Peg Perego cambia passo: nuovo advisor al lavoro

Si è aperta una nuova fase nella vertenza che coinvolge Peg Perego, con un primo sopralluogo negli stabilimenti veneti di Ceggia e di San Donà di Piave, a seguito delle tensioni nate dopo l’annuncio di spostamento di linee produttive e le conseguenti agitazioni sindacali.

L’advisor

La controversia è arrivata al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo l’annuncio di trasferimento delle produzioni a Arcore. Nel frattempo è stato rinnovato il contratto di solidarietà, con validità prolungata fino al settembre 2026, per gestire la fase di transizione occupazionale.

Al confronto, oltre alle rappresentanze sindacali, erano presenti la direzione aziendale con il supporto di Confindustria Veneto e Lecco-Sondrio, le amministrazioni regionali di Regione Veneto e Lombardia, le istituzioni locali e Invitalia. L’azienda ha presentato la società di consulenza incaricata, la Vertus, con l’obiettivo di predisporre un progetto di reindustrializzazione per gli stabilimenti di Arcore e San Donà di Piave.

Attualmente Ceggia ospita uno stabilimento in locazione a terzi; per lo stabilimento di San Donà di Piave è in corso un’opzione di acquisto su una porzione del capannone ancora adibita alla produzione, dopo una riduzione delle attività negli anni precedenti.

Guadagnare tempo

Riccardo Montagner ha dichiarato:

“Non abbiamo ottenuto un impegno formale a non smobilitare. In passato però l’azienda non ha mai agito in modo unilaterale.”

Montagner, esponente della Fim-Cisl Venezia, ha sottolineato che il sopralluogo ha avuto lo scopo di verificare le condizioni dell’immobile di Ceggia e valutare se trasferirvi produzioni distanti appena pochi chilometri da San Donà di Piave. Ha inoltre richiamato la necessità di concedere tempo all’advisor per identificare possibili soluzioni alla crisi occupazionale.

In parallelo l’azienda ha comunicato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’attivazione di una seconda società, il cui nome non è stato reso noto, incaricata di definire un piano strategico di riposizionamento e rilancio del gruppo, finalizzato a garantire la continuità aziendale.

Il prossimo incontro

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di lasciare spazio alle società di consulenza per elaborare un progetto industriale unitario, chiedendo nel frattempo il congelamento di spostamenti produttivi tra gli stabilimenti al fine di tutelare la continuità produttiva dei siti italiani e preservare i posti di lavoro.

Massimo Bitonci ha dichiarato:

“Come Regione Veneto abbiamo finora sostenuto la ristrutturazione del sito di San Donà di Piave con politiche attive del lavoro per il ricollocamento dei lavoratori usciti; ci auguriamo un esito positivo che non determini ulteriori esuberi.”

Dal punto di vista istituzionale il coinvolgimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di Invitalia indica l’intenzione di cercare soluzioni che possano coniugare sostenibilità industriale e tutela dell’occupazione. Il rinnovo del contratto di solidarietà è uno strumento volto a ridurre l’impatto sociale degli aggiustamenti produttivi, ma la definizione di un piano industriale credibile rimane cruciale per decidere se puntare sulla riconversione degli stabilimenti, su cessioni parziali di asset o su trasferimenti di produzione.

Il prossimo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sarà l’occasione per ottenere dettagli sulle tempistiche e sulle proposte della Vertus e della seconda società incaricata, oltre che per valutare eventuali misure di accompagnamento al lavoro da parte delle regioni interessate e degli enti locali.



Author: Tony
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