Tariffe delle petroliere dell’Iran ancora dominate da USDt, nessun segno di BTC finora: BPI

Il governo dell’Iran ha indicato il Bitcoin come una delle opzioni di pagamento per le navi petrolifere che attraversano lo Stretto di Hormuz, affiancando il yuan cinese e stablecoin ancorate al dollaro statunitense.

Sam Lyman, responsabile della ricerca presso il Bitcoin Policy Institute (BPI), interpreta la scelta come la valorizzazione di un asset neutrale e strategico per il suo grado di resistenza alla censura.

Sam Lyman ha detto:

“Questa è una delle situazioni più significative in cui il Bitcoin risulta chiaramente un asset strategico. Il motivo per cui l’Iran vuole usare il Bitcoin per queste transazioni è che nessuno può congelare il Bitcoin. Nessuno può spegnere la rete Bitcoin.”

Secondo Lyman non esistono al momento evidenze on-chain di pagamenti dei pedaggi in BTC, mentre la maggior parte delle transazioni in criptovalute registrate nel paese risulta denominata in stablecoin ancorate al dollaro, in particolare USDT, emesso dalla società Tether.

Perché il Bitcoin viene definito “strategico”

La definizione di Bitcoin come asset strategico si basa principalmente sulla sua struttura decentralizzata: la rete non dipende da un singolo attore che possa sospendere transazioni o congelare fondi. Questa caratteristica lo distingue dalle valute digitali emesse centralmente e dalle stablecoin che, pur essendo progettate per stabilità, possono essere soggette a controlli da parte degli emittenti o delle autorità che regolano i loro conti bancari e infrastrutture.

Uso delle stablecoin e limiti operativi

Nonostante i rischi di congelamento dei fondi da parte degli emittenti, l’Iran continua a utilizzare stablecoin per la maggior parte degli scambi in valuta digitale. Lyman osserva che, dal 2022, il regime è riuscito a spostare complessivamente circa 3 miliardi di dollari in criptovalute, con la quota prevalente espressa in stablecoin.

Sam Lyman ha aggiunto:

“Penso che stiano tirando la sorte. Sono riusciti a muovere 3 miliardi di dollari e ne sono stati congelati solo circa 600 milioni. Hanno quindi comunque trasferito circa 2,4 miliardi. Credo sia per questo che le stablecoin restano la scelta preferita del regime.”

Ruolo delle forze armate e volumi di mercato

Le transazioni riconducibili al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica rappresentano una porzione significativa del volume complessivo del mercato cripto in Iran, contribuendo a spiegare perché le decisioni statali in materia di asset digitali abbiano impatti rilevanti a livello operativo e normativo.

Implicazioni geopolitiche ed economiche

L’adozione formale di Bitcoin per pagamenti legati al petrolio è un segnale che combina esigenze pratiche e considerazioni geopolitiche: da un lato consente di aggirare meccanismi di controllo bancario e restrizioni internazionali; dall’altro solleva questioni sul potere di intervento di sanzioni e sulle contromisure che attori statali e privati potrebbero adottare.

Per i mercati internazionali e per gli investitori, questa dinamica evidenzia la funzione di riserva alternativa che le criptovalute possono assumere in contesti di pressione finanziaria. Tuttavia, l’uso operativo del Bitcoin comporta rischi di volatilità che differiscono nettamente dalla stabilità relativa promessa dalle stablecoin.

Le autorità di controllo internazionali e i soggetti che emettono stablecoin mantengono comunque strumenti di intervento che possono limitare o rendere più costose certe modalità di utilizzo, con effetti che si riverberano sulla percezione di rischio e sui prezzi degli asset digitali.

Considerazioni per il contesto italiano

Per operatori e investitori italiani è importante distinguere tra il valore strategico geopolitico attribuito al Bitcoin e le sue caratteristiche come asset finanziario. La possibilità che Stati vulnerabili alle sanzioni utilizzino criptovalute per pagamenti internazionali può portare a una maggiore attenzione regolamentare e a scenari di mercato più volatili.

Gli investimenti in criptovalute dovrebbero essere valutati tenendo conto della volatilità, della regolazione emergente e del ruolo che tali strumenti possono assumere nelle catene del commercio internazionale e nella politica estera degli Stati.

In sintesi

  • La scelta dell’Iran di includere il Bitcoin nei pagamenti per il petrolio sottolinea il valore strategico dell’asset come strumento resistente alla censura, con possibili riflessi sulla percezione di rischio geopolitico nei mercati finanziari.
  • L’impiego diffuso di stablecoin, nonostante i rischi di congelamento, indica che le controparti privilegiano la praticità e la liquidità, ma ciò aumenta l’esposizione a interventi normativi che possono alterare i flussi di mercato.
  • Per gli investitori italiani, questa evoluzione suggerisce la necessità di integrare scenari geopolitici e regolatori nelle decisioni di portafoglio, considerando sia la funzione di riserva alternativa delle criptovalute sia la loro elevata volatilità.


Author: Tony
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