Ucraina: tregua di Pasqua finita, riprende la guerra dei droni
- 13 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ucraina e Russia hanno ripreso gli attacchi con droni dopo una tregua di circa 32 ore osservata per la Pasqua ortodossa, una pausa che è stata però segnata da reciproche accuse di violazioni su ampia scala.
Attacchi con droni e intercettazioni
Secondo quanto comunicato dall’aeronautica militare ucraina, le forze russe avrebbero lanciato una consistente ondata di droni, molti dei quali sarebbero stati neutralizzati dai sistemi di difesa aerea di Kiev. L’esercito ucraino ha reso noto che circa 87 droni su 98 sarebbero stati abbattuti.
Ministero della Difesa russo ha sostenuto che le forze di difesa aerea hanno intercettato e distrutto decine di velivoli senza pilota in operazioni condotte durante la notte, riferendo attività su aree di confine e regioni vicine alla linea del fronte.
Le autorità russe hanno indicato che gli interventi di intercettazione hanno riguardato territori appartenenti a diverse province, tra cui Belgorod, Kursk, Rostov, Bryansk e Smolensk, oltre alla penisola annessa della Repubblica di Crimea. Queste dichiarazioni non sono state verificate in modo indipendente sul campo, come spesso accade in contesti di conflitto attivo.
Armi a lungo raggio e dichiarazioni ufficiali
Fedir Venislavsky ha detto:
“Abbiamo missili di cui quasi nessuno è a conoscenza, ma che sono in grado di colpire il territorio nemico a una distanza fino a 500 km e di volare a velocità ipersoniche.”
La dichiarazione è stata rilasciata dal presidente della sottocommissione per la sicurezza nazionale della commissione difesa del Parlamento ucraino. Pur non disvelando dettagli tecnici o numerici, il riferimento a sistemi a lungo raggio e a capacità “ipersoniche” sottolinea la volontà di Kiev di ampliare la propria gamma di strumenti militari disponibili per operazioni di penetrazione strategica.
Il ricorso a missili a maggiore gittata ha implicazioni operative e politiche: amplia l’area di potenziale interdizione e può alterare la percezione del rischio per infrastrutture e basi logistiche poste a distanza dalle linee del fronte. Allo stesso tempo, lo sviluppo e l’impiego di tali sistemi sollevano questioni relative al controllo delle esportazioni di armamenti, all’assistenza internazionale e al possibile inasprimento delle reazioni diplomatiche da parte delle potenze coinvolte.
Svolta politica in Ungheria e posizione di Kiev
Un significativo sviluppo politico nelle ultime ore è stata la sconfitta elettorale del leader uscente in Ungheria, dopo oltre un decennio di governo. Il risultato apre la strada a un nuovo governo e a possibili cambiamenti nella linea di Budapest verso la guerra in Ucraina.
Volodymyr Zelensky ha detto:
“Mi congratulo con Peter Magyar e il partito Tisza per la loro netta vittoria. È importante che prevalga un approccio costruttivo. L’Ucraina ha sempre cercato di intrattenere buoni rapporti di vicinato con tutti i paesi europei e siamo pronti a sviluppare la cooperazione con l’Ungheria, con incontri e una collaborazione costruttiva congiunta.”
Il capo di Stato di Kiev ha quindi espresso la disponibilità a ristabilire relazioni e a lavorare con il futuro esecutivo di Budapest. Per l’Europa e per la stessa Ucraina, una svolta nelle relazioni con l’Ungheria può influire su decisioni comunitarie riguardanti sostegno politico, finanziario e militare, considerando che negli ultimi anni Budapest aveva spesso adottato posizioni divergenti rispetto ai partner europei sul tema dell’assistenza a Kiev.
Nel contesto attuale, il nuovo corso politico ungherese potrà avere ripercussioni sulle dinamiche di supporto internazionale all’Ucraina e sulle trattative multilaterali che riguardano sia il sostegno economico sia le forniture militari dirette o indirette.