Narcotraffico: colpo a Roma, 13 arresti e in manette anche l’ex boss della Banda della Magliana Pernasetti

Dalle prime ore del mattino il Nucleo Investigativo di Roma dei Carabinieri ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, disposta dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 13 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di reati gravi legati alla criminalità organizzata.

Le misure scaturiscono da un’indagine sulla presunta attività di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico, alla cessione e alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché sulla detenzione e il porto illegale di armi e munizioni da guerra. Sono inoltre contestati reati connessi alla ricettazione, a lesioni personali gravi, a estorsione, a tentata rapina e a tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità riconducibili alla fattispecie dell’aggravante di tipo mafioso.

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro diversi quantitativi di sostanze stupefacenti e armi, a supporto delle ipotesi investigative che descrivono una struttura dotata di canali per l’approvvigionamento e la distribuzione della droga e di mezzi per la protezione e il consolidamento degli affari illeciti.

Tra gli indagati destinatari della misura figura Raffaele Pernasetti, 75 anni, noto con il soprannome di “er Palletta” e già collegato in passato alla Banda della Magliana. Attualmente Pernasetti svolge la professione di cuoco nel ristorante di proprietà del fratello, Oio A Casa Mia, nel quartiere di Testaccio, locale che gli investigatori indicano come punto di riferimento per gli incontri con alcuni affiliati.

In carcere sono stati condotti, tra gli altri, Manuel Severa — già detenuto per l’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto nel quartiere di Corviale il 15 gennaio 2024 — Manolo Bardeglinu, Alessandro De Angelis, Claudio Di Lodovico, Simone Di Matteo, Danilo Livi, Fabrizio Marinucci e Daniele Medori.

A casa con misura degli arresti domiciliari sono stati posti Daria Di Silvestro, Manuel Peccia, Fabiola Piacenti e Damiano Piacenti, mentre risultano indagati a piede libero Alessandro Capriotti, noto con i soprannomi “il Miliardero” o “il Fornaro”, e Alessandro Corvesi.

Il nome di Alessandro Capriotti era già emerso in contesti investigativi legati all’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, ex capo del gruppo degli Irriducibili della Lazio, ucciso nel Parco degli Acquedotti nell’agosto del 2019; tale riferimento è stato richiamato dagli inquirenti nell’ambito delle verifiche su possibili collegamenti e precedenti rapporti criminali.

Secondo la ricostruzione investigativa, a Pernasetti sarebbe spettato un ruolo di mediatore e broker per l’acquisto di ingenti partite di cocaina. Le riunioni e i contatti tra gli affiliati sarebbero avvenuti, in più occasioni, all’interno del locale del fratello a Testaccio, che viene indicato come quartier generale operativo dell’organizzazione.

Dettagli dell’operazione

L’attività investigativa è stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia in coordinamento con il Nucleo Investigativo di Roma dei Carabinieri. Le indagini hanno fatto ricorso a strumenti tecnici e tradizionali di polizia giudiziaria, come intercettazioni, riscontri documentali, attività di osservazione e sequestri che hanno permesso di delineare la rete criminale e i flussi delle forniture di stupefacenti.

Gli elementi raccolti hanno convinto il Gip del Tribunale di Roma a emettere le misure restrittive disposte oggi, differenziate in funzione del ruolo attribuito a ciascun indagato e del grado di pericolosità sociale rilevato dagli inquirenti.

Contesto e impatto istituzionale

Operazioni di questo tipo rientrano nelle attività di contrasto alla criminalità organizzata che la Procura della Repubblica di Roma e la Direzione Distrettuale Antimafia svolgono per interrompere le reti di approvvigionamento e distribuire gli assetti illeciti. L’adozione di misure cautelari serve sia a tutelare l’ordine pubblico sia a preservare l’efficacia delle indagini in corso.

L’azione coordinata tra forze di polizia, procura e giudice per le indagini preliminari è fondamentale per trasformare i risultati investigativi in atti processuali e per portare avanti eventuali procedimenti penali, nel rispetto della presunzione di innocenza e delle garanzie difensive previste dal codice di procedura penale.

Le indagini proseguono per accertare pienamente ruoli, responsabilità e responsabilità patrimoniali relative alle attività criminali contestate; non si escludono sviluppi ulteriori e nuovi provvedimenti a seguito degli approfondimenti in corso.



Author: Tony
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