Il fondatore di Tron Justin Sun attacca duramente il voto WLFI legato a Trump, alimentando una faida sulla governance

Una disputa pubblica tra Justin Sun, fondatore di Tron, e il progetto cripto collegato a Trump noto come WLFI è precipitata dopo che Sun ha criticato con forza una nuova proposta di governance, definendola una forma di abuso ai danni dei detentori di token.

Justin Sun ha dichiarato:

“Questa è una delle frodi di governance più assurde che abbia visto.”

La proposta di WLFI e i suoi termini

La controversia ha come fulcro una proposta lanciata dal progetto WLFI volta a ristrutturare i vincoli sui token nell’ecosistema. La modifica interessa oltre 62 miliardi di token e introduce clausole di lockup pluriennali, piani di vesting e, per alcuni partecipanti, una distruzione parziale dei token (“burn”).

Nel dettaglio, i token detenuti da insider — come membri del team, consulenti e partner — sarebbero soggetti a un periodo di blocco di due anni seguito da un rilascio graduale della durata di tre anni, con un’opzione che comporta il burn del 10% dei token in caso di adesione. I sostenitori iniziali affronterebbero termini di vesting leggermente più brevi senza la distruzione dei token. Complessivamente, fino a 4,5 miliardi di token potrebbero essere eliminati in modo permanente.

La proposta prevede inoltre che i detentori che rifiutino i nuovi termini restino bloccati senza una scadenza prevista, un meccanismo che ha sollevato preoccupazioni di carattere giuridico e di tutela degli investitori.

Accuse di esclusione e centralizzazione del potere

Sun ha accusato i responsabili del progetto di aver progettato una votazione che punisce il dissenso: chi vota contro rischierebbe di vedere i propri token bloccati indefinitamente. Ha aggiunto che lui e altri grandi detentori sarebbero stati esclusi dal processo decisionale e che token corrispondenti a circa il 4% del potere di voto a lui collegato sono stati congelati.

Più in generale, Sun ha messo in dubbio l’effettiva autorità della votazione, sostenendo che il controllo del protocollo sia nelle mani di indirizzi anonimi, inclusi set multisignature in grado di sovrascrivere gli esiti e un account separato con poteri di blacklist. Secondo la sua ricostruzione, ciò trasformerebbe la governance in un esercizio di potere di pochi selezionati, con il rischio di consolidamento e appropriazione della proprietà.

Justin Sun ha ribadito:

“Questa proposta non è governance. È un esercizio di potere da parte di pochi selezionati che stanno ingegnerizzando un ulteriore consolidamento e un’operazione di espropriazione della proprietà.”

Reazioni della comunità e accuse incrociate

Alla protesta di Sun si sono uniti altri osservatori e operatori del settore. Simon Dedic, fondatore di Moonrock Capital, ha denunciato che gli investitori iniziali sono stati di fatto “abbandonati” dal progetto, parlando di un’operazione che avrebbe estratto valore dai partecipanti a vantaggio di altri attori.

Simon Dedic ha scritto:

“Tutti i primi investitori in $WLFI che pensavano di detenere profitti solidi sono stati rugati, dalla famiglia Trump stessa.”

Da parte sua, un portavoce di World Liberty Financial (il progetto dietro il token) ha difeso la proposta come un tentativo di riallineare i partecipanti per garantire una partecipazione di lungo periodo e una gestione sana dell’offerta di mercato.

World Liberty Financial ha dichiarato:

“La proposta è stata pensata per allineare ulteriormente tutti i partecipanti dell’ecosistema WLFI nel lungo termine e per garantire una partecipazione duratura e un’offerta di mercato equilibrata.”

Azioni precedenti, depositi e impatto sul mercato

Il conflitto è maturato nel tempo. In un episodio precedente, WLFI aveva inserito nella blacklist un indirizzo blockchain collegato a Sun che deteneva token di governance per un valore stimato in oltre 100 milioni di dollari al momento. Ciò ha segnato un’inversione rispetto alla fine del 2024, quando Sun era tra i principali sostenitori del progetto, avendo investito 30 milioni di dollari e svolto un ruolo di consulenza.

Le tensioni si sono aggravate dopo che WLFI ha depositato 5 miliardi dei propri token in un protocollo di lending, Dolomite, dove uno dei suoi consulenti è cofondatore, prendendo in prestito circa 75 milioni di dollari in stablecoin. Il giorno successivo il prezzo del token è sceso del 12% fino a nuovi minimi, alimentando le polemiche pubbliche.

Justin Sun ha accusato il progetto di trattare gli utenti come:

“casseforti personali” (personal ATMs).

In risposta alle accuse, WLFI ha minacciato azioni legali, sostenendo di disporre di “contratti” e “prove” a supporto delle proprie scelte operative.

WLFI ha sostenuto:

“Abbiamo contratti e prove che dimostrano la legittimità delle nostre azioni.”

Implicazioni istituzionali e prospettive future

La controversia solleva questioni più ampie sulla governance nei progetti blockchain: chi detiene effettivamente il controllo, quali meccanismi possono sovrascrivere le decisioni della comunità e come vengono tutelati i diritti dei detentori di token. L’uso di indirizzi anonimi con poteri di override, i set multisignature e le blacklist rappresentano elementi che, se non adeguatamente bilanciati da trasparenza e meccanismi di responsabilità, possono concentrare potere e aumentare il rischio regolamentare.

Dal punto di vista legale, le misure che conseguono al rifiuto dei nuovi termini (come il blocco indefinito dei token) potrebbero essere contestate davanti a sedi giurisdizionali, soprattutto se emergessero pratiche contrattuali poco chiare o decisioni prese da entità non dichiarate. Inoltre, le autorità di vigilanza dei mercati e gli organi che si occupano di tutela degli investitori monitorano con attenzione fenomeni di questo tipo nel settore delle criptovalute.

Per gli investitori e gli osservatori, i prossimi passaggi da seguire includono l’esito della votazione sulla proposta, eventuali iniziative legali avviate da una delle parti e l’analisi delle evidenze contrattuali che entrambe le parti affermano di possedere. La vicenda rappresenta un caso esemplare delle sfide legate alla decentralizzazione effettiva rispetto a comandi operativi centralizzati in ambito cripto.

La disputa rimane aperta e la sua evoluzione avrà implicazioni per la governance di WLFI, la fiducia degli investitori e il dibattito più ampio sulla regolazione e la trasparenza nei progetti tokenizzati.



Author: Tony
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