Stripe punta su blockchain e stablecoin per diventare l’AWS del denaro, dice il responsabile crypto

Stripe sta lavorando a quella che definisce la sua versione di AWS per il denaro, mettendo la tecnologia crypto al centro della strategia per modernizzare la circolazione del denaro a livello globale.

L’annuncio è stato fatto al RWA Summit di Cannes, in Francia, da Adrien Duchâteau, responsabile crypto go-to-market di Stripe, che ha illustrato come l’azienda stia progressivamente integrando stablecoin e tecnologie blockchain nel suo stack di pagamento principale.

Adrien Duchâteau ha dichiarato:

“Stiamo spostando, prodotto dopo prodotto, gran parte del nostro stack on‑chain.”

Un ritorno su crypto dopo esperienze precedenti

La mossa si inserisce nella storia lunga e non lineare di Stripe con il mondo crypto. L’azienda fu tra le prime grandi realtà tecnologiche a sostenere il bitcoin, permettendo pagamenti in BTC già nel 2014, per poi sospendere il servizio nel 2018 a causa dell’elevata volatilità.

Nel 2021 Stripe è tornata con un team dedicato alle criptovalute, giudicando che la tecnologia di base fosse ormai sufficientemente matura per scenari d’uso reali e a scala.

Perché puntare sulle stablecoin

La principale criticità che l’azienda intende risolvere riguarda i pagamenti internazionali, ancora spesso lenti e costosi. I trasferimenti cross‑border si appoggiano ancora a circuiti tradizionali come SWIFT, con tempi di regolamento che possono estendersi per giorni.

Adrien Duchâteau ha osservato:

“Operiamo in reti T+3: spesso passano tre giorni dal pagamento al regolamento. Se si riduce questo tempo a zero, il cambiamento è di un ordine di grandezza.”

Per una piattaforma che deve pagare creatori o collaboratori, questi ritardi condizionano interi calendari di liquidazione. Accelerare i tempi usando stablecoin significa ridurre il capitale circolante immobilizzato e migliorare la prevedibilità dei flussi finanziari.

Stripe elabora quasi 2 trilioni di dollari di pagamenti l’anno (una quota significativa del Pil mondiale) e serve oltre cinque milioni di imprese: anche piccoli miglioramenti nel settlement possono avere effetti sistemici.

Acquisizioni e collaborazioni strategiche

Per realizzare questa visione, Stripe ha compiuto alcune acquisizioni e stringendo partnership rilevanti: l’acquisto dell’infrastruttura per stablecoin Bridge per circa 1,1 miliardi di dollari, l’acquisizione del provider di wallet Privy e una collaborazione con la società di investimento crypto Paradigm per sviluppare una blockchain focalizzata sui pagamenti, chiamata Tempo.

Tempo è stato lanciato di recente con partner infrastrutturali come Mastercard, UBS, Klarna e Visa, a indicare un approccio ibrido che coniuga l’innovazione blockchain con attori regolamentati del sistema finanziario.

Stripe sta già distribuendo funzionalità basate su stablecoin: i commercianti possono accettare pagamenti in stablecoin anche tramite piattaforme come Shopify, mentre piattaforme per lavoro e pagamenti internazionali come Remote.com permettono di ricevere compensi in crypto.

Attraverso Bridge, Stripe assiste inoltre fintech come Klarna e Slash nell’emissione e integrazione delle stablecoin nei loro processi operativi.

Dove la banca tradizionale mostra i suoi limiti

La domanda di soluzioni alternative nasce in contesti dove le infrastrutture bancarie sono meno efficaci: utenti in mercati emergenti cercano esposizione al dollaro, o ricorrono alle stablecoin quando i pagamenti con carta vengono rifiutati.

Adrien Duchâteau ha commentato:

“Vediamo persone le cui carte vengono rifiutate che passano alle stablecoin.”

L’obiettivo dichiarato di Stripe non è sostituire la valuta fiat, ma astrarre la differenza tra sistemi tradizionali e rails blockchain, permettendo all’utente finale di non doversi preoccupare del meccanismo sottostante.

Un’architettura per orchestrare i flussi di denaro

La visione è che Stripe diventi una piattaforma che instrada e orchestra i movimenti di denaro tra diversi sistemi, un vero e proprio AWS per il denaro che gestisce risorse finanziarie globali come i cloud provider gestiscono risorse computazionali.

Questa strategia apre la strada a prodotti oltre il mero pagamento: dall’offerta di rendimento fino all’accesso al capitale in mercati dove la presenza di Stripe è stata finora limitata, utilizzando sia stablecoin sia servizi DeFi in modo regolamentato e integrato.

Adrien Duchâteau ha dichiarato:

“La tecnologia non era pronta prima; oggi possiamo finalmente realizzarla.”

Adrien Duchâteau ha aggiunto:

“Siamo molto entusiasti e stiamo raddoppiando gli sforzi.”

Implicazioni regolamentari e per gli operatori tradizionali

L’espansione di infrastrutture basate su stablecoin e blockchain solleva questioni pratiche e normative: antiriciclaggio, monitoraggio dei flussi, tassazione e interoperabilità con il sistema bancario esistente. La presenza di partner regolamentati come Mastercard e UBS suggerisce che Stripe punti a soluzioni che possano convivere con le regole attuali.

Per le banche tradizionali e gli operatori italiani la sfida è duplice: modernizzare i propri sistemi di regolamento per non perdere margini e allo stesso tempo collaborare con iniziative infrastrutturali per offrire servizi competitivi. A livello di policy, il dialogo con autorità come la Banca d’Italia e la Commissione europea sarà cruciale per definire regole chiare e favorire l’innovazione responsabile.

Conseguenze per imprese e mercati

Per le imprese italiane, in particolare per le piccole e medie imprese che operano con export o con lavoratori all’estero, l’adozione di settlement più rapidi può ridurre i costi di gestione della liquidità e accelerare i cicli di pagamento. Allo stesso tempo l’adozione richiederà adeguamenti nei processi contabili e nella gestione dei requisiti di compliance.

Dal punto di vista degli investimenti, l’interesse di Stripe per infrastrutture e partnership strategiche segnala che il settore delle tecnologie di pagamento e delle soluzioni di interoperabilità finanziaria potrebbe rappresentare un’area di crescita, pur accompagnata da rischi regolatori e di mercato.

In sintesi

  • La transizione verso settlement quasi istantanei può comprimere il capitale circolante per piattaforme e PMI italiane, migliorando liquidità e riducendo i tempi di fatturazione; tuttavia richiederà adeguamenti operativi e sistemi di controllo interni.
  • L’interesse di grandi operatori tech per infrastrutture crypto aumenta le opportunità di investimento in tecnologie di pagamento infrastrutturali, ma gli investitori devono valutare il rischio normativo nell’Unione europea e la possibile frammentazione normativa tra paesi.
  • Le banche tradizionali italiane potrebbero trarre vantaggio da partnership o investimenti nelle nuove infrastrutture per non perdere quote di mercato: l’approccio ibrido dimostra che l’innovazione può integrarsi con attori regolamentati per conservare flussi di ricavo esistenti.