Il crollo del 50% di Bitcoin (BTC) potrebbe aver segnato il fondo: segnali on-chain diventano rialzisti

Glassnode segnala che il rapporto RHODL, un indicatore on‑chain che mette a confronto le detenzioni di lungo periodo con quelle di breve, mostra segnali più coerenti con un potenziale fondo di mercato che con un picco ciclico, dopo aver raggiunto un valore pari a circa 4,5.

Il livello attuale del RHODL è il terzo più alto mai registrato: ciò riflette una concentrazione crescente del valore nelle monete più “anziane”, mentre le posizioni più giovani e speculative sono state in larga misura eliminate durante la correzione del 50% che ha interessato il bitcoin negli ultimi sei mesi.

Cosa misura il RHODL

Il rapporto confronta il valore delle monete detenute da investitori di lungo periodo — tipicamente con orizzonti tra sei mesi e tre anni — con quello detenuto da partecipanti di breve periodo, definiti tra un giorno e tre mesi. Misurando questo equilibrio, il RHODL offre una lente sulla prevalenza dei detentori esperti rispetto alla domanda fresca proveniente da nuovi entranti.

Interpretazione dei livelli storici

Un aumento del rapporto tende a indicare invecchiamento delle monete e una diminuzione dell’attività speculativa, fenomeno che si manifesta tipicamente dopo correzioni accentuate. Episodi simili si sono osservati nel 2015, nel 2019 e nel 2022. Finora solo in due occasioni il RHODL è stato più alto: nel 2015, con valore intorno a 5, e nel 2022, vicino a 7 — entrambe coincidendo con i minimi ciclici.

Questi precedenti storici suggeriscono che livelli elevati del RHODL possono accompagnare un fondo di mercato, ma non escludono ulteriori ribassi: un aumento ulteriore del rapporto richiederebbe un collasso ancora più profondo dell’attività dei detentori di breve periodo e una quasi completa esaurimento della domanda.

Contesto attuale e fattori limitanti

Nell’attuale contesto, diversi elementi riducono la probabilità che il RHODL salga rapidamente fino ai massimi storici osservati in passato. Il bitcoin ha registrato una ripresa del prezzo di circa il 25% rispetto ai minimi di febbraio, i tassi di funding sui perpetual sono negativi indicando una posizione non nettamente long nel mercato dei derivati, e il quadro macro è caratterizzato da una ripresa degli indici azionari, con il S&P 500 sui massimi storici.

Questa combinazione implica che parte della domanda speculativa potrebbe essersi già riorganizzata e che la pressione di vendita non è ancora completamente esaurita; inoltre la correlazione tra mercati azionari e criptovalute può determinare che shock esterni sui mercati tradizionali influenzino anche il prezzo del bitcoin.

Implicazioni per gli investitori

Per gli investitori, il segnale del RHODL va interpretato come uno degli strumenti di analisi, non come una prova definitiva. Strategie basate su accumulo graduale, gestione della volatilità e diversificazione rimangono appropriate, specialmente per chi opera con orizzonti pluriennali. Chi considera esposizioni significative dovrebbe valutare la tolleranza al rischio e il ruolo delle criptovalute nel portafoglio complessivo.

Per il pubblico italiano è utile ricordare che le dinamiche delle criptovalute interagiscono con questioni normative e fiscali domestiche: la previsione di scenari di lungo termine deve tener conto anche di potenziali cambiamenti regolatori che possono impattare liquidità e adozione istituzionale.

Infine, gli indicatori on‑chain come il RHODL offrono segnali interessanti ma devono essere combinati con analisi tecnica, dati macroeconomici e metriche di mercato dei derivati per ottenere un quadro più robusto delle prospettive rilevanti per decisioni di investimento.

In sintesi

  • Un RHODL elevato suggerisce che la detenzione di lungo periodo sta diventando dominante, il che può segnalare condizioni di accumulo favorevoli; tuttavia non elimina il rischio di ulteriori correzioni se la domanda spot rimane fragile.
  • Per gli investitori italiani, un approccio progressivo e la revisione della posizione alla luce di fattori normativi e fiscali locali possono ridurre il rischio legato alla volatilità delle criptovalute.
  • La recente ripresa dei prezzi e i segnali contrastanti nei mercati dei derivati indicano che la volatilità potrebbe persistere; gli operatori istituzionali e retail dovrebbero monitorare la liquidità e la correlazione con i mercati azionari globali.


Author: Tony
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