Assunzioni: i contratti entry level crollano del 18,8% in un anno
- 15 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La difficoltà dei giovani ad accedere a un primo impiego soddisfacente si conferma un fenomeno rilevante: il nuovo Barometro del primo impiego indica che, a livello globale, l’88% di chi si affaccia al mercato del lavoro non si sente adeguatamente preparato e fatica a trasformare le competenze acquisite in opportunità concrete.
In Italia la situazione è ulteriormente peggiorata: le assunzioni di tipo entry-level sono diminuite del 18,8% su base annua, con una concentrazione crescente di offerte in ruoli amministrativi, di supporto e a contatto con il pubblico, mentre i percorsi tradizionali risultano meno accessibili per i neolaureati e i giovani diplomati.
Niente più percorsi lineari
Olga Farreras Casado ha dichiarato:
“Chi entra oggi nel mondo del lavoro si trova davanti a molte più opportunità ma anche a una complessità maggiore: non esiste più un percorso unico o lineare valido per tutti. Conta la capacità di adattamento, di apprendimento rapido e la capacità di interpretare il contesto. Per questo è essenziale rafforzare i collegamenti tra formazione e occupazione, aiutando i giovani a tradurre conoscenze teoriche in competenze pratiche e spendibili nel mercato.”
La necessità di “spacchettare” i nuovi ruoli in competenze misurabili è emersa come strategia chiave: descrivere chiaramente le skill richieste rende più semplice valutare la compatibilità tra profilo del candidato e posizione offerta. Il valore del talento si misura sempre più sulla capacità di evolvere rapidamente.
I ruoli in crescita
Tra le professioni con maggiore domanda emergono figure ibride che combinano creatività, business e tecnologia. Nella top ten si segnalano in particolare: content producer, event assistant, international sales specialist, ingegnere AI, coordinatore di eventi, responsabile clienti, ingegnere aerospaziale, tecnico controllo qualità, assistente legale e contabile fiscale.
Queste posizioni richiedono competenze trasversali come comunicazione, analisi dati, conoscenze digitali e, sempre più frequentemente, una confidenza operativa con l’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali che la integrano.
I settori con più opportunità
I giovani trovano maggiori aperture nei settori della pubblica amministrazione, dell’intrattenimento, dell’IT & Media e dei servizi finanziari, con ruoli spesso trasversali tra marketing, comunicazione e sviluppo commerciale.
Parallelamente, la diffusione dell’intelligenza artificiale rappresenta una competenza sempre più richiesta trasversalmente ai settori, spingendo aziende e istituzioni a rivedere i programmi formativi e i percorsi di aggiornamento professionale.
A livello settoriale il rallentamento delle assunzioni è generalizzato ma non uniforme: comparti come Entertainment (-6,4%) e Accommodation & Food Services (-11,5%) mostrano una maggiore tenuta, mentre Education (-31,2%) e Healthcare (-25,9%) registrano cali più marcati, segnalando criticità strutturali che richiedono interventi mirati.
I nodi salari e precarietà
Dai dati emergono problemi strutturali che penalizzano l’inserimento stabile dei giovani nel mercato del lavoro: salari bassi, contratti brevi e scarsa mobilità territoriale rischiano di consolidare una condizione di fragilità economica e sociale.
Nel dettaglio, il 37% dei giovani indica come principale ostacolo allo sviluppo personale e professionale uno stipendio insufficiente rispetto al costo della vita; il 28% segnala l’instabilità contrattuale come fattore limitante; un ulteriore 25% dichiara di non trovare opportunità adeguate nella propria città e valuta la possibilità di trasferirsi.
Queste criticità hanno implicazioni rilevanti per le politiche del lavoro: diventa urgente promuovere misure che aumentino la qualità dei primi inserimenti professionali, come incentivi per assunzioni a tempo indeterminato per i giovani, programmi di apprendistato riformati e stage con standard minimi di qualità e retribuzione.
Anche il ruolo delle istituzioni formative è cruciale: scuole, università e centri di formazione professionale devono aggiornare curricula e metodologie per favorire l’acquisizione di competenze operative e digitali, intensificare le collaborazioni con le imprese e potenziare i percorsi di orientamento e tutoring.
Infine, le imprese possono contribuire creando job description chiare e modulari, investendo in piani di formazione continua e facilitando la mobilità geografica e professionale dei giovani, così da trasformare l’ingresso nel lavoro in una fase di crescita sostenibile e non solo in una tappa precaria.