Bari mobilita 100 imprenditori per fermare l’emigrazione giovanile: entrano nelle scuole

Per contrastare l’esodo dei giovani verso altre regioni, numerose imprese hanno organizzato una vera e propria presenza nelle scuole della Puglia, dove dal 2011 si sono registrate perdite demografiche rilevanti: circa 130.000 giovani lasciati, con un impatto economico stimato intorno ai 40 miliardi di euro.

L’iniziativa, promossa dalle associazioni imprenditoriali del territorio, ha visto circa 100 imprenditori raggiungere 50 istituti per incontrare quasi 5.000 studenti e raccontare loro le opportunità legate alla vita d’impresa e allo sviluppo locale.

L’iniziativa: «Imprese in cattedra»

L’evento denominato Imprese in cattedra rientra nel programma del progetto barese Capitale della Cultura d’impresa promosso da Confindustria per il 2026. Non si è trattato di una lezione teorica di economia aziendale, ma di incontri in cui imprenditori hanno narrato esperienze professionali e percorsi imprenditoriali concreti.

Gli incontri erano rivolti principalmente agli alunni di seconda e terza media e al biennio degli istituti superiori, con l’obiettivo di stimolare spirito d’iniziativa, fornire orientamenti sui percorsi formativi e professionali e presentare le opportunità offerte dall’industria regionale.

Chi ha partecipato e le motivazioni

La presentazione dell’iniziativa si è svolta presso l’Istituto Comprensivo Michelangelo di Bari alla presenza di esponenti delle istituzioni scolastiche e del mondo imprenditoriale locali: Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari e BAT, Giuseppe Silipo, direttore generale dell’Ufficio Scolastico per la Puglia, la dirigente scolastica Maria Veronico e la dirigente territoriale Giuseppina Lotito, insieme ad alcuni imprenditori del territorio tra cui le realtà aziendali Veronico srl e Hybris.

Gli organizzatori hanno spiegato che l’obiettivo primario è favorire il radicamento dei giovani nel tessuto produttivo locale, contrastando la perdita di capitale umano e supportando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro.

Contesto occupazionale e fabbisogni futuri

Secondo proiezioni recenti, la Puglia avrà bisogno di oltre 200.000 nuove unità lavorative nel periodo 2025-2029; di queste, circa la metà riguarderà profili che si prevede saranno difficili da reperire. Tale dato evidenzia il rischio di un disallineamento tra competenze disponibili e richieste del mercato del lavoro.

Il fenomeno della fuga dei giovani è determinato da molteplici cause: carenza di opportunità professionali qualificate sul territorio, scarsa integrazione tra sistema formativo e imprese, nonché l’assenza di adeguati percorsi di orientamento e formazione tecnica e professionale.

Ruolo delle istituzioni e strumenti possibili

Per affrontare il problema, gli attori coinvolti richiamano all’importanza di politiche integrate che combinino interventi a livello regionale, scolastico e aziendale: potenziamento dell’orientamento scolastico, diffusione degli apprendistati, incentivazione di tirocini strutturati e percorsi di formazione duale che avvicinino i giovani alle competenze richieste dalle imprese.

In questo contesto, la collaborazione tra scuole, associazioni d’impresa e enti locali può favorire la creazione di filiere formative coerenti con i settori strategici del territorio, sostenendo la nascita di nuove imprese e incentivando investimenti produttivi.

Implicazioni e prospettive

Se consolidata nel tempo, la pratica di portare storie imprenditoriali nelle aule può contribuire a modificare la percezione dei giovani sul lavoro locale, aumentare l’attrattività dei percorsi tecnici e professionali e ridurre il rischio di spopolamento qualificato. Resta comunque necessario un coordinamento più ampio tra politiche formative, incentivi economici e strategie di sviluppo territoriale per tradurre gli incontri in risultati occupazionali duraturi.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.