situazione è un segnale a valutare strategie di diversificazione e due diligence più stringenti quando si considerano partnership o investimenti in mercati con contesti regolatori instabili.