Luca de Meo guida il rilancio di Kering tra razionalizzazione e nuova strategia al 2035

Il gruppo Kering si prepara a una fase cruciale sotto la guida del nuovo Amministratore Delegato Luca de Meo, chiamato a ridefinire direzione e priorità dopo un periodo di performance complesse. Alla vigilia della presentazione del piano strategico al 2035, il mercato mostra segnali di cautela, con il titolo in calo intorno al 10% e investitori che iniziano a prezzare una traiettoria fatta sì di crescita e diversificazione, ma anche di scelte drastiche e interventi selettivi.

Firenze al centro del debutto strategico

Firenze, città natale di Gucci, si prepara a ospitare il primo vero banco di prova per de Meo. Presso la Stazione Leopolda, tra Palazzo Gucci e Palazzo Settimanni, il manager – con un passato alla guida di Renault – presenterà al mercato il piano strategico al 2035, già ribattezzato ReconKering.

Dal quartier generale di Parigi emergono segnali coerenti con questa lettura: il mercato sta già incorporando aspettative di trasformazione profonda, tra razionalizzazioni operative e nuove direttrici di sviluppo.

Una rete più selettiva e sostenibile

Tra le leve principali del piano emerge una profonda razionalizzazione della rete retail, in particolare per Gucci, ancora centrale ma meno dominante rispetto al passato. Dopo una prima ondata di chiusure, è prevista una riduzione ulteriore di circa 100 negozi, portando il totale da circa 600 a 450 punti vendita.

L’obiettivo è concentrare risorse su location ad alto valore, migliorando la redditività e rafforzando il controllo su wholesale e digitale. Una scelta strategica che punta a qualità e posizionamento, piuttosto che espansione indiscriminata.

Espansione mirata e nuove opportunità

Il piano prevede anche un ampliamento dell’offerta in categorie chiave come prêt-à-porter, pelletteria e accessori, oltre a un rafforzamento nel segmento lifestyle. Parallelamente, il gruppo mira a crescere in mercati strategici come Cina, Stati Uniti e Medio Oriente, adattando il posizionamento dei brand alle specificità locali.

Brand come Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga sono chiamati a rafforzare il proprio ruolo per bilanciare il peso di Gucci.

Gioielli e integrazione industriale

Un pilastro rilevante è la creazione di Kering Jewelry, divisione che riunisce marchi come Boucheron, Pomellato, Dodo e Qeelin.

Questo segmento, meno ciclico rispetto alla moda, diventa leva strategica per garantire stabilità e crescita. A supporto, nasce una struttura più integrata con hub dedicati a supply chain, produzione, ricerca ed esperienza cliente.

Una nuova architettura per il gruppo

Kering si riorganizza in tre poli principali: Fashion & Leather Goods, Kering Jewelry e Kering Eyewear. Questa struttura mira a ridurre la dipendenza da Gucci e a costruire un gruppo più equilibrato, resiliente e orientato al lungo termine.

La roadmap prevede primi risultati entro 18 mesi e un riequilibrio più completo entro tre anni, con una visione industriale chiara fino al 2035.

Leadership e sfide future

Con un background consolidato in Renault, de Meo porta in Kering un approccio basato su disciplina, efficienza e capacità di trasformazione. La sfida sarà adattare questa visione al settore del lusso, dove creatività e desiderabilità restano elementi chiave.

Gli investitori attendono ora segnali concreti: il successo del piano dipenderà dalla capacità di tradurre strategia in risultati tangibili, rilanciando competitività e attrattività del gruppo.