Politiche abitative: in Senato presentati tre ddl, De Poli chiede di rimettere la casa al centro
- 16 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sbloccare il mercato immobiliare e aumentare l’offerta abitativa sono stati i temi centrali della conferenza stampa in cui sono stati presentati tre disegni di legge relativi alla casa, a firma del senatore Antonio De Poli, esponente della Unione di Centro.
Contesto e rilevanza del fenomeno
I promotori hanno illustrato una fotografia del mercato caratterizzata da un’ampia dispersione dell’offerta: secondo stime recenti, milioni di unità immobiliari risultano non occupate. Questo dato convive con una domanda di alloggi a costi accessibili, soprattutto per le fasce del ceto medio, generando tensioni sociali ed economiche.
Accanto alle abitazioni sfitte, è significativo il patrimonio non residenziale inutilizzato o sottoutilizzato — negozi, uffici, magazzini e immobili produttivi — che, se riqualificato o riconvertito, potrebbe contribuire in modo consistente a incrementare l’offerta abitativa. Le stime presentate dal gruppo promotore indicano la possibilità di ottenere diverse centinaia di migliaia di nuove unità tramite interventi di conversione e rigenerazione urbana.
I tre disegni di legge presentati
Le proposte depositate in Senato interessano tre ambiti distinti: l’esecuzione degli sfratti, la disciplina fiscale delle locazioni e la tassazione delle locazioni commerciali. Ciascun intervento punta a rimuovere ostacoli ritenuti rilevanti per riportare immobili sul mercato e rassicurare i proprietari.
Il primo disegno di legge propone procedure più rapide per l’esecuzione degli sfratti morosi, con l’obiettivo di ridurre i tempi giudiziari e amministrativi che attualmente scoraggerebbero i proprietari dal concedere in locazione. La proposta indica misure di snellimento procedurale ma dovrà essere valutata anche alla luce delle garanzie per gli inquilini e dei diritti fondamentali.
Il secondo provvedimento chiarisce l’applicabilità della cedolare secca anche quando il conduttore sia un’impresa o un professionista, a condizione che l’immobile sia effettivamente destinato ad uso abitativo. La norma intende superare anni di incertezza interpretativa e creare certezza fiscale per i locatori, favorendo così la messa a reddito di abitazioni oggi non occupate.
Il terzo disegno di legge propone l’aliquota agevolata del 21% per la cedolare secca applicata alle locazioni commerciali, con la finalità di sostenere il commercio di prossimità e contrastare la desertificazione dei centri urbani. L’intervento fiscale è pensato come strumento di politica economica locale, suscettibile di impatti sulle entrate e sulle dinamiche di mercato.
Impatto atteso e questioni aperte
Se approvati, i provvedimenti potrebbero accelerare il ritorno sul mercato di immobili oggi sfitti e incentivare investimenti in riqualificazione. Tuttavia, la loro efficacia dipenderà dall’insieme di misure attuative: semplificazione urbanistica, incentivi fiscali coordinati, risorse per interventi di manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica e strumenti di controllo per prevenire abusi.
L’accelerazione delle procedure di sfratto solleva questioni di bilanciamento tra il diritto di proprietà e la tutela degli inquilini vulnerabili. I processi legislativi e regolamentari dovranno quindi contemperare rapidità e garanzie procedurali, prevedendo, dove necessario, misure di tutela sociale e percorsi alternativi al rilascio forzoso dell’immobile.
La previsione di estendere la cedolare secca a rapporti con soggetti giuridici merita un’analisi fiscale approfondita: occorre verificare gli effetti sulle entrate pubbliche, sugli incentivi al mercato privato e sulla corretta applicazione nei casi in cui l’uso abitativo sia temporaneo o contestuale ad attività economiche.
Per quanto riguarda la conversione degli immobili non residenziali in abitazioni, risultano determinanti le competenze e i tempi delle amministrazioni locali, la presenza di infrastrutture, la pianificazione urbanistica e i meccanismi di finanziamento pubblico-privato. Senza interventi coordinati a livello nazionale e territoriale, molte potenzialità resterebbero inespresse.
Modalità di avanzamento legislativo
I tre disegni di legge sono ora all’esame parlamentare: seguiranno assegnazione alle commissioni competenti, audizioni tecniche e possibili emendamenti. Per tradursi in norme operative saranno necessari passaggi di dettaglio su modalità applicative, incentivi fiscali, eventuali clausole transitorie e coordinamento con le normative regionali e comunali.
Il confronto con altri gruppi parlamentari e con gli enti locali sarà decisivo per calibrare gli interventi e garantire coerenza con le politiche abitative e urbanistiche già in corso. La fase istruttoria offrirà anche l’occasione per integrare strumenti di sostegno ai soggetti più fragili e per chiarire gli aspetti fiscali e procedurali.
Dichiarazioni del proponente
Antonio De Poli ha dichiarato:
“In Italia milioni di immobili restano sfitti mentre cresce la difficoltà, soprattutto per il ceto medio, di accedere a un alloggio a costi sostenibili. La priorità è intervenire sull’offerta, rimuovendo gli ostacoli che oggi scoraggiano i proprietari dal mettere sul mercato le proprie case.”
De Poli ha inoltre sollecitato il governo a porre il tema della casa al centro dell’agenda politica nazionale, richiamando la necessità di azioni coordinate tra livello nazionale, regionale e locale per tradurre le proposte in risultati concreti per cittadini e imprese.