Allaire di Circle avverte: per bloccare USDC servono ordini legali mentre aumentano le critiche
- 13 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Jeremy Allaire, amministratore delegato di Circle Internet, ha fornito una risposta pubblica chiara alle crescenti critiche sul modo in cui l’emittente dello stablecoin gestisce fondi illeciti, affermando che la società non blocca portafogli se non esiste una base legale formale per farlo.
Jeremy Allaire said:
“Circle ha un obbligo di rendimento molto, molto chiaro previsto dalla legge. Circle segue lo stato di diritto e siamo in grado di intraprendere azioni come il congelamento di un portafoglio su disposizione delle forze dell’ordine o dei tribunali.”
Parlando durante una conferenza stampa a Seoul, Allaire ha presentato USDC, il secondo stablecoin ancorato al dollaro per capitalizzazione, come un prodotto finanziario regolamentato soggetto a processi legali e vigilanza, anziché come uno strumento per interventi rapidi in tempo reale.
Secondo Allaire, le decisioni di inserire indirizzi in blacklist o di congelare fondi non dovrebbero essere prese unilateralmente dall’azienda nel corso di un exploit, ma seguire richieste formali da parte delle autorità competenti o ordini giudiziari. Questa posizione riflette la strategia più ampia di Circle di allinearsi strettamente con regolatori e istituzioni finanziarie.
All’approccio di Circle si contrappone a quello di concorrenti come Tether, emittente di USDT, che ha adottato una politica più reattiva: in diverse occasioni Tether ha bloccato fondi riconducibili a furti o attività illecite nell’arco di poche ore.
Analisti e investigatori on-chain, tra cui ZachXBT, hanno evidenziato casi in cui Tether ha inserito in blacklist proventi di hack che, nello stesso periodo, sono rimasti disponibili in portafogli contenenti USDC. Esempi citati dagli osservatori includono exploit che hanno coinvolto servizi come Ledger e Remitano.
Recentemente un attacco sospettato di avere legami con la Corea del Nord ha preso di mira Drift Protocol, causando perdite stimate fino a 280 milioni di dollari; circa 230 milioni di dollari in USDC sono stati spostati attraverso diverse blockchain nell’arco di alcune ore. L’episodio è divenuto un caso emblematico per i critici che sostengono che Circle non stia intervenendo nonostante la capacità tecnica di farlo.
ZachXBT è fra i critici più vocali: in una nota pubblica ha sostenuto che l’inerzia di Circle in più di una dozzina di casi dal 2022 avrebbe contribuito alla fuga di oltre 420 milioni di dollari di fondi illeciti. Tra gli exploit menzionati figurano attacchi che hanno coinvolto progetti come Cetus, SwapNet e Nomad, dove token rubati sarebbero rimasti identificabili in portafogli per ore o giorni senza venire congelati.
Contesto normativo e obblighi legali
La questione centrale riguarda il rapporto tra capacità tecnica di intervenire sulla blockchain e l’autorità legale per farlo. Emittenti centralizzati di stablecoin come Circle dispongono di strumenti operativi che consentono di limitare o bloccare indirizzi, ma l’esercizio di tali strumenti senza un mandato formale può comportare profili legali e reputazionali rilevanti.
Le forze dell’ordine internazionali e i tribunali possono emettere ordini che obbligano l’azienda a congelare fondi, ma i procedimenti giudiziari e le richieste transfrontaliere spesso procedono con tempi molto più lenti rispetto alle transazioni on-chain. Questo disallineamento temporale crea una finestra d’azione sfruttabile dagli attaccanti.
Inoltre, la disomogeneità delle normative tra giurisdizioni complica le decisioni: ciò che è richiesto o permesso in una nazione potrebbe non esserlo in un’altra, imponendo all’emittente di adottare criteri di compliance e di cooperazione internazionale.
Rischi e argomentazioni contro l’intervento discrezionale
Alcuni esperti dell’ecosistema avvertono che concedere a emittenti la facoltà di congelare arbitrariamente fondi al di fuori del quadro legale rischia di introdurre punti centralizzati di controllo che minano i principi di fiducia e decentralizzazione alla base della finanza decentralizzata (DeFi).
Omid Malekan said:
“Se Circle e altri emittenti di stablecoin implementano funzioni arbitrarie di congelamento o sequestro al di là di quanto richiesto dalla legge, allora non solo il codice non sarebbe legge, ma neppure la legge rimarrebbe legge. Invece ciò che decide un singolo dirigente all’interno di una singola società diverrebbe legge.”
Questa posizione sottolinea il timore che misure discrezionali possano erodere la prevedibilità e la sicurezza giuridica per utenti, sviluppatori e partner finanziari, con conseguenze negative per l’adozione e l’innovazione nel settore.
Argomenti a favore di interventi più rapidi
Dall’altra parte, sostenitori di azioni più tempestive affermano che la possibilità di bloccare fondi in tempo reale può limitare i danni e scoraggiare gli attacchi, riducendo gli incentivi al riciclaggio e facilitando il recupero dei beni sottratti.
Le differenze operative tra emittenti (ad esempio tra Tether e Circle) mostrano che esistono soluzioni tecniche per intervenire rapidamente; la discussione verte dunque sul bilanciamento tra efficacia operativa e garanzie legali.
Implicazioni pratiche per utenti, exchange e regolatori
Per gli utenti e le piattaforme di scambio, la vicenda evidenzia la necessità di politiche chiare su custody, responsabilità e collaborazione con le autorità. Exchange e fornitori di servizi devono integrare procedure di compliance, tracciamento forense e protocolli di risposta agli incidenti per ridurre i rischi operativi.
I regolatori sono chiamati a definire regole più precise che bilancino la protezione dei consumatori e la lotta alla criminalità con le garanzie procedurali e i diritti degli utenti. Proposte possibili includono meccanismi di emergenza supervisionati, procedure accelerate per richieste internazionali e standard condivisi per la gestione degli incidenti on-chain.
Infine, il settore potrebbe beneficiare di pratiche comuni, come l’uso di escrow, assicurazioni specifiche per stablecoin, e accordi di cooperazione tra emittenti e autorità di vigilanza per ridurre i tempi di intervento senza compromettere lo stato di diritto.
Conclusione
La posizione di Circle — che preferisce agire su ordine delle autorità giudiziarie o delle forze dell’ordine — mette al centro la conformità legale ma solleva interrogativi pratici sul tempo di reazione rispetto alle dinamiche della blockchain. Il dibattito rimane aperto: da un lato la necessità di prevenire e limitare furti e riciclaggio, dall’altro la tutela della certezza del diritto e della struttura decentralizzata dei sistemi finanziari emergenti. Servono quindi soluzioni che coniughino chiarezza normativa, strumenti tecnici efficaci e cooperazione internazionale.