Crisi in Medio Oriente scuote il mercato delle valvole oil&gas

Fabio Brevi ha dichiarato:

“I nuovi progetti si riducono: per quest’anno la produzione è garantita dalle commesse precedenti ma sul 2027, se la situazione a breve non si sblocca, ci sono grandi incognite.”

La dichiarazione sintetizza la preoccupazione che attraversa i produttori italiani di valvole per il settore Oil & Gas, con un’attenzione particolare verso i mercati esteri più rilevanti.

Il gruppo Omb, con sede a Bergamo, è un caso esemplare: un fatturato di circa 135 milioni e una quota di ricavi pari al 40% rivolta al Medio Oriente, fattori che spiegano perché ogni tensione su quel mercato sia avvertita con immediata intensità.

Negli ultimi anni il comparto ha registrato una forte espansione, sostenuta dall’export. Le previsioni per il 2025 indicano una crescita delle vendite oltre il 5% rispetto all’anno precedente, con le imprese italiane che raggiungono mediamente una quota pari al 10% delle esportazioni mondiali nel segmento. Tuttavia, l’attuale rallentamento degli investimenti e la contrazione delle richieste di offerta creano incertezze per gli anni successivi.

Sul piano dei numeri di settore, il giro d’affari complessivo si avvicina ai 3,5 miliardi, con circa un quarto del fatturato diretto verso il Medio Oriente, elemento che rende il comparto particolarmente sensibile a fluttuazioni geopolitiche e cicli di investimento esteri.

Concentrazione territoriale

La produzione italiana di valvole è fortemente concentrata sul territorio: la Lombardia ospita circa due terzi delle imprese del settore. L’area intorno a Bergamo, in un raggio inferiore a 100 chilometri, rappresenta il nucleo più produttivo e vale circa il 90% del fatturato nazionale del comparto.

La fiera e il ruolo delle manifestazioni

La rassegna internazionale Industrial Valve Summit (Ivs), organizzata da Promoberg e Confindustria Bergamo, è arrivata alla sesta edizione (19-21 maggio) con numeri in crescita e una partecipazione sempre più ampia.

Gli espositori hanno raggiunto quota 416, quasi il triplo rispetto al debutto del 2015, con un incremento del 30% rispetto all’edizione precedente. Di particolare rilievo è la crescita degli espositori esteri: circa 100 aziende provenienti da 20 paesi diversi hanno partecipato all’ultima edizione.

Giovanna Ricuperati ha spiegato:

“Protagoniste della crescita di questa rassegna sono state le nostre imprese, che pur essendo concorrenti hanno capito l’utilità di guardare ai bisogni comuni per andare nella stessa direzione. Ivs è cresciuta in modo importante e rappresenta un benchmark assoluto, un modo in cui i territori possono realizzare in concreto azioni di politica industriale.”

Il successo dell’evento ha spinto Promoberg a pianificare il raddoppio degli spazi espositivi per rispondere alla domanda crescente: nell’edizione più recente sono stati allestiti due padiglioni temporanei, mentre l’obiettivo per il 2028 è completare una nuova infrastruttura stabile per ospitare la manifestazione e sostenere la filiera.

Implicazioni economiche e strategie

La forte dipendenza da un mercato estero specifico evidenzia la necessità per le imprese di diversificare gli sbocchi commerciali e rafforzare la resilienza produttiva. Le oscillazioni degli investimenti in Paesi terzi possono tradursi rapidamente in flessioni degli ordini, con effetti sui piani di sviluppo a medio termine.

Per mitigare i rischi, il settore può contare su strumenti privati e istituzionali: iniziative di internazionalizzazione, sostegno all’innovazione e attività promozionali coordinate a livello territoriale sono alcune delle leve utili. Anche il potenziamento delle infrastrutture fieristiche e dei servizi per l’export contribuisce a rendere l’ecosistema più competitivo e ad attrarre nuovi investimenti.

In prospettiva, l’attenzione di imprese e istituzioni dovrà concentrarsi su misure che favoriscano la diversificazione geografica dei mercati, il miglioramento della capacità tecnologica delle aziende e forme di sostegno che accompagnino la transizione verso mercati con domanda più stabile.