Bitcoin fa marcia indietro dopo il tentativo di breakout, ma potrebbe scatenarsi un movimento più ampio
- 14 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La giornata sui mercati delle criptovalute è iniziata con un tentativo di rottura per Bitcoin, che ha sfiorato i 76.000 dollari prima di invertire direzione e ripiegare sotto i 74.000 dollari; nel complesso mantiene comunque un guadagno dell’1,3% nelle ultime 24 ore e viene scambiato intorno ai 74.300 dollari.
Ether ha seguito una traiettoria simile: ha ceduto terreno dopo essersi avvicinato ai 2.400 dollari, ma ha comunque messo a segno una performance positiva del 2,5% nell’arco della giornata.
I mercati tradizionali hanno registrato un andamento differente: il Nasdaq ha chiuso in prossimità del massimo di seduta con un +2%, mentre il S&P 500 è salito dell’1,2% e si trova a pochi punti da un nuovo massimo storico. Si evidenzia così un netto contrasto con Bitcoin, che rimane circa il 40% al di sotto del suo picco storico di 126.000 dollari.
Dinamica del breakout e possibilità di squeeze
Nonostante il tentativo di rottura non abbia retto, le condizioni di mercato suggeriscono che un movimento di squeeze verso l’alto rimane possibile. In particolare, gli indicatori dei mercati dei derivati mostrano segnali contrastanti: mentre i prezzi si spingono più in alto, la struttura dei posizionamenti continua a mostrare un orientamento ribassista da parte di molti operatori.
Secondo Vetle Lunde, responsabile ricerca presso K33 Research, i tassi di funding sui perpetual di Bitcoin scambiati su Binance sono rimasti negativi per 11 periodi consecutivi nonostante il recente rialzo, un segnale che indica come molti trader mantengano posizioni short. Allo stesso tempo, l’open interest è aumentato, il che suggerisce che vengono aperte nuove posizioni short piuttosto che chiuse.
Per i non addetti ai lavori: il tasso di funding è una commissione periodica scambiata tra posizioni long e short sui contratti perpetui e tende a riflettere l’orientamento dominante del mercato; l’open interest misura il totale delle posizioni aperte e fornisce indicazioni sulla quantità di leva e dell’impegno speculativo. La combinazione di funding negativo persistente e open interest in crescita è storicamente associata a scenari in cui un rapido ritorno dei prezzi al rialzo può forzare la chiusura degli short, generando movimenti amplificati.
Parallelismi storici e livelli di rischio
Lunde osserva inoltre che la media del tasso di funding a 30 giorni è risultata negativa per 46 giorni consecutivi, un pattern che richiama periodi di forte stress del mercato come la crisi che seguì il collasso di FTX alla fine del 2022 e la fase ribassista di metà 2021 in concomitanza con il divieto di mining imposto dalla Cina.
Vetle Lunde ha detto:
“Regimi di rischio simili si sono storicamente rivelati punti d’ingresso attraenti per Bitcoin, quando posizioni short molto affollate sono state costrette a disinnescarsi.”
Implicazioni per investitori e scenari futuri
Per gli investitori e gli operatori professionali, questi segnali implicano una doppia attenzione: da un lato la possibilità di forti rimbalzi legati allo scioglimento di posizioni short aggregate; dall’altro il rischio di volatilità elevata se l’annunciata pressione rialzista dovesse rivelarsi temporanea. Fattori esterni come i flussi verso eventuali prodotti istituzionali, sviluppi normativi e il contesto macroeconomico (politica monetaria, dati sull’inflazione, ecc.) rimangono catalizzatori importanti.
In sintesi, il mercato appare pronto a movimenti ampi e potenzialmente rapidi: il monitoraggio dei tassi di funding, dell’open interest e degli indicatori on-chain, unitamente a una gestione rigorosa del rischio, sarà fondamentale per chiunque intenda prendere posizione nelle prossime fasi di mercato.