Giannotti: il distretto orafo campano che sfida e vince la crisi
- 18 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’export di gioielli e preziosi dal Distretto orafo della Campania è diminuito nel 2025, ma in misura molto più contenuta rispetto al calo registrato a livello nazionale.
Secondo le analisi di settore relative ai dati di chiusura 2025 e alle aspettative per il 2026, l’export italiano del comparto ha subito una flessione del -18,9%, mentre alla Campania viene attribuito un decremento limitato al -2,8%. Il distretto campano è il più piccolo tra quelli nazionali, con una quota dello 0,3% dell’export italiano e un valore intorno ai 38,1 milioni di euro.
Vincenzo Giannotti, presidente del Tarì e del Distretto orafo della Campania, ha voluto precisare i numeri e contestualizzarli alla luce delle caratteristiche produttive locali.
Vincenzo Giannotti ha dichiarato:
“Si parla di calo dell’export e di una crisi strutturale ormai inevitabile. Ritengo però necessario riportare il dibattito su un piano più equilibrato.”
Giannotti ha portato queste osservazioni in occasione dell’apertura di Open, l’edizione primaverile del salone della gioielleria che proseguirà fino al 20 aprile e che vede la partecipazione di circa 500 aziende espositrici, tra realtà locali e ospiti nazionali e internazionali.
Modelli produttivi e differenze territoriali
Vincenzo Giannotti ha osservato:
“La crisi esiste, ma esiste anche un tessuto imprenditoriale che continua a produrre valore, occupazione e prospettive, dimostrando capacità di adattamento e visione.”
Nel commento del presidente viene evidenziata la natura del sistema produttivo del Sud: un’artigianalità diffusa, imprese spesso familiari e una significativa attenzione al mercato interno piuttosto che alla sola esportazione. Questo modello, secondo Giannotti, attenua l’esposizione alle oscillazioni della domanda estera e garantisce una maggiore flessibilità operativa rispetto ai grandi distretti del Nord.
Vincenzo Giannotti ha aggiunto:
“Tuttavia, nel Mezzogiorno l’oreficeria ha adottato un modello produttivo diverso: meno orientato all’export, fortemente artigianale e radicato nei mercati interni.”
Il presidente ha anche richiamato il ruolo di fattori esterni, come l’aumento del prezzo dell’oro e la contrazione della domanda internazionale, che pesano sul settore. Al tempo stesso ha sottolineato lo spazio per politiche e strategie che favoriscano resilienza e investimenti, dalla formazione al potenziamento delle tecnologie produttive fino al marketing internazionale mirato.
Vincenzo Giannotti ha concluso:
“Tra crisi e crescita esiste uno spazio intermedio fatto di resilienza, investimenti, visione e crescita. Qui si colloca il nostro distretto.”
Il confronto tra aree mette in luce come la diversificazione dei canali di vendita e la specializzazione produttiva possano incidere sulla tenuta del tessuto imprenditoriale. Per il Tarì e per il distretto campano la sfida è promuovere valore aggiunto attraverso design, tecnologie di supporto alla produzione e un rafforzato collegamento tra formazione tecnica e mercato.
Per gli operatori e per i decisori locali rimane centrale l’azione combinata di sostegno agli investimenti, incentivi alla digitalizzazione delle piccole imprese e iniziative di promozione commerciale che guardino non solo ai mercati tradizionali ma anche a nuove geografie di domanda.
In sintesi
- La limitata flessione dell’export campano suggerisce che i modelli produttivi orientati al mercato interno possono offrire stabilità in periodi di turbolenza internazionale; gli investitori dovrebbero valutare opportunità nelle filiere locali con focus sul valore artigianale.
- La volatilità del prezzo dell’oro rende rischiose le scommesse speculative: strategie di lungo periodo basate su qualità, design e servizi collegati (riparazione, certificazioni, personalizzazione) possono migliorare la resilienza aziendale.
- Per il sistema paese è importante sostenere le piccole e medie imprese del comparto con misure mirate di credito, formazione tecnica e internazionalizzazione, poiché il rilancio del settore contribuisce anche all’occupazione locale e alla filiera dei servizi collegati.