Arredamento in caduta: a gennaio l’export crolla del 13,1%, la Ue perde il 9%
- 16 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il 2025 si è chiuso per il macrosistema dell’arredamento con un fatturato complessivo di 27,7 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto al 2024 (+0,9%). Nonostante questo risultato, le esportazioni hanno segnato un calo dello 0,8% e continuano a rappresentare oltre la metà dei ricavi del comparto: 14,2 miliardi di euro provenienti dall’estero contro i 13,5 miliardi realizzati sul mercato interno, secondo i dati diffusi dal centro studi di FederlegnoArredo (Fla).
I primi numeri di gennaio 2026 confermano un rallentamento dell’export e sollevano preoccupazioni tra le imprese del settore, che si stanno preparando all’appuntamento internazionale più importante per l’arredo-design: il Salone del Mobile di Milano, in programma dal 21 al 26 aprile presso Rho-Fiera Milano.
La gelata dell’export di gennaio
Le elaborazioni del centro studi di Fla delineano uno scenario in rapido deterioramento, con contrazioni particolarmente marcate sui mercati chiave, a cominciare dagli Stati Uniti.
Claudio Feltrin ha dichiarato:
“Il calo complessivo sul mercato statunitense a fine 2025 era contenuto, attorno al 4,9%, ma quel dato nasconde riduzioni molto più consistenti a partire dalla fine dell’estate, con l’entrata in vigore dei dazi.”
A gennaio 2026 le vendite verso gli Stati Uniti sono crollate del 28,5% rispetto a gennaio 2025. Le ragioni individuate dalle imprese sono multiple: l’introduzione di dazi al 15% e la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che ha ridotto la competitività dei prodotti italiani sul mercato americano.
Il quadro europeo non è più rassicurante: la Francia, primo mercato di sbocco per l’arredo italiano, segna un -6,1%, mentre la Germania registra un calo del 18,4%, portando l’insieme dell’Unione Europea a un -9% a gennaio. Solo alcuni mercati di dimensioni minori, come Austria e Cechia, mostrano segnali positivi che non bastano a compensare le perdite nei paesi più rilevanti.
Tra le destinazioni extra‑UE, il Regno Unito è diminuito del 6,7% dopo un 2025 in crescita, mentre la Cina ha subito un tracollo del 46,6% rispetto a gennaio 2025, nonostante alcune imprese sperassero in un recupero post‑pandemia. Anche l’India, mercato su cui molte aziende ripongono grandi aspettative, registra un calo significativo del 41,2%.
A livello globale le esportazioni del comparto hanno segnato un -13,1% a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato è tanto più preoccupante perché non incorpora ancora completamente gli effetti del conflitto in Iran, che sta incidendo sui flussi commerciali verso i Paesi del Golfo, area che negli ultimi anni aveva contribuito in modo decisivo alla crescita, in particolare con acquisti dagli Emirati Arabi Uniti.
Cause strutturali e fattori di contesto
Dietro il rallentamento si combinano elementi di politica commerciale, oscillazioni valutarie e dinamiche di domanda internazionale. I dazi introdotti sui prodotti dell’arredo verso alcuni mercati tradizionali riducono marcatamente la competitività di prezzo, mentre le fluttuazioni del cambio incidono sui margini delle aziende esportatrici.
Inoltre, le tensioni geopolitiche con ricadute sul traffico marittimo e le catene di approvvigionamento aumentano i costi logistici e l’incertezza, fattori che colpiscono soprattutto le piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del settore del mobile italiano.
Conseguenze per imprese e manifestazioni di settore
Il peggioramento dei mercati esteri impone alle aziende scelte strategiche: diversificazione dei mercati di sbocco, rafforzamento della domanda interna, riposizionamento sui segmenti premium e investimenti in canali digitali per mitigare la perdita di competitività sui prezzi.
Per l’organizzazione del Salone del Mobile di Milano e per le imprese espositrici, il contesto attuale solleva interrogativi su partecipazione, ordini e focus commerciale della manifestazione. Il salone rimane però una vetrina fondamentale per consolidare relazioni internazionali, cercare nuovi buyer e promuovere l’innovazione dei prodotti.
Prospettive e misure possibili
Per contrastare l’indebolimento delle esportazioni, il tessuto imprenditoriale potrà puntare su politiche di diversificazione geografica, maggiore integrazione verticale per contenere i costi, e sulle sinergie con le istituzioni per misure di sostegno al credito e alla promozione commerciale all’estero.
Le associazioni di settore e le autorità competenti sono chiamate a monitorare gli effetti dei dazi e delle oscillazioni valutarie, e a promuovere strumenti di accompagnamento per le imprese più esposte, inclusi programmi di internazionalizzazione e incentivi agli investimenti in tecnologia e sostenibilità.
In sintesi, il comparto dell’arredo entra nel 2026 con segnali contrastanti: un bilancio 2025 ancora positivo nel suo complesso, ma un avvio d’anno che richiede risposte rapide e coordintate da parte di imprese e istituzioni per preservare la competitività internazionale del settore.